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Smallville e Avril Lavigne, un tuffo nostalgico nei primi anni 2000

Smallville

Ce li ricordiamo tutti i primi anni 2000. Qualcuno era più piccolo e frequentava ancora le elementari. Altri invece erano già alle medie, quel periodo in cui da bambini ci trasformavamo in adolescenti. Altri ancora erano più grandi, già diventati dei teenager alle prese con le gioie e i dolori di quegli anni. Ma tutti, indipendentemente dall’età, avevamo qualcosa in comune: quei pomeriggi passati su Italia 1, quando ancora non c’erano le sit-com che occupavano l’intera fascia oraria. Tantissimi teen drama inondavano il canale, talmente tanti che qualcuno sicuramente ci sfugge. Ma uno balza subito alla mente, emblema di quegli anni ormai andati: sì, stiamo parlando proprio di Smallville.

Ogni pomeriggio correvamo e attendevamo con ansia le avventure del supereroe più famoso del piccolo e grande schermo, quando ancora non era diventato Superman, quando era solo un giovane sprovveduto esattamente come noi. Con i suoi tormenti, i suoi amori, le sue amicizie, i suoi problemi e le sue gioie.

E lo sappiamo come erano le serie tv viste su Italia 1, con le infinite pubblicità, le corse in bagno, gli urli per capire se era ricominciata, le attese sul divano. Allora in quella pausa prendevamo il nostro lettore CD, i più tecnologici l’MP3 o addirittura l’IPOD, schiacciavamo play in tempo per ascoltare una o due canzoni. La voce di Avril Lavigne partiva quasi in automatico. Perché lei è il simbolo della nostra infanzia e adolescenza, la ragazza con lo skate che tutti ammiravamo, le cui canzoni cantavamo in cameretta, duettando vicino al suo poster come se fossimo sullo stesso palco.

Smallville

E cosa succede se uniamo Smallville e Avril Lavigne? L’epicità degli anni 2000 si spalanca di fronte ai nostri occhi.

Tre sono le scene di Smallville accompagnate dai brani della cantante canadese dai capelli rosa. Con la prima facciamo un salto indietro fino alla seconda stagione. Nel finale del secondo episodio Lana è al Talon e rivela a Clark di voler mandare una videolettera a Whitney per porre fine alla loro relazione. Mentre i due parlano, Tomorrow suona in sottofondo, una struggente canzone che incarna perfettamente la situazione che sta vivendo la ragazza. Infatti esprime l’essere in una relazione che ormai è morta (in senso figurativo ma anche letterale, dato che sembra quasi un presagio per la dipartita di Whitney), il desiderio di avere più tempo per elaborare la realtà di questo cambiamento, non essendo magari ancora pronta per troncare ma non avendo altra scelta che farlo. Sperando solo che domani sia un altro giorno e che la speranza svanita possa presto riapparire.

Tomorrow però si adatta benissimo anche a Clark.

C’è un momento di silenzio nella scena, dopo che Lana dice al ragazzo: “una relazione con dei segreti è destinata a fallire, non sei d’accordo?”. Lì Clarke avrebbe dovuto fare la sua mossa, ma la paura di rivelarsi, di perderla, di fare il passo sbagliato è troppo forte. Pensa che domani andrà tutto bene, anche se non ne è sicuro. Ma si sa, domani è un altro giorno e una nuova alba porta con sé un’altra possibilità.

Sempre nella seconda stagione, stavolta nell’episodio 21, troviamo la seconda canzone di Avril Lavigne in Smallville ed è di nuovo dedicata a Lana.

La ragazza è stata quasi uccisa dal clone di Emily, la sua migliore amica quando erano bambine, dopo che quest’ultima aveva scoperto la verità su sé stessa e su quello che accadde quel giorno al fiume. Clark l’ha salvata, ancora. Lana lo ringrazia non solo per quello, ma soprattutto perché Clark non ha dubitato di lei nemmeno per un secondo. Però Lana ha paura. In lei possiamo vedere l’adolescente descritta da Avril Lavigne in I’m With You: sola, persa nel buio delle proprie paure e nel terrore che l’immagine che Clark si è creato di lei si spezzi, mostrandole che in realtà non è perfetta come crede. In fondo sta cercando di trovare sé stessa e di capire il mondo, anche se non ci sta riuscendo con le proprie forze. Le serve la certezza che prima o poi qualcuno le prenda la mano e le renda le cose migliori, togliendola da quel posto pieno di confusione.

Proprio Clark, con quella fiducia incontrastata, le tende quella mano metaforica. Le dà la sicurezza di essere importante, di non essere dimenticata, che quei sentimenti che lui prova per lei non cambieranno. Basta un “questo non accadrà mai” e il suo sguardo sincero per farglielo capire. Il suo cuore batte all’impazzata, così come il nostro. Perché Lana sarà quel che sarà, ma chi non ha sognato almeno un po’ guardando quella coppia sullo schermo?

E allora è lei che afferra dolcemente la mano del ragazzo, comprendendo che quello è il momento di iniziare a credere in lui, così come Clark ha sempre fatto con lei.

Arriviamo all’ultima canzone di Avril Lavigne in Smallville, passando al terzo episodio della quarta stagione. L’atmosfera è festosa, lì al raduno dei giocatori di football del liceo della piccola cittadina del Kansas. Lois deve centrare un bersaglio in modo da far cadere Clark dentro una vasca piena d’acqua. Lui la provoca scherzosamente, lei incassa e restituisce al mittente, vendicandosi quando centra l’ambito bersaglio e Clark si fa un bel tuffetto. Ad accompagnare il tutto c’è My Happy Ending, una canzone dal tono allegro e ottimista, adatta al momento descritto in Smallville. Quel titolo, poi, sembra un’anticipazione della futura relazione tra Lois e Clark e la scena a prima vista sembra parlare proprio di loro due.

Se però leggiamo il testo, capiamo che la canzone non è rivolta alla futura coppia felice senza troppi tiri e molla (come quelle di questo pezzo). Il ritornello, tradotto, è il seguente:

Tu eri tutto, tutto ciò che io volevo

Noi potevamo essere, dovevamo essere, ma lo abbiamo perso

tutte le memorie, così vicine a me, sono svanite

tutto questo tempo hai finto

Così tanto per il mio lieto fine

Avril si sfoga e parla dell’amarezza di una relazione finita sulla quale aveva riposto tante speranze. Quella che Chloe desiderava avere con tutto il cuore con Clark. Insomma, con Lana fuori dai giochi, Clark si sarebbe finalmente accorto di lei. Non aveva calcolato Lois. In effetti, come poteva? All’inizio infatti sua cugina e l’uomo dei suoi sogni non si sopportavano minimamente. Ma quando il ragazzo cade nell’acqua per mano di Lois e i due si guardano, Chloe realizza che Clark non le avrebbe mai rivolto uno sguardo del genere, che quella chimica così istantanea con lei non l’avrebbe mai potuta avere. Mentre la musica sale d’intensità, il suo sguardo diventa triste, il suo cuore si spezza, capendo che lei sarebbe stata sempre l’amica di Clark, capendo che non avrebbe mai avuto con lui il suo tanto sperato happy ending.

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Scritto da Chiara Manetti

Amo scrivere; è la mia passione più grande. Datemi due personaggi e vi monto una storia in un baleno. Mi considero da sempre una scrittrice, anche se non ho mai pubblicato niente.
Amo le serie TV. Le ho scoperte quasi per caso ma, da quando l'ho fatto, non le ho più abbandonate. Ne divoro non so quante a settimana, al mese, all'anno.
Quindi che fare con due passioni come queste? La risposta è semplice: le ho unite. Ho fatto bene? Ovviamente. Il risultato? Beh, quello me lo dovete dire voi.

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