in

Sky Rojo – La recensione della nuova trash-serie che ogni fan de La Casa di Carta dovrebbe vedere

Sky Rojo

Tutti, una volta nella vita siamo stati colpiti dalla Sindrome de La Casa di Carta. Non abbiate paura, questo è un luogo sicuro: chiudiamo gli occhi e abbracciamoci – simbolicamente e mantenendo una distanza interpersonale di due metri – per espiare le nostre colpe e omissioni. La serie in bianco e nero doppiata solo in russo ti ama, ma La Casa di Carta fa quella cosa che ti piace con la lingua: il succo è questo. Per quanto possiamo nasconderci dietro la connessione privata e per quanto ancora possiamo dirci, guardandoci allo specchio, che ‘Ti amo’ di Umberto Tozzi non ci faccia nessun effetto, la realtà è limpida di fronte a noi e va accettata. Quando pensavamo di essere guariti, quando le settimane sono diventate mesi e quasi ci siamo scordati di essere delle bimbe di Marsiglia, Netflix scarica una bomba alla quale non eravamo di certo preparati: Sky Rojo.

Nessuno ci aveva avvisati, è semplicemente successo: come in un soffio della più soave brezza trash siamo stati risucchiati, presi in ostaggio e resi prigionieri per un intensissimo pomeriggio di binge-watching. Frenetico, massacrante, ma bellissimo. Freschi di clinica di riabilitazione dopo la Sindrome de La Casa di Carta, dimessi perché creduti guariti, Alex Pina tira fuori Sky Rojo, e con lei le nostre più profonde debolezze.

Prendete La Casa di Carta e poi Vis a Vis, un po’ di Good Girls e fategli fare l’amore per quattro intense ore: Sky Rojo è tutto questo e ancor di più.

sky rojo

Otto puntate da 25 minuti ciascuna e passa la paura. Sky Rojo riesce nel difficile compito di intrattenere con concitate scene d’azione senza però farci venire il mal di mare per l’eccessiva frenesia con la quale vengono narrate. Pillole di azione in formato comedy: abbandonati i canonici 40 minuti del genere, la nuova serie di Alex Pina è un esperimento ben riuscito che desidera conciliare azione e facilità di fruizione, e ci riesce perfettamente.

L’impressione che abbiamo appena ci approcciamo a Sky Rojo è che il regista, noto per aver tirato fuori dei veri e propri casi mediatici come le sopracitate serie televisive, abbia studiato e tirato le somme di cosa funziona e cosa no: colpi si scena, sì, storie di rivalsa, sì, empowerment femminile, assolutamente sì.

Con questi presupposti Sky Rojo spunta tutti i punti forti delle precedenti produzioni televisive mischiando trash e azione come solo le serie tv made in Spain sanno innegabilmente fare. Quindi stiamo per aver a che fare con La nuova Casa di Carta? Non esattamente. Abbiamo parlato di azione, di colpi di scena, di trash, ma se c’è una cosa che Sky Rojo ha imparato dalle sue sorelle seriali è una maggiore consapevolezza di se stessa. ‘Empieza el matriarcado‘, come urlava fiera Nairobi, in Sky Rojo diventa il punto focale dell’intera narrazione, ed era ora.

Scardinando i tabù legati alla sessualità e raccontandoci una storia che vede come protagoniste tre prostitute, la serie si prende il rischio di non piacere ma ancora di più quello di insegnare qualcosa sulla tratta delle donne e sullo sfruttamento sessuale. Mettendoci un po’ di ironia, colorandolo di scene decisamente trash e scontri spettacolarizzati, ma facendo una cosa che la cassa di risonanza televisiva ha paura di fare: parlare.

sky rojo

Coral, Wendy e Gina sono le tre protagoniste di Sky Rojo: tre prostitute, tre sex workers che lavorano a Las Novias Club, un bordello gestito dal crudele Romeo e dai suoi scagnozzi. Gina è una vittima del traffico sessuale: la ragazza verrà attirata al club pensando di lavorarci come cameriera per mantenere sua madre e suo figlio residenti a Cuba in una condizione di miseria. La realtà le verrà immediatamente a bussare alla porta, quando privata del suo passaporto verrà introdotta al mondo della prostituzione, soggiogata da un ricatto a quattro zeri che non le concederà mai la libertà. Wendy invece, scappa dall’Argentina con la promessa di un futuro migliore per se stessa e per la sua ragazza ma verrà anche lei ricattata e obbligata a lavorare nel club più di quanto avrebbe voluto. E poi c’è Coral, misteriosa e imperscrutabile: un’ex biologa che decide volontariamente di prostituirsi per nascondere e mascherare per sempre le ombre del suo oscuro passato.

Vittime dei desideri altrui, le tre ragazze cercheranno di sopravvivere alle loro esistenze dissociandosene, lasciando che ai loro corpi venga fatta qualsiasi cosa mentre le loro menti vagheranno in cerca di sollievo: dalla carta da parati alla morfina, dai desideri più profondi alla speranza che prima o poi possa andare meglio.

Con una narrazione schietta, tanto audace quanto autentica, la voce narrante di Wendy ci mostrerà il punto di vista delle sex workers non senza risparmiarci i dettagli della loro prigionia a Las Novias Club, dove è il sesso che comanda e le ragazze sono solo carne da macello, merce di scambio a cui non è consentito ribellarsi.

Sky Rojo

Quando non si ha davvero più nulla da perdere, convivere con la paura diventa la peggiore delle consuetudini a cui ci si possa abituare, ma anche la migliore delle armi che si possano possedere. Dopo un incidente le tre protagoniste riusciranno a fuggire dal club desiderose di riacquistare quel sapore di libertà che da tempo non erano più riuscite ad assaporare. La fuga e la corsa alla sopravvivenza diventano così il motore propulsore della prima stagione di Sky Rojo: una concitata crasi di tensione e adrenalina che raggiunge picchi sempre più alti e frequenti con il proseguire della narrazione.

I due scagnozzi di Romeo, Moisés e Christian sono sulle tracce delle tre fuggitive. La polizia è fuori dai giochi e la partita la si gioca tra le sfrenate corse in macchina e gli infervorati colpi di pistola, che sembrano non finire mai. Vittime e carnefici hanno in comune molto più di quanto pensino, ma la bramosia – di rispetto e di libertà – guida le due differenti fazioni facendole scontrare l’un l’altra con l’impeto di una vera battaglia.

La luce soffusa del locale si scontra con l’accecante sole che ne illumina le oscure pareti esterne. I divanetti in similpelle rossi di passione fanno solo le veci di un desiderio che con l’amore non ha nulla a che fare, mentre l’acqua cristallina di una piscina sembra accogliere le tre amiche come l’abbraccio che non hanno mai ricevuto. Coral, Wendy e Gina hanno la fortuna di non aver mai davvero perso la speranza e di non aver mai fatto soccombere il loro coraggioso istinto di sopravvivenza.

Sky Rojo è la nuova serie tv di Alex Pina che sotto i glitter, a fianco alle sparatorie infinite e appena di lato rispetto a qualche insulso dialogo di matrice fintamente filosofica, ci racconta un’avventura che non riusciamo a smettere di seguire. Un amore perso e poi ritrovato per quell’autodeterminazione a cui tutti dovremmo ispirarci.

Coral, Wendy e Gina saranno le nostre compagne di viaggio, le amiche che chiunque sbagliando ci direbbe di non frequentare, le sodali di una sorellanza che finalmente ha il coraggio di aprire bocca e la pretesa di cambiare tutto. E lo vuole fare adesso.

LEGGI ANCHE: –La Casa de Papel – Le Pagelle di una delle serie più viste degli ultimi anni

Written by Claudia Balmamori

Ho finito Netflix.

Game of Thrones Distopia – Il finale alternativo in cui ritornano tutti i personaggi morti