9) Scandal, una delle Serie Tv da vedere di Shonda Rhimes

Shonda Rhimes con Scandal ha creato il guilty pleasure politico per eccellenza, un treno lanciato a folle velocità nei meandri oscuri della Casa Bianca. Dialoghi sparati a mitraglia, intrighi governativi da torcersi lo stomaco e una tensione sentimentale tossica e devastante tra Olivia Pope e il Presidente Fitz Grant. I protagonisti erano interessanti, pieni di sfumature, disposti a tutto pur di aggiustare le cose, muovendosi in un mondo dove il potere corrompeva ogni cosa.
Poi è arrivata la settima e ultima stagione, e quel treno si è schiantato contro un muro. Il rimpianto qui è doloroso perché tocca l’anima dei personaggi, in particolare di Olivia. Nel tentativo di mostrarci quanto il potere assoluto possa logorare la mente, gli autori hanno trasformato la protagonista nella caricatura di se stessa per cui era difficile, difficilissimo, parteggiare. I complotti del B613 e della Casa Bianca sono diventati grotteschi, ripetitivi e privi di una reale posta in gioco emotiva. Quello che era nato come un viaggio adrenalinico di redenzione si è trasformato in un’arena cupa, asfittica e pesante, rendendo l’ultima stagione un lunghissimo e faticoso addio che non vedevamo l’ora che finisse.
10) Una Mamma per Amica (il revival)

E concludiamo adesso con una delle più deludenti stagioni finali delle Serie Tv da vedere. Una Mamma per Amica ha ridefinito il concetto di comfort televisivo grazie a quei dialoghi sparati a duemila all’ora, ai litri di caffè da Luke e, soprattutto, a quel legame simbiotico e indissolubile tra Lorelai e Rory. La serie madre si chiuse nel 2007. Ma nel 2016 Netflix ci ha fatto il regalo. O almeno, così credevamo.
Il revival Di nuovo insieme è il manifesto del rimpianto seriale, il perfetto esempio di cosa succede quando il tempo passa per gli spettatori e per gli attori, ma non nella testa di chi scrive. Il problema in questo caso ha a che fare con l’ostinazione cieca nel voler infilare a forza dinamiche vecchie di dieci anni in personaggi che avrebbero dovuto essere adulti.
Vedere Rory Gilmore a trentadue anni comportarsi ancora come un’adolescente viziata, rimbalzando da un fallimento professionale all’altro senza un briciolo di maturità, e vederla portare avanti una tresca squallida con Logan alle spalle di un fidanzato fantasma, ha letteralmente preso a schiaffi anni di crescita e di affetto. Per non parlare di Lorelai e Luke, congelati in un limbo comunicativo imbarazzante dopo un decennio di convivenza, manco fossero ancora una coppia di trentenni insicuri. Il risultato è stata una stagione finale fredda, a tratti irritante, che ha trasformato quella che doveva essere una calda e rassicurante rimpatriata di famiglia in una doccia fredda di cinismo e regressione psicologica.






