7) Mad Men (su Amazon Prime Video, Lionsgate+, Apple TV e Disney+)

Cominciamo a muovere i primi passi verso la fine di questo viaggio con Mad Men, una delle più grandi Serie Tv di sempre. E anche in questo caso, abbiate pazienza. Una storia, tra le tante cose, racconta l’evoluzione tecnologica e sociale non può immediatamente entrare nel vivo: deve crescere gradualmente, utilizzando le prime puntate per introdurre contesto e personaggi. Ciò che però è evidente fin dal primo episodio è che nessuno in Mad Men è felice, nemmeno chi sembra avere tutto come Don Draper. Non sono i protagonisti stessi a manifestare apertamente la propria sofferenza: tutto questo lo percepiamo attraverso sguardi, silenzi, posture. I problemi non vengono mai nominati, nessuno dice ciò che prova. Tutto avviene in modo freddo e distaccato, restituendo perfettamente l’essenza del contesto degli anni ’60.
Per questo motivo, i primi episodi contengono pochissima trama concreta e nessun obiettivo narrativo esplicito. Le scene che vedremo sembreranno più orientate alla ricostruzione di un’atmosfera o di una condizione esistenziale, piuttosto che a un racconto in cui accadono eventi rilevanti. Ma questo è solo l’inizio: l’inizio di un viaggio che ci accompagnerà nell’evoluzione della società americana, accendendo una luce tanto sugli eventi storici più significativi di quegli anni quanto sulle rivoluzioni culturali e tecnologiche che stavano cambiando il mondo. Ciliegina sulla torta, il racconto dell’inquietudine esistenziale di Don Draper si intreccia alla narrazione sociale di quel periodo, offrendo anche una profonda analisi della condizione femminile e del suo lento, inesorabile cambiamento. E non avete idea di quanto le storie dei personaggi evolveranno, portandovi dove non avreste mai immaginato di arrivare.
8) The Office (su Netlix, Disney+, Sky, NOW, Apple TV e Amazon Prime Video)

È una cosa risaputa: per molti lo scoglio di The Office sono le prime puntate, o addirittura l’intera prima stagione. L’inizio della comedy ha infatti messo in difficoltà un’ampia fetta di pubblico, che ha percepito un primo capitolo più tiepido caratterizzato da un umorismo gelido e da una quasi totale mancanza di calore e velocità. L’opinione più diffusa è che la prima stagione sia ancora troppo condizionata dalla versione UK, che ne influenza approccio, toni e battute. Per questa ragione, è convinzione comune che la vera The Office emerga solo a partire dalla seconda stagione, momento in cui il prodotto si trasforma radicalmente, lasciandosi definitivamente alle spalle il retaggio della serie madre.
The Office è sempre stata una grande Serie Tv, e anche la prima stagione lo dimostra. Ma sole sei puntate, in una Serie Tv come questa, non possono ovviamente restituire l’essenza del prodotto, la crescita dei personaggi e quel calore che, nonostante il sarcasmo pungente, finirà per avvolgerci. Con un numero così ridotto di episodi, la prima stagione non avrebbe mai potuto mostrare tutte le sfumature dei personaggi e per questo si concentra solo su alcuni aspetti, come il sarcasmo di Jim o la crudeltà di Michael. Prendete dunque questo primo sguardo come una semplice introduzione – comunque di altissimo livello – a una delle più grandi Serie Tv comedy della storia. Un prodotto divertente, e profondamente umano, sempre naturale e mai forzato, che da anni si conferma un classico intramontabile.






