13) Squadra emergenza

Ci sono serie che sembrano nascere per raccontare gli eroi con la maiuscola. E poi ce ne sono altre, molto più rare, capaci di raccontarli con tutte le loro crepe, le loro paure e i loro fallimenti quotidiani. E Squadra emergenza appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Ideata da John Wells, lo stesso autore che aveva già rivoluzionato il genere medico con E.R. – Medici in prima linea, la serie sposta l’attenzione dagli ospedali alle strade di New York, seguendo un gruppo di poliziotti, vigili del fuoco e paramedici del cinquantacinquesimo distretto, tutti accomunati dallo stesso turno di lavoro. Quello dalle tre del pomeriggio alle undici di sera che dà il titolo originale alla serie, Third Watch, il terzo turno.
Quello che rende Squadra emergenza diversa da tanti procedurali dell’epoca è proprio la scelta di intrecciare costantemente le tre professioni, mostrando come ogni emergenza coinvolga simultaneamente pattuglie di polizia, equipaggi di paramedici e squadre di vigili del fuoco, restituendo un affresco corale della città capace di raccontare New York non come sfondo ma come vero protagonista pulsante di ogni episodio. La serie non ha mai avuto paura di mostrare i propri personaggi nella loro fragilità più autentica, evitando la retorica dell’eroe perfetto e senza macchia. Bosco commette errori gravi, Kim Zambrano vive relazioni tormentate, Doc porta con sé ferite mai del tutto rimarginate, e proprio questa umanità imperfetta ha reso i protagonisti incredibilmente vicini al pubblico dell’epoca.
Squadra emergenza ha vinto un Emmy e ha saputo costruirsi un seguito appassionato capace ancora oggi di ricordarla con affetto, eppure questo capitolo importante della televisione americana di inizio millennio resta oggi completamente assente da qualsiasi piattaforma di streaming. Un vuoto ingiusto per una delle serie capaci per prime di raccontare con dignità il coraggio silenzioso di chi lavora ogni giorno per salvare vite altrui.
14) Ally McBeal

Al momento del finale ha raccolto davanti allo schermo 10 milioni e mezzo di spettatori, e il suo successo ha dato vita a uno spin off che approfondiva la vita privata della protagonista: tra le grandi Serie Tv da vedere assolutamente non appena ce ne sarà la possibilità c’è anche Ally McBeal, il legal drama di cui ancora oggi sentiamo il bisogno.
Anche in questo caso ritorniamo indietro fino al 1997, anno di rilascio della prima stagione. Fin da subito, Ally McBeal si è fatta conoscere per la sua comicità naturale – data anche dalla narrazione in prima persona che ci rivelava i pensieri più intimi della protagonista – e per la sua vita divisa tra amore e lavoro. Ally è infatti una giovane avvocatessa che lavora nello studio legale di Cage & Fish di Boston. Divisa tra tribunale e studio, la donna cerca di ritagliarsi anche un po’ di tempo per la sua vita personale, ma la quantità di lavoro le sottrae totalmente tutte le energie, diventando l’unico vero protagonista delle sue giornate.
Tra le grandi Serie Tv degli anni ’90, questa resta ancora oggi una delle più ricordate e nominate, nonché uno dei simboli del genere legal drama. Anche in questo caso Ally McBeal si distingue per l’avanguardia delle sue tematiche e la forza degli argomenti affrontati, ancora perfettamente attuali. Ciliegina sulla torta, un cast di altissimo livello che vanta nomi del calibro di Robert Downey Jr. e Calista Flockhart.







