Gli Emmy restano il riconoscimento più prestigioso per la televisione americana. L’appuntamento annuale in cui ci si ferma per celebrare le migliori Serie Tv da vedere. E nche l’edizione 2026 si conferma particolarmente intensa e grande, con candidature che raccontano le ottime annata che stiamo vivendo. Perché i titoli candidati sono a tutti gli effetti alcune delle migliori Serie Tv da vedere degli ultimi anni. Proprio per questo motivo, abbiamo deciso di escludere volutamente alcuni dei titoli più celebrati e già ampiamente conosciuti dal pubblico italiano, come Pluribus, The Bear, The Diplomat o Euphoria, produzioni che non hanno certo bisogno di ulteriori presentazioni e che qui da noi si sono già conquistate un seguito solido.
L’obiettivo di questa selezione è un altro: concentrarci su quei titoli ancora semi-sconosciuti in Italia. Dare quindi la parola a serie che un loro pubblico lo hanno già costruito ma che non sono ancora del tutto esplose nel nostro paese, come Slow Horses e Widow’s Bay. Partendo da questi grandi titoli, scopriamo allora insieme quali sono le migliori Serie Tv da vedere candidate agli Emmy che dovreste assolutamente vedere!
Da Slow Horses a tanto altro: ecco 10 Serie Tv candidate agli Emmy che dovreste assolutamente vedere
1) Slow Horses

Nel cuore di Londra esiste un ufficio dell’MI5 dove nessuno vorrebbe mai finire. Slough House, discarica burocratica per agenti dei servizi segreti che hanno commesso l’errore capace di affossare per sempre la propria carriera. A guidarli, con un cinismo che nasconde una lucidità fuori dal comune, c’è Jackson Lamb, interpretato da un Gary Oldman magnetico. Un uomo trasandato, sgradevole, apparentemente disinteressato a tutto tranne al proprio bicchiere, ma capace di intuire trame di spionaggio che sfuggono a chiunque altro. Attorno a lui si muove un gruppo di agenti falliti. Ognuno con una propria ferita professionale da cui ripartire. Tra questi spicca River Cartwright, giovane spia caduta in disgrazia per un errore catastrofico durante un’esercitazione, sempre desideroso di dimostrare il proprio valore e tornare all’MI5 vero e proprio, quello con sede al Regno Unito e non nel seminterrato dimenticato di Slough House.
Ogni stagione di Slow Horses adatta uno dei romanzi scritti da Mick Herron, costruendo trame di spionaggio imprevedibili che si intrecciano sempre con la politica britannica contemporanea, senza mai perdere quell’umorismo tagliente e autoironico che rende la serie unica nel suo genere. Quello che colpisce è l’equilibrio perfetto tra tensione da spy thriller vero e proprio e commedia amara sulla mediocrità istituzionale. Un mix raro capace di far ridere e temere nello stesso momento.
Gary Oldman ha trasformato Lamb in uno dei personaggi più amati della televisione recente. Un uomo capace di sorprendere con improvvise fitte di lealtà proprio quando sembra il più cinico di tutti. Con cinque stagioni e una sesta in arrivo, Slow Horses ha già avuto enorme successo nel corso degli Emmy Awards di questi ultimi anni. E sembra pronta per fare la differenza anche quest’anno. D’altronde, quella che abbiamo di fronte è una delle migliori Serie Tv da vedere di una delle migliori piattaforme di adesso. Uno spy drama capace di rinnovarsi di continuo, restituendo dignità a chi non ha mai vinto nulla ma continua comunque a combattere. Come un cavallo lento, che però continua comunque a camminare.
2) Widow’s Bay, una delle Migliori Serie Tv da vedere del 2026

Diciannove candidature agli Emmy 2026 al primo anno di eleggibilità non sono un dato che passa inosservato. E infatti quello che Widow’s Bay ha messo a segno è qualcosa di più complesso: ha dimostrato che l’orrore, se preso sul serio come struttura narrativa e non solo come cornice estetica, può convivere con la commedia senza che nessuno dei due registri annacqui l’altro.
Tom Loftis, sindaco razionale di un’isola che invece la razionalità l’ha abbandonata da generazioni, assiste alla storia come lo stesso spettatore: la sua incredulità è la nostra. La sua progressiva resa davanti all’inspiegabile segna il ritmo con cui accettiamo, episodio dopo episodio, che a Widow’s Bay le regole della realtà non valgono. Quello che colpisce, guardandola con attenzione, è quanto la serie rifiuti la scorciatoia più facile. Quella di spiegare tutto, di rassicurare lo spettatore con una mitologia chiusa e coerente: la maledizione resta opaca, quasi indifferente alla comprensione umana, e proprio in questa opacità sta il suo fascino più autentico.
Widow’s Bay non è solo la sorpresa della stagione. È la dimostrazione che il genere, quando trattato con ambizione, può ancora produrre qualcosa che sfugge alle etichette facili dando vita a un racconto che è paura, fede, razionalità. Tutte queste cose messe insieme, all’interno di una storia che ricorda la nuova e la vecchia televisione.
Piano piano, il successo della Serie Tv Apple TV è arrivato anche qui. Ma non come avrebbe dovuto. Non con la forza che avrebbe meritato. Perché quella che abbiamo davanti è una delle più grosse Serie Tv dell’anno, e merita molto più rumore.







