Sarah Manning, giovane truffatrice di Toronto senza famiglia né radici, assiste all’improvviso suicidio di una donna che le somiglia in modo impossibile, identica in ogni tratto del viso. Invece di scappare o chiamare aiuto, Sarah decide di rubarle l’identità, convinta di poter finalmente lasciarsi alle spalle una vita fatta di espedienti e difficoltà economiche. Quello che non poteva immaginare è che quella scelta impulsiva l’avrebbe trascinata dentro una cospirazione scientifica sconvolgente, la scoperta di essere una tra i tanti cloni umani nati da un esperimento clandestino portato avanti da un movimento chiamato Neolution attraverso una società biotecnologica, il Dyad Institute. Ed è da questi folli primi 5 minuti che nasce Orphan Black, una Serie Tv adesso completamente sparita dalla circolazione qui in Italia. Di certo, tra le più originali e sottovalutate, capaci di intrecciare thriller cospirativo, dramma familiare e riflessione senza mai perdere il focus.
Orphan Black non ha paura di affrontare temi complessi come il controllo del corpo femminile, l’etica della manipolazione genetica, il confine sottile tra identità individuale e patrimonio biologico condiviso, restituendo attraverso la fantascienza una riflessione sull’esistenza.
Quindi prendete appunti. Perché non appena sarà possibile, sarà necessario recuperare quest’opera capace di emozionare e sorprendere fino all’ultimo episodio. Un titolo che meriterebbe una collocazione stabile su qualche piattaforma di streaming invece di restare, come accade oggi, praticamente introvabile per chi desidera scoprirla o recuperarla dopo tutti questi anni
5) Sabrina, Vita da Strega
Credits: ABC
Momento nostalgia. Una nostalgia che, almeno per ora, non trova rimedio. Tra le Serie Tv da vedere oggi purtroppo irreperibili, si nasconde anche Sabrina, Vita da Strega, la comedy fantasy di cui sentiamo ancora profondamente il bisogno. Divertente, ironica, leggera: Sabrina, Vita da Strega era un vero e proprio comfort show per tutti. Sapeva raccontare il mondo del fantasy senza mai prendersi troppo sul serio, e i monologhi di Salem lo dimostrano meglio di chiunque altro.
L’unico modo per tentare di placare questa nostalgia è recuperare su Netflix Chilling Adventures of Sabrina, la Serie Tv Netflix che rilegge in chiave horror le vicende della celebre strega. Ma no, non basta. Nulla può davvero sostituire la Serie Tv originale, vincente proprio perché ironica, leggera, capace di affrontare il sovrannaturale con disincanto e umorismo, qualità che Chilling Adventures of Sabrina, pur essendo un prodotto valido, non ha mai avuto davvero.
Il mondo di Sabrina nasce dai fumetti Archie Comics, lo stesso universo narrativo da cui è stato tratto anche Riverdale, poi trasformato in Serie Tv. Ma Sabrina, Vita da Strega è probabilmente uno dei prodotti più riusciti e longevi legati a quel mondo: non solo per il recente riadattamento firmato Netflix, ma anche per la storica Serie Tv comedy e i due cartoni animati, che hanno contribuito a renderla un’icona generazionale.
La speranza è sempre viva, e la possibilità che qualcosa cambi è sempre dietro l’angolo. Riusciremo a vedere Sabrina, Vita da Strega prima o poi?
6) Watchmen
Credits: HBO
Portare sullo schermo l’eredità della graphic novel più influente della storia del fumetto è un’impresa quasi impossibile. Eppure Damon Lindelof, già autore di Lost, sceglie la strada più coraggiosa possibile. Non un semplice adattamento, ma un vero e proprio sequel spirituale ambientato trentaquattro anni dopo gli eventi del fumetto originale, capace di dialogare con quel materiale senza mai limitarsi a riprodurlo. Siamo negli Stati Uniti del 2019, un presente alternativo in cui il Dottor Manhattan vive ancora in esilio volontario su Marte e il vigilantismo mascherato resta illegale dal 1977, ma dove la storia americana ha preso una piega completamente diversa da quella che conosciamo: alla Casa Bianca siede Robert Redford, presidente da decenni, promotore di politiche di risarcimento economico rivolte agli afroamericani e ad altri gruppi storicamente discriminati.
Proprio queste riforme hanno inasprito le tensioni razziali in tutto il paese. E a Tulsa, Oklahoma, questo scontro si materializza attraverso il Settimo Cavalleria, un’organizzazione terroristica di suprematisti bianchi che indossa le maschere dello scomparso vigilante Rorschach, di cui è entrata in possesso del diario segreto, contenente la verità sull’incidente che sconvolse New York nel 1985.
Per proteggere le forze dell’ordine e le loro famiglie dalle rappresaglie di questo gruppo, lo stato ha varato leggi che permettono alla polizia di operare a volto coperto, trasformando di fatto gli agenti in vigilanti mascherati essi stessi. In questo scenario si muove Angela Abar, poliziotta di Tulsa che sotto lo pseudonimo di Sister Night indaga su una serie di eventi che riportano lentamente alla luce segreti sepolti da decenni, incluso il massacro razziale di Tulsa del 1921, evento storico realmente accaduto che la serie colloca al centro della propria riflessione politica e della propria costruzione mitologica.
Quello che rende Watchmen straordinaria è la capacità di intrecciare fantascienza, supereroismo decostruito e denuncia sociale senza che nessuno di questi elementi prevalga sull’altro, restituendo un affresco capace di parlare e affrontare più argomenti. Proprio per questo motivo, Watchmen non teme mai di essere politicamente scomoda, affrontando la violenza della polizia, l’eredità del colonialismo americano e la fragilità della memoria collettiva con una lucidità rara per una produzione mainstream. Watchmen ha vinto undici Emmy nella sua unica stagione confermandosi come una delle opere televisive più importanti dell’ultimo decennio. Eppure oggi resta introvabile su qualsiasi piattaforma di streaming, un paradosso doloroso per un’opera che aveva fatto della memoria il proprio tema centrale.