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Il 2020, un anno molto Serie

Stranger Things
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Come avremmo fatto, quest’anno, senza le serie tv?

Questo maledetto anno volge al termine e, come di consueto, è tempo di bilanci: sulla casella delle uscite, per la prima volta, il 2020 non farà segnare solo bollette e acquisti impulsivi, ma vite. Innumerevoli, indimenticabili perdite che non possono e non devono sovrapporsi alle catastrofi che viviamo e continueremo a vivere.

Ma sulla casella delle entrate, quest’anno, possiamo scrivere per la prima volta più beni immateriali che oggetti e velleità: tempo passato con la propria famiglia, tempo per dedicarci a noi, ai nostri interessi e, perché no, anche alle serie tv.

Perché il 2020 è stato l’anno più Serie che ci potesse essere.

Nonostante le cancellazioni dolorose, i rinvii obbligati a causa della pandemia che non ha risparmiato i set e ci ha costretto a rinunciare al piacere annunciato di vedere finalmente la serie che aspettavamo da un anno. Nonostante ci fossero notizie ben più importanti che reclamavano la nostra attenzione e balzavano fuori dal nostro televisore nei brevi momenti in cui, dopo averlo acceso, aspettavamo che Netflix, Amazon Prime, Sky e le altre piattaforme ci aprissero la loro porta magica.

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Le serie tv sono state uno spazio caldo e accogliente tutto per noi, una bolla protetta dalle intemperie della pandemia. L’unico piacere che si poteva condividere: leggere è un’attività solitaria, il film dura troppo poco. Le serie tv sono nate per intrattenere un numero potenzialmente infinito di persone, e funzionano anche a distanza: chi ha guardato una serie tv con un amico, durante la quarantena, lo sa.

L’industria delle serie tv, nonostante le limitazioni, non ci ha abbandonato: molte serie sono state cancellate, è vero, ma molte altre sono arrivate per la prima volta sui nostri schermi e tante altre hanno resistito e torneranno presto. Il 2020 è stato nemico e insieme alleato dell’industria seriale: pensate a quante serie in corso hanno cambiato completamente volto a causa della pandemia e hanno deciso di raccontare il mondo che cambiava.

Costretti all’immobilità e all’impotenza davanti a tutto quello che succedeva intorno a noi, abbiamo avuto la possibilità, per la prima volta nella vita, di dedicarci a un piacere frivolo eppure mai come in quei momenti indispensabile e sentire che stavamo facendo qualcosa di buono per noi e per gli altri. Non solo perché quel momento di innocente evasione, in realtà, ci teneva chiusi in casa, ma anche perché grazie a quelle maratone infinite abbiamo imparato l’importanza della leggerezza.

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Le serie tv sono state il nostro palloncino quando ci sembrava di avere mille zavorre addosso.

Abbiamo rivisto vecchi “amici” seriali, scaldandoci il cuore con il rassicurante piacere di rivedere le nostre serie preferite per l’ennesima vola. Abbiamo scoperto nuove serie tv, magari dando una possibilità a quelle che mai e poi mai avremmo visto nella nostra vita di prima, quella in cui il tempo da dedicare ai nostri hobby era sempre così poco. Avremo preso cantonate o ci saremo appassionati: ma mai come in quest’anno abbiamo compreso l’importanza di un’industria che lavora per far sì che il tempo scorra più veloce.

Le serie tv hanno anche ridefinito il nostro concetto di tempo. Ai limiti dell’alienazione, forse: la giornata non era più scandita dai nostri impegni e dall’impellenza della normalità, ma da numero di episodi che si potevano vedere. Ai nostri personali ritmi e rituali di visione abbiamo dovuto aggiungere quelli di chi ha diviso la quarantena con noi: quanti occhi al cielo per l’ennesima pausa pipì proprio nei momenti più cruciali?

La serialità ha ridefinito anche il concetto di compagnia, che il 2020 aveva già dolorosamente cambiato. Non c’è bisogno della presenza fisica per sentirsi insieme, se a unire le persone è un’esperienza comune, come può essere guardare un episodio a distanza.

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Il 2020 è stato l’anno in cui le compagnie di streaming hanno fatto a gara per offrire un servizio gratuito per chi si trovava in zona rossa: a dimostrazione del fatto che per molti la parentesi seriale è stata l’unico spiraglio di normalità. Un bisogno quasi irrinunciabile: anche per questo motivo è stata l’unica industria dell’intrattenimento a non fermarsi.

Cosa ci lascerà questo 2020, dal punto di vista delle serie tv? Per il bilancio delle cancellazioni, dei rinnovi e dei debutti, vi rimandiamo ai tanti articoli sull’argomento. Per quanto riguarda il nostro bilancio personale, ognuno di noi sa quanto e come le serie tv sono state provvidenziali per uscire dai momenti più duri della pandemia.

Quello che possiamo affermare con sicurezza, da appassionati come voi, è che senza questo frivolo, superficiale, commerciale eppure appassionante piccolo momento di normalità nelle nostre vite, saremmo arrivati alla fine di questo 2020 molto più tristi e vuoti.

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Scritto da Giulia Vanda Zennaro

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