3. Ed Baldwin – For All Mankind è uno dei migliori personaggi di una serie tv

Tra i numerosi protagonisti di For All Mankind (in streaming su Apple TV), Ed Baldwin è probabilmente il personaggio che meglio rappresenta l’anima della serie. Attraverso la sua storia, il pubblico osserva non solo l’evoluzione della corsa allo spazio alternativa immaginata dallo show, ma anche il passare del tempo, delle generazioni e delle ambizioni umane. Quando lo incontriamo per la prima volta, Ed è l’archetipo dell’astronauta americano: coraggioso, competitivo e convinto che nulla possa fermarlo. È un uomo cresciuto durante la Guerra Fredda, abituato a vedere ogni sfida come una battaglia da vincere. Tuttavia, ciò che rende il personaggio così interessante è il modo in cui questa mentalità viene progressivamente messa alla prova. A differenza di molti protagonisti televisivi, Ed non rimane mai uguale a se stesso. Le stagioni lo accompagnano attraverso decenni di cambiamenti tecnologici, politici e personali.
Diventa marito, padre, comandante, mentore e infine simbolo di un’epoca che sta lentamente scomparendo. Ogni avanzamento della conquista spaziale comporta per lui una perdita, un sacrificio o una ridefinizione della propria identità. For All Mankind utilizza il personaggio per raccontare il prezzo dell’ambizione. Ed è spesso ostinato, talvolta egoista e incapace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Eppure proprio questi difetti lo rendono autentico. Non è un eroe perfetto, ma un uomo che continua a inseguire il cielo anche quando tutto gli suggerirebbe di fermarsi. Con il passare delle stagioni assume quasi una dimensione mitologica, diventando una leggenda vivente della corsa allo spazio. Ma sotto quella patina eroica rimane sempre una persona vulnerabile, costretta a confrontarsi con il peso delle proprie scelte. L’interpretazione di Joel Kinnaman contribuisce a dare credibilità a questo lungo viaggio umano, ma è la straordinaria costruzione narrativa del personaggio a fare di Ed Baldwin uno dei protagonisti più riusciti della fantascienza televisiva contemporanea.
4. Soldier Boy – The Boys

In una serie che ha fatto della decostruzione dei supereroi la propria ragion d’essere, Soldier Boy rappresenta forse l’esempio più efficace di come il mito possa trasformarsi in incubo. Quando viene introdotto in The Boys, il personaggio è circondato da un’aura leggendaria: il primo grande supereroe americano, una figura celebrata dalla propaganda e dalla cultura pop. La realtà è però molto diversa. Dietro il simbolo patriottico si nasconde un uomo arrogante, violento e incapace di comprendere il mondo che lo circonda. Soldier Boy è la personificazione di un passato glorificato che, una volta osservato da vicino, rivela tutte le proprie crepe. Ciò che rende il personaggio particolarmente interessante è il modo in cui la serie lo utilizza per riflettere sul rapporto tra memoria e realtà. Per anni è stato raccontato come un eroe impeccabile, ma la sua ricomparsa dimostra quanto la costruzione del mito possa essere distante dalla verità. La sua presenza costringe tutti gli altri personaggi a confrontarsi con illusioni e aspettative.
Pur essendo estremamente potente, Soldier Boy appare spesso fuori posto. È un uomo rimasto intrappolato in un’altra epoca, incapace di adattarsi ai cambiamenti culturali e sociali avvenuti durante la sua assenza. Questa caratteristica lo rende al tempo stesso minaccioso e tragicamente anacronistico. La serie evita accuratamente di trasformarlo in una figura puramente malvagia. Pur restando responsabile di azioni terribili, Soldier Boy mostra momenti di vulnerabilità che rivelano un individuo cresciuto all’interno di modelli tossici di mascolinità e successo. È il prodotto di un sistema che lo ha prima creato e poi sfruttato. L’interpretazione di Jensen Ackles aggiunge ulteriore carisma al personaggio, ma ciò che rende Soldier Boy memorabile è soprattutto il modo in cui The Boys utilizza la sua figura per smontare l’idea stessa dell’eroe americano.





