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5 Episodi singoli di Serie Tv talmente perfetti da poter essere visti come film a sé stanti 

Black Mirror

Nell’epoca del binge watching siamo abituati a pensare alle serie TV come a lunghi racconti fatti di archi narrativi che si sviluppano nel corso delle stagioni. Eppure, esistono episodi così riusciti da superare i confini della serie di appartenenza e trasformarsi in opere autonome, capaci di emozionare, sorprendere e lasciare il segno. Sono puntate che possiedono la compattezza narrativa di un film e la forza di personaggi memorabili da poter essere apprezzate come esperienze complete.

Volete conoscere quali sono i migliori episodi di serie tv talmente perfetti da poter essere visti come film a sé stanti? Eccone cinque!

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1. The Haunting of Bly Manor – “The Romance of Certain Old Clothes”

Credits: Intrepid Pictures, Amblin Television, Paramount Television Studios

Se c’è un episodio che dimostra come una singola puntata televisiva possa raggiungere la compiutezza narrativa è sicuramente “The Romance of Certain Old Clothes”, l’ottavo episodio della serie tv The Haunting of Bly Manor. Creata da Mike Flanagan, la serie è una ghost story romantica ispirata principalmente ai racconti di Henry James, in particolare al romanzo The Turn of the Screw (LINK LIBRO) Ambientata nell’Inghilterra degli anni ’80, segue la giovane Dani Clayton, assunta come istitutrice presso l’inquietante tenuta di Bly Manor, dove presto emergono presenze soprannaturali e antiche tragedie. Più che sull’orrore, la serie costruisce il proprio fascino sui temi dell’amore, del lutto e della memoria. A differenza del resto della stagione, l’episodio interrompe la narrazione principale per portarci indietro, raccontando le origini della maledizione che grava su Bly Manor. L’episodio, girato quasi interamente in bianco e nero, assume la forma di una fiaba oscura narrata fuori dal tempo.

L’episodio è un piccolo capolavoro di horror gotico. Pur appartenendo a una serie più ampia, possiede una struttura narrativa autonoma e perfettamente chiusa: introduce i personaggi, ne sviluppa i conflitti, raggiunge un climax tragico e lascia lo spettatore con una conclusione potente e definitiva. Anche la scrittura colpisce per la sua semplicità archetipica: amore, invidia, possesso, paura della morte. Sono temi universali che permettono allo spettatore di entrare immediatamente nella storia senza aver bisogno di conoscere ogni dettaglio della serie. È sicuramente uno dei migliori episodi di questa serie tv perché ne contiene il cuore tematico. L’intera serie parla di come l’amore e il dolore possano lasciare tracce permanenti. Questo episodio concentra quel concetto in meno di un’ora, rendendolo quasi una dichiarazione d’intenti dell’opera intera. Proprio come un grande film, lascia la sensazione di aver assistito a una storia completa, destinata a rimanere impressa nella memoria.

2. BoJack Horseman – “Il pesce fuor d’acqua”

Credits: The Tornante Company, ShadowMachine Films

Tra gli episodi più audaci e sorprendenti della televisione moderna, “Il pesce fuor d’acqua” (4×04 di BoJack Horseman) occupa un posto speciale. In poco più di venticinque minuti riesce a raccontare una storia emozionante, divertente e profondamente umana utilizzando pochissimi dialoghi. Creata da Raphael Bob-Waksberg, BoJack Horseman è una serie animata ambientata in un mondo popolato da esseri umani e animali antropomorfi. Il protagonista, BoJack, è un ex attore televisivo caduto in disgrazia, che cerca di dare un senso alla propria vita tra depressione, dipendenze e relazioni fallimentari. Nonostante l’aspetto da commedia animata, la serie è diventata celebre per la sua capacità di affrontare temi complessi come il rimorso, la solitudine, l’autodistruzione e la ricerca della felicità.

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L’episodio 4×04 vede BoJack recarsi a una città sottomarina per ritirare un premio cinematografico e, prima di partire, prepara un discorso con cui vorrebbe finalmente chiedere scusa a Kelsey Jannings, la regista che aveva danneggiato professionalmente in passato. Mentre cerca di raggiungere Kelsey, BoJack si imbatte in una cavalluccia marina che si è smarrita. Decide allora di aiutarla a ritrovare il padre. Quella che inizialmente sembra una semplice missione, diventa un viaggio fatto di piccoli gesti, incomprensioni e occasioni mancate. È uno degli episodi sperimentali e migliori della serie tv.  Per quasi tutta la durata rinuncia ai dialoghi, affidandosi esclusivamente alla narrazione visiva, alla colonna sonora e all’animazione. È una lezione di storytelling visivo. Anche senza conoscere il personaggio, si percepiscono immediatamente la fragilità, il suo desiderio di redenzione e la sua tendenza a lasciarsi sfuggire le occasioni più importanti. In pochi minuti l’episodio condensa i temi fondamentali dell’intera serie.

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