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Neil Patrick Harris osa sempre e ha sempre ragione

Neil Patrick Harris nasce ad Albuquerque nel 1973 sotto il segno della recitazione. Si dice che i talenti vengano conosciuti nel tempo, durante lo sviluppo della propria infanzia o adolescenza, ma in realtà Harris ha sempre saputo cosa volesse essere. Non è mai stato un bambino che è presto diventato un attore, lo è stato fin da subito, fin dal primo istante in cui è venuto alla luce. In alcuni casi accade che il talento non sia sufficiente e, anche se non ti spieghi come, alla fine devi accettare di dover fare altro, ma questa non è la storia di Neil Patrick Harris, perché lui non ha mai permesso che questo accadesse. Fin dai suoi primi passi l’attore ha presto deciso di voler essere tutto quello che il suo talento gli permettesse, senza mai smettere di esplorarlo e di mettersi in gioco. Non gli bastava essere un attore, voleva essere il volto di qualsiasi cosa lui potesse mettere in pratica. Da un dottore adolescente, Harris è presto diventato un playboy, un Conte malefico, un truffatore, un ragazzo dal cuore spezzato, e ancora e ancora. Nulla lo ha mai spaventato. Ogni ruolo si traduceva nell’occasione giusta, nell’occasione perfetta per spingersi oltre e ricordare, a chi lo guardava sullo schermo, che i limiti non esistono ma che, nel caso, lui li avrebbe superati tutti. Perché Neil Patrick Harris sa cosa voglia dal suo talento, conosce quel che pretende da quest’ultimo, ed è questo il motore che accende l’ingranaggio che è dentro di lui.

Neil Patrick Harris sa che il talento da solo non sempre produce, che bisogna farsi in quattro per accompagnarlo anche con altro. Lo spirito di iniziativa, il sapersi mettere in gioco e l’avere sempre fame sono da sempre gli ingredienti principali per riuscire a coltivare e a non far mai arrivare il proprio talento a un punto di stop, a un momento morto in cui non riesce più a esplorarsi. Harris non lo ha mai permesso, non l’ha fatto neanche quando ha prestato il volto allo stesso personaggio per ben nove stagioni. Per un attore come lui prendere parte a un progetto così lungo è stata certamente una sfida, la concretizzazione del timore di diventare solo Barney Stinson, e non più Neil Patrick Harris. D’altronde, checché se ne dica, i suoi colleghi – dopo How I Met Your Mother – sono diventati solo questo per il grande pubblico, ma questo non è stato il suo destino. Harris, dopo la fine di How I Met Your Mother, è riuscito a reinventarsi, a scrivere una nuova pagina della sua carriera capace di far capire che sì, lui è Barney Stinson, ma che quell’era era giunta al termine per far spazio a una nuova.

Durante la sua esperienza all’interno della nota sitcom, Harris prese parte a diverse produzioni cinematografiche allontanandosi da tutto il resto degli altri progetti seriali. Nel mondo delle Serie Tv era così Barney Stinson, ma bastava andare al cinema per vederlo diventare altro. Non è un caso che solo dopo la fine della serie l’attore riprese a far parte del mondo delle Serie Tv, ma in un modo sempre diverso dal precedente. Al contrario di altri colleghi, Harris non ha mai disdegnato le comparse in un singolo episodio di una stagione, e questo perché era cosciente che presenziare volesse dire prestare il volto a una nuova vita, un nuovo personaggio, un nuovo modo per buttarsi all’interno din un progetto, e poco importava quanto questo durasse. Non era il tempo passato a interpretare un personaggio che rendeva Harris felice del suo operato, ma il solo fatto di aver aggiunto una nuova interpretazione al suo bagaglio professionale. Ed è proprio attraverso questo sistema di continua evoluzione che Neil Patrick Harris è riuscito a diventare uno degli attori più eclettici, coraggiosi e visti nel mondo delle Serie Tv.

Una Serie di Sfortunati Eventi è stato di certo uno dei lavori che più ha confermato quanto già detto. Il ruolo da protagonista avuto all’interno della serie ha permesso a Harris di dimostrare nel concreto di poter passare da un personaggio a un altro nel giro di un secondo senza mai accusare il colpo. Il conte Olaf era d’altronde un attore di teatro che, pur di rubare il denaro dei due ragazzini protagonisti, si travestiva fingendosi chi in realtà non era. Attraverso questa esperienza Harris è così diventato, nel giro di tre stagioni, un marinaio, uno scienziato, una segreteria, un insegnante di ginnastica, un detective. Forse questa lista potrebbe bastare per far comprendere quanto Harris sia davvero un attore eclettico, ma chi lo conosce sa che questo non è altro che la punta di un iceberg enorme.

Il suo ruolo all’interno di American Horror Story, la sua comparsa in Glee, It’s a Sin, il suo primo ruolo da protagonista in Doogie Howser durante la sua tenera età, il suo perfetto modo di interpretare un playboy in How I Met Your Mother e il suo altrettanto perfetto modo di interpretare un ragazzo dal cuore infranto nella nuova Serie Tv Netflix Uncoupled e il futuro progetto in Doctor Who dimostrano che Harris è arrivato fin lì dove voleva arrivare, e che il mondo della recitazione – finché ci saranno attori come lui – sarà salvo. Senza alcuna paura o timore, Neil Patrick Harris sarà pronto a buttarsi in qualsiasi tipo di interpretazione sfruttando a 360 gradi la bellezza del suo lavoro, cogliendo in questo la possibilità di poter essere tutto quel che si vuole anche per pochi secondi. La sua storia insegna che non bisogna aver timore di raccogliere i frutti del proprio albero, vedere quanto siano maturi. Scoprire cosa siamo in grado di produrre potrebbe sorprenderci, restituendoci un’immagine di noi, e di quel che facciamo, straordinaria.

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