4) A Knight of the Seven Kingdoms

Allontanarsi dai complotti di palazzo e dai draghi giganteschi per tornare a una dimensione più intima e cavalleresca è stata la scelta vincente per espandere l’universo di Westeros con A Knight of the Seven Kingdoms. Tratta dai racconti di George R.R. Martin, la vicenda si svolge un secolo prima degli eventi del Trono di Spade e segue le peripezie di Ser Duncan l’Alto, un cavaliere itinerante ingenuo ma dotato di un senso dell’onore incrollabile, e del suo giovane e insolito scudiero Egg, che nasconde in realtà una fidata identità reale. Insieme attraversano un continente apparentemente in pace ma ricoperto di tensioni latenti, partecipando a tornei, difendendo i deboli e scontrandosi con la brutalità di un mondo feudale in cui la nobiltà è spesso sinonimo di crudeltà. Ciò che rende A Knight of the Seven Kingdoms un’opera meravigliosa è la sua semplicità affiancata al calore umano dei suoi protagonisti.
Questa volta non ci sono battaglie epiche da migliaia di comparse, ma duelli all’ultimo sangue in campi di fango, dialoghi sinceri attorno a un fuoco e l’esplorazione del significato profondo della cavalleria. Si torna alla tradizione. Si torna da Game of Thrones, ma questa volta nel modo più intimo e personale possibile attraverso una Serie Tv che ha conquistato già con la sua prima stagione, e di cui stiamo già aspettando la seconda.
Ma se A Knight of the Seven Kingdoms vi manca, noi vi lasciamo qui le pagelle del finale di stagione
3) Task

E adesso apriamo il podio con una Serie Tv che ci porta nei sobborghi operai della Pennsylvania. Stiamo parlando di Task, produzione HBO che segue una task force speciale dell’FBI guidata da un agente esperto e segnato da tragedie personali, chiamata a fermare una banda di rapinatori di farmacie che sta seminando il terrore nella contea. Quella che sembrava un’indagine di routine si trasforma in una discesa senza fine in una ragnatela di corruzione che coinvolge la politica locale, il traffico di oppioidi e le stesse forze di polizia. Ciò che sorprende di Task è in assoluto il suo taglio documentaristico che racconta da un lato la fatica quotidiana e le frustrazioni degli investigatori e dall’altro la disperazione dei criminali, persone comuni che hanno varcato la linea della legalità solo per pagare i debiti o curare i propri cari.
Se amate il genere, ma non i cliché, con Task potrete star tranquilli: nessun inseguimento hollywoodiano. Qui si privilegia il racconto sugli interrogatori estenuanti, sui pedinamenti nella nebbia e sul peso morale di ogni singola decisione. La sensazione di oppressione è costante e la sceneggiatura non concede scorciatoie rassicuranti a nessuno. Tirando le somme su questo terzo gradino del podio, Task si impone come mix di realismo e tensione. Un racconto fondamentale che mostra il prezzo altissimo che la giustizia chiede a chi decide di servirla ogni giorno sul campo. E a proposito di Task, qui ci sono notizie importanti sulla seconda stagione. Ad aspettarvi ci sarà infatti un bel crossover con una nota miniserie HBO.






