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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Ci siamo. Finalmente ci siamo. Dopo l’annuncio delle candidature, stiamo per scoprire chi trionferà agli Emmy 2026. Una domanda che ci stiamo ponendo da parecchi mesi, e che vede alcune delle più grandi Serie Tv l’una contro l’altra. Inevitabile citare in questo senso The Pitt e Widow’s Bay, considerate a tutti gli effetti le produzioni che conquisteranno più statuette. E per il resto? Attendiamo grosse soddisfazioni in casa Apple TV, oramai tra le piattaforme in assoluto più premiate e candidate agli Emmy.
Staremo a vedere, ma intanto concentriamo l’attenzione sui nostri pronostici. Con un chiarimento: le nostre scelte non assecondano i nostri pareri legati a chi meriterebbe di vincere nelle singole categorie, ma si ripropongono di prevedere gli orientamenti dei giurati degli Emmy 2026
Miglior Serie Tv Drama – The Pitt

The Diplomat
The Gilded Age
A Knight of the Seven Kingdoms
Paradise
The Pitt
Pluribus
Slow Horses
Your Friends and Neighbors
Cercavamo da tempo un medical drama che ci sbattesse in faccia la realtà dei fatti, e The Pitt fa esattamente questo. Ambientata tra i corridoi e le stanze d’emergenza del pronto soccorso di Pittsburgh, la narrazione restituisce la tensione continua, la fatica fisica e il peso morale di chi trascorre la vita a salvare gli altri all’interno di un sistema sanitario privo di risorse. Non ci sono drammi rosa a distrarre: la forza del racconto risiede in un iperrealismo crudo e nudo, capace di mostrare la fragilità umana e di parlare del lutto attraverso tutte le prospettive.
A sostenere la scalata c’è una pioggia di nomination che tocca ogni comparto tecnico e artistico, il segnale chiaro di un consenso trasversale da parte dell’Academy. I votanti amano premiare le opere capaci di unire l’alto valore produttivo a un messaggio sociale potente, e la capacità di questa storia di raccontare il collasso delle istituzioni attraverso l’umanità dei suoi protagonisti la rende il cavallo di razza su cui tutti si stanno puntando. Concludere la serata con il premio più importante consacrerebbe un’opera che ha saputo restituire senso e verità al genere medical.
Miglior Serie Tv Comedy – Widow’s Bay potrebbe trionfare agli Emmy 2026

Only Murders in the Building
Shrinking
Widow’s Bay
Hacks
Margo’s Got Money Troubles
Nobody Wants This
Abbott Elementary
The Bear
Spostandoci sul versante della commedia, Widow’s Bay rappresenta quella ventata di aria fresca che aspettavamo da parecchio tempo. La trama si sviluppa attorno alle bizzarre e inquietanti vicende di una piccola e isolata comunità costiera, dove superstizioni secolari, eccentricità dei residenti e la minaccia di un ammodernamento forzato si incrociano in un equilibrio precario. La bellezza del racconto sta nel modo in cui riesce a far ridere senza mai ricorrere a battute facili, affidandosi invece a un umorismo surreale, cupo e profondamente radicato nel carattere dei suoi personaggi. Sotto la superficie ironica batte un cuore malinconico che parla di solitudine, appartenenza e del terrore di essere dimenticati dal resto del mondo.
Il percorso verso la vittoria come miglior serie comedy si fonda su un fattore determinante: il record di nomination ottenute. Quando una novità riesce a raccogliere nomination sia per la scrittura che per le interpretazioni principali, il segnale è inequivocabile. La serie viene percepita come un piccolo gioiello di scrittura e misura, il classico progetto d’autore che la critica ha incoronato fin dal primo episodio e che ora si appresta a raccogliere il trionfo definitivo, dimostrando che la grande commedia sa essere profonda e divertente nello stesso istante. E a proposito, siete sicuri di aver afferrato tutto quello che la prima stagione ci ha detto? Noi ne parliamo qui.
Miglior Miniserie – DTF St. Louis, la miniserie che potrebbe trionfare agli Emmy 2026

Love Story: John F. Kennedy Jr. and Carolyn Bessette
All Her Fault
Beef
DTF St. Louis
The Beast in Me
Il formato della miniserie si conferma il terreno ideale per esplorare le pieghe più oscure e contraddittorie della società, e DTF St. Louis incarna esattamente questo concetto. La vicenda si infila nelle crepe della vita di provincia, seguendo le scelte sconsiderate di un gruppo di adulti che, schiacciati dalla routine e dalla paura di invecchiare, si immergono nel mondo degli incontri occasionali via app, scatenando un effetto domino di ricatti, paranoie e disastri personali. Il racconto funziona perché non giudica mai i suoi protagonisti, ma li mostra nella loro fame di attenzioni e nella loro fragilità. La tensione si accumula episodio dopo episodio, trasformando un dramma relazionale in una sorta di thriller psicologico da cui è impossibile staccare gli occhi.
Le numerose nomination raccolte nelle categorie chiave confermano quanto i votanti abbiano apprezzato la precisione di una sceneggiatura che non sbaglia un colpo e la potenza di un cast in stato di grazia. Portare a casa il premio finale significherebbe riconoscere il valore di un’opera che ha saputo specchiarsi nei vizi e nelle debolezze del presente con una franchezza rara e spiazzante.
Miglior attore protagonista in una serie drama – Noah Wyle – The Pitt

Sterling K. Brown – Paradise
Gary Oldman – Slow Horses
Rufus Sewell – The Diplomat
Noah Wyle – The Pitt
Mark Ruffalo – Task
Il personaggio che muove le fila dell’intero pronto soccorso è un uomo consumato dal turno di notte, segnato da responsabilità schiaccianti ma animato da una compassione incrollabile per chiunque varchi la porta della struttura. Ogni gesto, la stanchezza nello sguardo, il tono di voce misurato anche durante la gestione delle emergenze più disperate restituiscono la figura di un professionista vero, un leader silenzioso che prova a tenere insieme i cocci di un sistema sull’orlo del baratro. La performance non vive di grandi urla o di scene madri costruite a tavolino, ma di una presenza scenica magnetica che regge il ritmo forsennato di ogni puntata. La vittoria nella categoria come miglior attore drammatico appare sostenuta da un consenso enorme nell’ambiente, rafforzato dalla candidatura della serie come miglior drama della stagione.
Miglior attrice protagonista in una Serie Tv Drama – Rhea Seehorn – Pluribus

Carrie Coon – The Gilded Age
Zendaya – Euphoria
Rhea Seehorn – Pluribus
Keri Russell – The Diplomat
Chase Infiniti – The Testaments
La forza trascinante di Pluribus risiede quasi interamente nella presenza scenica della sua protagonista, capace di sostenere una narrazione complessa e ambiziosa con un’intensità espressiva che lascia il segno. Il racconto si muove in un contesto teso, dove la lotta per il controllo e la difesa della propria identità costringono la protagonista a muoversi su un filo sottilissimo tra etica e sopravvivenza. L’interpretazione della nostra Rhea lavora di sottrazione: gli sguardi carichi di significato, i lunghi silenzi e una rabbia trattenuta che traspare da ogni micro-espressione del volto riescono a comunicare allo spettatore tutto il peso delle scelte compiute.
Nella corsa al premio per la miglior attrice protagonista in una serie drammatica, la strada verso la vittoria si fa fortissima grazie a un debito di riconoscimento che l’Academy sembra finalmente pronta a saldare. Dopo essere stata ingiustamente ignorata in passato per altri ruoli leggendari, l‘attrice si ripresenta con una performance impeccabile che ha unito critica e pubblico in un applauso unanime.
E a proposito, noi vi lasciamo con la recensione e spiegazione del finale di stagione
Miglior attore protagonista in una Serie Tv Comedy: agli Emmy 2026 potrebbe trionfare Matthew Rhys per Widow’s Bay

Yahya Abdul-Mateen II – Wonder Man
Martin Short – Only Murders in the Building
Steve Carell – Rooster
Matthew Rhys – Widow’s Bay
Jason Segel – Shrinking
Riuscire a muoversi tra i binari della commedia senza mai perdere di vista la verità emotiva del personaggio è un dono raro, e la prestazione offerta in Widow’s Bay ne è la dimostrazione più chiara. Nei panni di una figura centrale per la comunità dell’isola, un uomo costretto a fare da mediatore tra le assurdità dei locali e i propri fallimenti personali, l’attore sfoggia un registro comico raffinatissimo, fatto di tempi perfetti, sguardi smarriti e una strisciante disperazione che rende ogni situazione esilarante e al tempo stesso sfaccettata. La capacità di passare con disinvoltura dai grandi ruoli drammatici del passato a una prova comica così ricca di sfumature ha spiazzato e conquistato tutti. Trascinata dal grande numero di nomination complessive ottenute dallo show, le possibilità di vedere Matthew Rhys trionfare sono altissime. E noi non vediamo l’ora di vedere come andrà a finire.
Miglior attrice protagonista in una Serie Tv Comedy – Kate O’Flynn potrebbe trionfare agli Emmy 2026 per Widow’s Bay

Dale Dickey – Widow’s Bay
Hannah Einbinder – Hacks
Janelle James – Abbott Elementary
Kate O’Flynn – Widow’s Bay
Michelle Pfeiffer – Margo’s Got Money Troubles
Megan Stalter – Hacks
Jessica Williams – Shrinking
Il successo travolgente di Widow’s Bay deve moltissimo anche alla sua parte femminile. Il suo personaggio, un’autentica forza della natura ricca di spigoli, segreti e ironia, diventa il perno attorno a cui ruotano le vicende più assurde dell’isola. La grandezza della sua recitazione nella capacità di rendere amabile una figura apparentemente intrattabile: dietro le battute fulminanti e l’atteggiamento di sfida verso tutto e tutti, l’attrice lascia intravedere una vulnerabilità profonda, un bisogno di protezione che affiora nei momenti più inaspettati. Nella categoria riservata alla miglior attrice protagonista di commedia, le probabilità di vittoria sono altissime. E noi ce lo ricordiamo ancora quell’episodio in cui Dale Dickey è riuscita sia a farci ballare che terrorizzare allo stesso tempo.
Miglior attore in una miniserie – Charlie Hunnam potrebbe trionfare agli Emmy 2026 per la sua interpretazione in Monster: The Ed Gein Story

Matthew Rhys – The Beast in Me
Charlie Hunnam – Monster: The Ed Gein Story
Jason Bateman – Black Rabbit
Riz Ahmed – Bait
Oscar Isaac – Beef
La prova offerta in Monster: The Ed Gein Story è di quelle che segnano una carriera. E Charlie Hunnam ci conquista, di nuovo per l’ennesima volta. Lo fa in modo ineccepibile. Straordinario. Degno di un attore come lui. L’interpretazione evita con cura la trappola della caricatura da film horror, scegliendo di costruire un ritratto intimo, angosciante e dolorosamente umano di un uomo spezzato dalla follia, dall’isolamento e da un rapporto patologico con la figura materna. L’impegno fisico e psicologico è impressionante: la postura curva, lo sguardo assente e la voce tremula restituiscono tutta la spaventosa alienazione del personaggio, capace di compiere gli atti più aberranti con la candida incoscienza di un bambino smarrito. È una recitazione che inquieta e ipnotizza, spingendo lo spettatore dentro un labirinto di orrore senza mai concedere facili catarsi. Charlie Hunnam è sempre stato un attore eccezionale. E sarebbe bello vedere oggi finalmente un concreto riconoscimento.
Miglior attrice in una miniserie – Sarah Snook potrebbe trionfare agli Emmy 2026 per All Her Fault

Claire Danes – The Beast in Me
Sally Field – Remarkably Bright Creatures
Carey Mulligan – Beef
Sarah Pidgeon – Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette
Sarah Snook – All Her Fault
Il dolore di una madre di fronte alla scomparsa improvvisa del proprio figlio è uno dei sentimenti più complessi e devastanti da mettere in scena, e anche in questo caso Sarah Snook riesce a offrire una grandissima interpretazione che pensiamo le varrà un Emmy. La trama si sviluppa come un incubo che parte da un momento apparentemente banale per trasformarsi in una caccia spietata alla verità, dove la protagonista si ritrova a dover scavare tra i segreti della propria via e le crepe della propria famiglia per ritrovare il bambino. L’attrice regala una prova di un’intensità emotiva che non lascia scampo: la rabbia, il senso di colpa paralizzante e la feroce determinazione si alternano sul suo volto con una fluidità pazzesca, guidando lo spettatore attraverso una spirale di angoscia senza soste.
Miglior attrice non protagonista in una Serie Tv Drama – Katherine LaNasa potrebbe trionfare agli Emmy 2026 per The Pitt

Taylor Dearden – The Pitt
Fiona Dourif – The Pitt
Allison Janney – The Diplomat
Katherine LaNasa – The Pitt
Sepideh Moafi – The Pitt
Julianne Nicholson – Paradise
Karolina Wydra – Pluribus
All’interno di un cast corale come quello di The Pitt, la capacità di ritagliarsi uno spazio e di lasciare il segno ad ogni comparsa sul set non è scontata. Ma Katherine LaNasa resta impressa nella mente con un personaggio e un’interpretazione che riescono sia a scaldare il cuore che a tormentare. Il personaggio interpretato, una figura chiave nella gestione operativa e umana della corsia, si muove con un’autorità e una fermezza che nascondono a fatica il peso di un passato difficile e la costante paura di non riuscire a proteggere la propria squadra. La forza di questa performance risiede nella tridimensionalità: bastano pochi secondi in scena, uno sguardo d’intesa scambiato nel corridoio o una battuta pronunciata con amara consapevolezza per dare una profondità incredibile al ruolo. Un personaggio a cui abbiamo voluto bene fin dall’inizio, che potrebbe adesso ottenere un grande riconoscimento grande a una straordinaria attrice.
Migliore Regia per una Serie Tv Drammatica – The Pitt, “12:00”

The Gilded Age, “My Mind Is Up”
Paradise, “Exodus”
The Pitt, “12:00”
Pluribus, “Noi siamo noi”
Slow Horses, “Scars”
Task, “Ben oltre le idee di giusto e sbagliato, c’è un fiume”
Il lavoro di regia dietro all’episodio intitolato “12:00” rappresenta uno dei lavori più intensi di The Pitt, e l’Academy potrebbe volerlo premiare. La puntata costruisce una tensione claustrofobica raccontando un’ora di pura follia all’interno del pronto soccorso, dove un’emergenza improvvisa e ad altissimo rischio mette a dura prova la tenuta dell’intera struttura. La macchina da presa si muove tra i corridoi affollati con movimenti fluidi e incalzanti, inseguendo i medici senza staccare mai l’inquadratura nei momenti decisivi, creando uno stile immersivo che fa avvertire allo spettatore il fiato corto e l’adrenalina dei protagonisti.
Non c’è mai un virtuosismo fine a se stesso: ogni piano sequenza, ogni scelta di campo serve a restituire il caos organizzato del reparto e l’isolamento emotivo dei singoli personaggi di fronte al pericolo. Nella categoria per la miglior regia drammatica, il premio appare quasi prenotato. E non resta altro da fare se non vedere se sarà tutto di The Pitt.
Miglior Regia per una Serie Tv comedy – Widow’s Bay, “Benvenuti a Widow’s Bay!”

Abbott Elementary, “La partita”
The Bear, “I Bear”
The Chair Company, “Life Goes By Too F**king Fast, It Really Does.”
Hacks, “Hacks”
The Ms. Pat Show, “Give It Arrest”
Widow’s Bay, “Benvenuti a Widow’s Bay!”
L’episodio pilota di Widow’s Bay, intitolato “Benvenuti a Widow’s Bay!”, è uno dei migliori dell’intera prima stagione. La regia riesce nell’impresa difficilissima di introdurre un numero elevato di personaggi eccentrici e un’ambientazione atipica senza mai appesantire il ritmo o far perdere il filo della storia. L’episodio crea un mondo visivo unico e riconoscibile al primo sguardo, permettendoci di entrare subito all’interno del contesto ma senza mai svelare troppo le carte dando vita a un equilibrio perfetto. Nella corsa al premio per la miglior regia in una commedia, la puntata parte con i favori del pronostico grazie all’impatto immediato che ha avuto sulla critica e sugli adetti ai lavori. L’Academy ama premiare i registi capaci di creare un’identità visiva forte e originale fin dalle prime battute di uno show, e questo è assolutamente il caso.
Miglior sceneggiatura per una serie commedia – Widow’s Bay potrebbe trionfare agli Emmy 2026 con “Benvenuti a Widow’s Bay!”

Abbott Elementary, “Team Building”
The Chair Company, “Life Goes By Too F**king Fast, It Really Does.”
The Comeback, “Valerie pensa a tutto”
Hacks, “Hacks”
Jury Duty Presents: Company Retreat, “Mergers And Acquisitions”
Widow’s Bay, “Benvenuti a Widow’s Bay!”
La scrittura dell’episodio “Benvenuti a Widow’s Bay!” rappresenta una lezione di precisione narrativa, ritmo e caratterizzazione dei personaggi che merita di essere studiata. Il copione riesce a bilanciare la presentazione dell’intreccio principale con una pioggia di battute fulminanti, scambi verbali e dettagli apparentemente insignificanti che costruiscono la mitologia della città. Non c’è una sola parola di troppo: ogni linea di dialogo serve a svelare la psicologia dei protagonisti, a mostrare le loro piccole follie o a far progredire la trama verso un finale di puntata che chiude perfettamente il cerchio ed apre mille scenari futuri. Consegnare la statuetta alla sceneggiatura di questo episodio significherebbe celebrare l’intelligenza di una scrittura capace di far ridere e pensare con la stessa naturalezza.
Miglior sceneggiatura per una serie drammatica – The Pitt potrebbe trionfare agli Emmy 2026 con “12:00”

The Diplomat, “Amagansett”
The Pitt, “13:00”
The Pitt, “12:00”
Pluribus, “Noi siamo noi”
Slow Horses, “Scars”
Task, “Una Flebile Piccola Voce”
E a trionfare in questa categoria potrebbe essereThe Pitt, “12:00”, l’episodio che potrebbe essere premiato agli Emmy 2026 nella categoria Miglior sceneggiatura per una serie drammatica. Quando un episodio riesce a mantenere un’intensità drammatica così elevata basandosi unicamente sulla solidità dei personaggi e sulla verità delle loro parole, il riconoscimento diventa quasi un atto dovuto. Proprio per questo, questa puntata incarna il punto più alto della stagione. E ancora una volta The Pitt meriterebbe anche questa statuetta.






