8) DTF St. Louis

Nel panorama contemporaneo, raccontare la solitudine attraverso la lente della tecnologia e delle relazioni mordi-e-fuggisci è una sfida complessa, ma DTF St. Louis la affronta con uno sguardo spietato e profondamente maturo. La trama segue le vicende intrecciate di tre individui sulla quarantina che, delusi dalle rispettive vite matrimoniali e professionali nella città di St. Louis, si affidano a un’applicazione di incontri priva di filtri morali per cercare un momento di evasione. Quella che doveva essere una semplice parentesi si trasforma rapidamente in una matassa incontrollabile di ricatti, gelosie e segreti che minaccia di distruggere le basi delle loro esistenze. La forza del racconto risiede nella capacità di legare la commedia nera al dramma psicologico: non ci sono buoni o cattivi, ma solo persone spaventate dall’invecchiare e dall’essere dimenticate.
DTF St. Louis sfrutta benissimo gli spazi chiusi degli hotel, dei bar di periferia e delle automobili per restituire quel senso di vuoto che assale i protagonisti subito dopo aver ottenuto ciò che desideravano. Proprio per questo la Serie Tv HBO parla con onestà della fame di attenzioni che caratterizza il nostro tempo e della facilità con cui scambiamo il desiderio fisico per una via di fuga dai problemi reali. Un’opera cinica e dolorosamente credibile, un affresco amaro che mostra come la ricerca disperata della felicità possa finire per distruggere esattamente le cose che stavamo cercando di proteggere.
7) The Last of Us

Adattare un videogioco di culto senza cadere nella trappola del fan service era un’impresa quasi impossibile. Ma The Last of Us ha ridefinito le regole del genere post-apocalittico restituendo fiducia nei confronti dei riadattamenti dei videogiochi trovando il compromesso perfetto tra azione, avventura e profondità emotiva. Vent’anni dopo che una pandemia fungina ha devastato la civiltà umana trasformando gli infetti in mostri ciechi e spietati, un contrabbandiere indurito dal lutto accetta di scortare una ragazzina di quattordici anni attraverso ciò che resta degli Stati Uniti.
Il loro viaggio lungo un paese in rovina diventa un’esplorazione straziante della natura umana, dove la minaccia dei mostri passa spesso in secondo piano rispetto alla spietatezza dei sopravvissuti organizzati in milizie o sette fanatiche. La bellezza della narrazione sta nell’evoluzione lenta e organica del rapporto tra i due protagonisti, che da estranei diffidenti diventano l’uno la ragione di vita dell’altra. The Last of Us si conferma così una delle più importanti produzioni della serialità recente, un racconto magnifico e devastante che lascia nello spettatore una domanda dolorosa su cosa ci renda davvero umani quando tutto il resto è andato perduto.






