Vai al contenuto
Home » Serie TV » La Classifica dei 10 Migliori Personaggi delle Serie Tv Comedy secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

La Classifica dei 10 Migliori Personaggi delle Serie Tv Comedy secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

Ted Lasso è uno dei migliori personaggi delle serie tv comedy

6) Phil Dunphy, di Modern Family, è uno dei Migliori Personaggi delle Serie Tv Comedy

Phil Dunphy in modern family è uno dei migliori personaggi delle serie tv
Credits: 20th Century Studios

Phil Dunphy cade dalle scale mentre cerca di impressionare i propri figli con un trucco da mago. Si prende una testata contro una porta a vetri convinto fosse aperta. Usa espressioni giovanili sbagliandole quasi sempre, nel disperato tentativo di sembrare cool agli occhi dei propri ragazzi che, inevitabilmente, lo trovano imbarazzante. Eppure, sotto questa maschera, batte il cuore di uno dei padri più innamorati e presenti mai scritti per una comedy. Phil piange di commozione per ogni piccolo traguardo dei figli, abbraccia la propria moglie Claire, e non ha mai paura di mostrarsi ridicolo pur di far sentire la propria famiglia amata e protetta.

Phil non è mai l’adulto più maturo nella stanza, ma proprio questa sua eterna fanciullezza, questa voglia costante di giocare, di sorprendere, di essere ancora un bambino nel cuore nonostante le responsabilità, lo rende irresistibilmente umano. Il suo rapporto con Claire funziona proprio perché lei rappresenta il controllo che lui non ha mai avuto, e insieme costruiscono un equilibrio fatto di risate condivise più che di perfetta armonia. Guardare Phil significa ricordarsi che si può essere genitori responsabili senza smettere mai davvero di essere un po’ ragazzini, e che forse è proprio questa leggerezza a rendere una casa davvero felice.

PUBBLICITÀ

5) J.D. – Scrubs

J.D di Scrubs è uno dei migliori personaggi delle serie tv
Credits: ABC

E ad aprire la Top 5 troviamo John Dorian, un ragazzo che, davanti a qualsiasi situazione della vita, scappa dentro la propria testa, costruendo fantasie visive assurde capaci di raccontare molto più di quanto le parole riuscirebbero mai a fare. È un meccanismo di difesa, certo, ma anche una finestra meravigliosa sulla sua insicurezza, sulla sua creatività. Su quel bisogno costante di dare un senso al caos attraverso l’immaginazione. J.D. arriva al Sacro Cuore spaventato, acerbo, incapace di distinguere davvero chi vuole diventare.

E cresce lentamente, episodio dopo episodio, sotto lo sguardo severo e incredibilmente paterno del dottor Cox, un uomo che lo tratta con disprezzo apparente ma che, nei momenti che contano davvero, non lo abbandona mai. Quel rapporto, fatto di insulti affettuosi e silenzi carichi di significato, resta una delle relazioni più vere mai scritte per la televisione, capace di insegnare a J.D. cosa significhi davvero prendersi cura di qualcuno, non solo dal punto di vista medico.

J.D affronta la morte dei pazienti, l’impotenza di fronte a malattie incurabili, senza mai smettere di essere se stesso, sensibile, un po’ infantile, capace di piangere e ridere nello stesso respiro. Non nasconde la propria vulnerabilità, la trasforma in linguaggio, la mette in scena attraverso quelle fantasie che diventano il vero cuore pulsante della serie dimostrando che si può essere bravi medici anche restando emotivi, anche avendo bisogno degli altri, anche sognando a occhi aperti nel bel mezzo di un corridoio ospedaliero, e forse è proprio questa fragilità dichiarata a renderlo uno dei personaggi più amati della sua generazione.

PUBBLICITÀ

E a proposito di J.D, noi vi lasciamo con le pagelle del finale della decima stagione, in attesa dell’arrivo dell’undicesima

Pagine: 1 2 3 4 5