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La musica nelle Serie Tv: quando è meglio affidarsi ai grandi classici e quando occorre creare una colonna sonora ad hoc

Gossip Girl

Nel corso del tempo abbiamo più volte appurato quanti siano i componenti fondamentali che rendono una serie tv grandiosa. Ciò che però riesce anche a renderla indimenticabile e iconica, indipendentemente che sia un must come Breaking Bad o qualcosa di più leggero come Gossip Girl, è l’uso della musica.

La musica, in generale, è obiettivamente una componente fondamentale della vita dell’uomo: può far innamorare, intristire, commuovere e molto di più. La si può quindi identificare sia come una forma d’arte che di comunicazione.

Quando poi accostiamo la musica alle immagini, che si tratti di un film o di una serie tv come Gossip Girl, non possiamo che rimanere incantati dai messaggi che vengono lanciati.

Come anticipavamo, infatti, le colonne sonore nelle serie tv sono (permettetemi il gioco di parole) una colonna portante della storia narrata. Senza musica, sarebbe una storia senza emozioni. La sceneggiatura di certo svolge un ottimo lavoro ma, quando le scene sono accompagnate dalla musica, il messaggio riesce a penetrare con maggiore profondità nello spettatore.

L’obiettivo della musica, infatti, non è soltanto quello di emozionare, ma anche di mandare messaggi. Questo avviene sia con determinati tipi di accompagnamento che con le scelte di alcune canzoni. Ci sono infatti diversi generi di serie tv: chi ha una colonna sonora composta appositamente per la storia e chi utilizza canzoni già note che però sono funzionali a ciò che si comunica in una certa scena.

Ci sono poi casi in cui le due cose si uniscono, specie con delle cover. Quello che vogliamo fare oggi è prendere in considerazione diversi generi di serie tv, Gossip Girl inclusa, e diverse colonne sonore, per farne capire i vari aspetti. In altre parole, vedremo quando è utile utilizzare colonne sonore composte ad hoc, quando usare canzoni note e quando cover.

Game of Thrones, Sons of Anarchy, Doctor Who: l’utilità delle colonne sonore ad hoc

Quando in alcune serie tv si sceglie di avere una colonna sonora ad hoc, probabilmente si vuole dare maggiore riverbero ad alcune scene tramite sonorità specifiche. Questo in realtà vale sia per gli strumentali che per le canzoni scritte appositamente per il telefilm.

Partiamo dagli esempi strumentali più famosi: Game of Thrones e Doctor Who. Entrambe le serie tv hanno una colonna sonora composta ad hoc, nello specifico da Ramin Djawadi la prima e da Murray Gold la seconda. Certo, sono passati diversi altri compositori per Doctor Who, ma nell’edizione dal 2005 in poi lui rimane il più famoso e il più amato.

In entrambe le serie si trovano dei temi di accompagnamento. A ogni personaggio viene dato un certo tema musicale, in modo da renderlo riconoscibile con il procedere delle puntate, nel momento in cui entra in scena. In Doctor Who lo vediamo con i Dottori e le loro companion, e in Game of Thrones con le diverse casate.

In entrambi i telefilm i temi utilizzati diventano delle vere e proprie descrizioni. Con il variare delle sonorità, infatti, impariamo anche a conoscere meglio i personaggi e le situazioni. Con quella che sentite qui sopra, ad esempio, si evidenzia come la casata dei Targaryen sia stata forte, abbia subito una decadenza ma sia stata anche in grado di rialzarsi, dimostrando quanto la forza del fuoco dei draghi possa essere irruenta.

Se andiamo però oltre i temi dei vari personaggi, tra le canzoni composte ad hoc troviamo anche quelle per specifici momenti della storia. In Game of Thrones le più famose sono certamente Rains of Castamere (che rientra come motivo nel tema della casata Lannister), Light Of The Seven e Jenny Of Oldstones. Per quanto riguarda Doctor Who, invece, le più famose sono senza dubbio Doomsday, The Long Song e Silence Is All You Know. Piccolo bonus: non possiamo dimenticare nemmeno Tick Tock Goes The Clock, motivetto noto ma che rende tutta l’atmosfera terribilmente inquietante e sinistra.

Ognuna di queste canzoni va a completare la narrazione della scena, ed è difficile spiegare il turbinio di emozioni che lo spettatore prova sul momento. Si viene letteralmente rapiti e si comincia a provare sgomento e tristezza, come se le parole stessero parlando a noi personalmente.

Piccola parentesi a parte deve essere riservata a Sons of Anarchy. La colonna sonora utilizzata per la serie tv utilizza in parte canzoni già famose e in parte delle cover, composte ad hoc per la storia. Il mondo cover però riceverà un ulteriore approfondimento più avanti.

Quello che rende la colonna sonora di Sons of Anarchy davvero speciale è la capacità di prendere per mano lo spettatore e accompagnarlo nel corso dei vari eventi della storia. Alcune canzoni raccontano infatti passo per passo ciò che vediamo sullo schermo, permettendoci di entrare ancora più nella storia.

Due sono gli esempi fondamentali che potremmo prendere a questo proposito: Come Join The Murder e The House Of The Rising Sun. Nel primo caso la canzone dei The White Buffalo presenta un testo che è una spiegazione di ciò che accade nel tragico finale di serie. È come se, ascoltando le parole, si potesse quasi prevedere ciò che accadrà.

La stessa cosa può dirsi per The House Of The Rising Sun, inserita nel finale della quarta stagione. Anche in questo caso assistiamo a un racconto delle vicende che vediamo, tramite una canzone (già famosa in altre versioni) rivisitata appositamente per la serie. Assistiamo ai SAMCRO che esautorano Clay per mettere il club nelle mani di Jax. In ogni caso, se vi interessa approfondire meglio alcune canzoni di Sons of Anarchy, trovate un articolo in merito qui.

Gossip Girl, The O.C. e How I Met Your Mother: la bellezza delle canzoni esistenti nella colonna sonora

Veniamo ora a quelle serie tv la cui colonna sonora si compone di canzoni già esistenti e spesso già famose.

Forse suonerà banale, ma è chiaro che le canzoni scelte per la colonna sonora vengono adattate al contesto e alla scena. In parole povere, la scelta di una canzone rispetto a un’altra non è mai casuale. Gli esempi da questo punto di vista si sprecano, ma bastano tre esempi: Gossip Girl, The O.C. e How I Met Your Mother. Menzione d’onore va fatta a Dark, che però meriterebbe un approfondimento a sé stante.

Nel mondo delle sitcom, How I Met Your Mother si è fatta riconoscere non soltanto per la storia diversa dal solito, ma per l’utilizzo di determinate canzoni che ancora ci portiamo dentro. Da Simple Song a The Funeral, riusciamo a ricordare perfettamente ciò che accade e come ci sentiamo nel corso della visione.

Forse la canzone che però più rappresenta How I Met Your Mother è 500 Miles. Qui troviamo raccolta forse tutta l’essenza della serie: la ricerca dell’amore vero, le amicizie consolidate che porti avanti per tutta la vita e come, nonostante le perdite, ci sia modo di superarle insieme rimanendo uniti.

Come già detto, le canzoni che vengono utilizzate aiutano a dare maggior riverbero alla storia e a imprimere determinati momenti nella testa dello spettatore. Possono quindi essere anche rappresentative di una storia.

Come avviene in The O.C. e Gossip Girl.

Quando ripensiamo a due serie che sono state il fulcro della nostra adolescenza, inevitabilmente nella nostra testa scorrono momenti indimenticabili, come la nascita dell’amore tra Chuck e Blair o la fine di quello di Ryan e Marissa. In entrambi i casi, ricordiamo perfettamente la musica di sottofondo.

Se in How I Met Your Mother l’uso di Shake It Out di Florence and The Machine identifica un momento di chiusura e rinascita per Ted e Robin, una canzone come With Me dei Sum 41 identifica la nascita dell’amore fra Chuck e Blair. Una relazione, la loro, scandita da canzoni iconiche e indimenticabili, da Seasons Of Love a We Are Young, passando per Rolling In The Deep e Make Me Wanna Die.

Le colonne sonore delle serie tv permettono anche di riportarci indietro ricordi, magari relativi al periodo in cui guardavamo quel determinato telefilm. E il più delle volte, riascoltando le canzoni o rivedendo le scene, proviamo le stesse emozioni e gli stessi brividi. È ciò che mi è successo, ad esempio, con il finale della terza stagione di The O.C.

Anche questa serie dimostra di avere una colonna sonora all’altezza, e rende la musica quasi una componente fondamentale, dato che moltissimi momenti della narrazione sono poi ricollegati a determinate band o concerti. Come con Gossip Girl, alcune canzone ci rimangono impresse più di altre.

Non parlo solo di Hide And Seek, che comunque ci descrive perfettamente i sentimenti dei personaggi nel finale della seconda stagione. Parlo soprattutto di Hallelujah. Utilizzata due volte nel corso della serie, nella sua seconda versione riesce sempre a farci piangere come la prima volta. Ci troviamo infatti di fronte all’addio di Marissa, che quasi avviene per sua scelta, nel momento in cui prega Ryan di non lasciarla sola per cercare aiuto.

Anche in questo caso, se seguiamo il testo, riusciamo a sentire su di noi lo stesso dolore di Ryan, come se avessimo perso una persona a noi molto vicina. In queste serie, dunque, possiamo dire che l’utilizzo di determinate canzoni, già esistenti, è davvero indispensabile. Senza di loro infatti, avremmo percepito momenti da noi ormai considerati indimenticabili in maniera del tutto differente.

Un abile uso delle cover: Glee e Little Fires Everywhere

So cosa state pensando: “Queste due serie tv non c’entrano nulla l’una con l’altra!”. E avete perfettamente ragione, ma non si può negare che abbiano una cosa in comune: sono riusciti a basare la colonna sonora (o buona parte di essa) sull’uso delle cover, che qui per l’appunto sono magistrali.

Le cover servono per dare maggiore riverbero alla scena, aumentandone l’intensità. Serve a questo punto un disclaimer, perché Glee nasce come musical drama, quindi se non vedessimo utilizzate canzoni cover come parte integrante della trama non saremmo così presi.

La differenza tra le due serie sta nel fatto che una integra perfettamente la musica con la trama, portando fuori dei messaggi importanti che tutti gli spettatori, in un modo o nell’altro, hanno fatto loro. L’altra invece utilizza sì delle cover, ma l’obiettivo è quello di dare maggiore forza alla scena a cui si sta assistendo.

Certo è che anche Glee con alcune canzoni dà maggiore risonanza alla scena dell’episodio. Se quindi da una parte vediamo la performance di Born This Way che inneggia all’accettare sé stessi a prescindere da tutto spingendo quindi su uno dei messaggi base della serie, vediamo anche il mash-up di Rumor Has It/Someone Like You che si ci mostra un momento di competizione tra due squadre, ma che evidenzia la difficoltà di Santana a lasciarsi andare alla sua sessualità.

Il bello di Glee sta proprio in questo: fa immergere lo spettatore nella musica, insegnando cose importanti e contemporaneamente facendogli provare le stesse sensazioni dei personaggi in azione.

Simile è l’azione di Little Fires Everywhere per dare enfasi all’azione. La miniserie ha conquistato il pubblico raccontando vicende toccanti e anche di una certa importanza. Anche qui grande risalto è dato alle cover della colonna sonora, che rendono tutto più forte.

Sono usate moltissimo cover di Alanis Morissette, tra cui uno splendido pezzo al violino, e ogni cover scelta incrementa la percezione dello spettatore. Ne sono un esempio Uninvited e B***h. La prima si rivolge quasi a tutti i personaggi, specie a coloro che si stanno sentendo fuori posto per i motivi più diversi. La seconda, invece, è un’immagine che ci viene data proprio delle due madri, Elena e Mia, nella puntata dedicata al loro passato.

Ognuna delle due ha i suoi pregi e i suoi difetti. Entrambe si sono trovate in situazioni che non avrebbero voluto o in cui comunque hanno un ruolo da vittima. Nessuna delle due è però una persona cattiva, e ciò che è stato percepito in una certa maniera fino a quel punto, adesso ci sembra ben giustificato.

Dopo questo lungo percorso musicale, è difficile trovare una conclusione. Ciò che emerge è che l’utilizzo della musica nelle serie non solo è indispensabile, ma vitale. Solo lei sa toccare determinate corde dell’animo umano, e che sia composta per la serie o meno rimarrà comunque impressa nei nostri ricordi per sempre.

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Scritto da Elena Di Stasio

Ho studiato presso la Constance Billard School for Girls, e sono stata proprio io a scegliere Blair Waldorf come mia erede in quella scuola. In effetti, era la migliore delle mie tirapiedi.
All'università ho scelto di studiare per un periodo alla NYADA, ed ero l'allieva preferita di Cassandra July! Ma ho scoperto che scrivere e recensire sono le mie vere passioni. Ultimamente ho viaggiato fino a Westeros, e da poco mi sono appassionata ai viaggi nel tempo e nello spazio. Non so dove mi porterà il futuro, ma sarò lieta di tenervi aggiornati, dovunque andrò!

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