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7 serie tv non comedy che amiamo per la loro affabile e rassicurante prevedibilità

Ragazzi cari, Emily in Paris non è la serie tv del cuore di nessun di noi, pensiamo che non lo sia nemmeno Bridgerton, nonostante il successo in termini di views, eppure queste produzioni tv, insieme ad altre, hanno il pregio enorme di regalarci conforto e serenità pur non avendo una vocazione comedy.

Cambiamento climatico, pandemia, spread alle stelle, benzina a 2€; sono mesi (anni!) difficili questi e accendere la televisione potrebbe provocarci un’ansia tremenda.

Quanti di voi, come noi, trovano un’ancora di salvezza dalla pesantezza del quotidiano nelle serie tv ?

Quanti di voi si addormentano solo dopo aver visto una bella sit-com scaccia pensieri?

Oggi vogliamo indicarvi 7 serie tv non comedy che amiamo per la loro affabile e rassicurante prevedibilità perché “chi vuol esser lieto sia del domani non c’è certezza” e allora meglio puntare su serie tv che con la loro prevedibilità rassicurano i nostri animi in tumulto; non fa niente che non sono capolavori, non fa niente che la prima che citiamo sia Emily in Paris.

1. Emily in Paris

Emily in Paris, con protagonista Lily Collins, è una serie nata per intrattenere senza impegno. Scorre in maniera fluida è un po’ vacua ma almeno non pecca di ὕβϱις (tracotanza) e non millanta chissà quale grande ambizione.

Niente da capire, solo da accettare: look eccessivi e colorati, storie d’amore e stereotipi raccontati supponendo – evidentemente – che il mondo non sia globalizzato.

 Quella di Emily in Paris è una storia eccessivamente patinata e un po’ naïf.

Il mondo di Emily è per certi versi fatato perché pieno di principi bellissimi senza macchia e senza paura.

Nonostante qualche difetto la serie ha come obiettivo quello di spingere lo spettatore a rilassarsi e a spegnere il cervello e la breve durata degli episodi – che non supera quasi mai i venti minuti – il ritmo serrato e la narrazione fluida spingono lo spettatore alla visione serrata, nel rispetto delle regole del bingewatching.

Nel fantastico mondo di Emily in Paris, in cui ogni azione è prevedibile, non c’è tempo per le bad vibes.

2. Bridgerton

Emily in Paris

Bridgerton è una serie di cui, inspiegabilmente, si è parlato tantissimo e lo abbiamo fatto anche noi e in diverse occasioni, per esempio qui trovate i motivi per vederlo.

 Bridgerton si presenta come lo strumento di evasione perfetto: un’epoca lontana che ci sembra bellissima nonostante non fossero ancora stati inventati l’Oki e le lavatrici, balli, abiti da sogno ecc.

Mettiamo da parte le conquiste femministe, sospendiamo l’incredulità e siamo felici di assistere a desueti corteggiamenti, vestiti coloratissimi, belli e scomodi, acconciature sempre perfette, make up che Clio scansate; è un attimo che iniziamo a fantasticare sull’outfit perfetto per il gran ballo di primavera.

Mentre noi generazioni post boom economico lottiamo con pandemia, guerra, riscaldamento globale, i personaggi di Bridgerton, tra un ballo e una passeggiata al parco, hanno come unica preoccupazione il trovare moglie/marito e tutto ciò non ci crea rabbia ma gioia, ci fa dimenticare l’aumento del gas e ci fa evadere in un quadro di Monet.

3.Call my agent

Per restare in terra francese e nel registro della commedia, Chiami il mio Agente! è un’ottima sostituta di Emily in Paris: irriverente ma anche introspettiva, questa serie racconta il mondo delle produzioni televisive e cinematografiche dal punto di vista dei rappresentanti degli artisti, svelando dinamiche e vizi del settore. Ogni puntata ospita una guest star del cinema francese o internazionale. Anche la nostra Monica Bellucci ha accettato di partecipare alla terza stagione.

Sarà che un dietro le quinte è sempre affascinante. Sarà che gli interpreti sono azzeccati e sempre in parte. Sarà che il filo che unisce tutto è l’autoironia, unita a un dichiarato rifiuto a prendersi sul serio. Sono tanti i motivi dietro al grande successo di Chiami il mio agente, serie francese di France 2 del 2014 (titolo originale Dix pour cent, dalla percentuale che le star girano a chi ne cura gli interessi) che ha trovato il successo globale dopo la pubblicazione su Netflix nel 2019.

Chiami il mio agente ha una base di scrittura brillante e precisa, che ha nella leggerezza il proprio punto di riferimento.

La scorrevolezza ha la meglio sull’approfondimento.

4. Glee

Emily in Paris

Fin dal suo debutto, Glee è diventato un fenomeno culturale autentico, ha ricevuto premi prestigiosi, tra cui un Golden Globe Award e un Peabody Award.

La serie vanta un plauso della critica, una base di fan accaniti, due nomination ai Grammy Award, due album Platinum e cinque Gold; oltre 53 milioni di brani musicali e oltre 13 milioni di album venduti in tutto il mondo. Ma anche due tour di concerti esauriti, un 3-D film, quattro Emmy Awards e tre Golden Globes, incluso il premio per la migliore serie televisiva – Commedia o Musical.

Glee parla al pubblico utilizzando anche una lingua universale: la musica.

In ogni episodi sono presenti numerose canzoni, eseguite dagli attori presenti nella serie. Lo scopo di queste esibizioni è quello di enfatizzare alcune parti narrative della storia, portando alla luce emozioni più intense e messaggi importanti. Le canzoni sono un aspetto importante della serie TV poiché sono scelte appositamente come parte integrante per lo sviluppo della trama.

5.Parenthood

Una delle classiche saghe familiari statunitensi, ad alto contenuto di tacchini, latte e baseball, dove tutti i personaggi sono così buoni da far specie, si ride, si piange (avendone predisposizione), si patisce ma alla fine va tutto bene per davvero: dal cancro si guarisce, il lavoro si perde ma se ne trova un altro, chi si lascia si riprende e sennò trova di meglio, chi è senza soldi poi li trova e comunque vive felice lo stesso, tutte le grane si risolvono. E chi muore non se ne va del tutto perché resta protagonista a suon di flashback. In America li chiamano “feel good movie”, quelli che ti convincono che la vita è dura ma bella e alla fine esci sentendoti meglio. In fondo, un genere di fantasy anche quello. Basterebbe poi vedere che fine ha fatto buona parte degli attori Bradford per confutare facilmente la tesi.

Ideale per chi volesse prendersi una pausa dal logorio della vita moderna televisiva e dalle serie catastrofiche, dark, crime e variamente ansiogene che vanno per la maggiore.

6.Gossip girl

Emily in Paris

Gossip Girl è una di quelle serie TV che, almeno una volta nella vita, dobbiamo guardare. È uno dei guilty pleasure per eccellenza: tanto dramma, lusso, belle scarpe e storie d’amore che fanno mille giri e poi ritornano (forse).

Questo prodotto infatti sembra la classica teen comedy per adolescenti, con storie d’amore da quattro soldi, tradimenti e sporche vendette: in realtà è molto di più. Ci troviamo davanti ad una serie TV completa, caratterizzata da una storia coerente, piena di complicazioni, sviluppi inaspettati, dialoghi azzeccati e personaggi che crescono.

Gossip Girl è un prodotto equilibrato, che offre momenti di svago, relax e divertimento ma anche scene complesse, profonde e piene di significato. Il suo scopo è quello di insegnare, di volta in volta, una nuova lezione al pubblico. Inoltre, sebbene possa sembrare una serie TV adatta principalmente ad un pubblico giovanile, Gossip Girl è in realtà perfetta per ogni età.

xoxo

7. Love life

Love Life è una serie tv antologica stagionale composta attualmente da due stagioni. Con protagonisti differenti, ciascuna delle sue produzioni segue il percorso di crescita che i due personaggi intraprendono attraverso le storie d’amore e le relazioni che hanno avuto e che li hanno segnati. L’idea è quella di trovare la propria strada attraverso amore, dolore e guarigione: ama, soffri, rialzati e ricomincia da capo in un loop dalla durata più o meno estesa. Ciascuno ha un proprio cammino unico e diverso dagli altri. Si tratta di storie con percorsi differenti ma in qualche modo simili, unite da un messaggio di fondo comune e da uno stile narrativo che è caratteristico del contenuto.

Nonostante il genere esplicitamente dichiarato, Love Life esplora anche i lati più oscuri di alcuni strati della società e intimità occidentale. La prima stagione ha il suo umorismo ed è rinfrescantemente apolitica. 

Love Life intrattiene, dà speranza e allo stesso tempo ferisce ricordandoci che il mondo non è una fiction e la realtà può spesso essere ruvida. Un percorso formativo che cura le ferite con le giuste dosi di sale e premura.

Love Life è una serie tv trasversale che, nella brevità delle sue puntate da trenta minuti ciascuna, racchiude un racconto delicato e confortante, e che si presta perfettamente al binge watching del fine settimana.
Come accennato all’inizio, preso atto della semplicità, sensibilità e accessibilità.

Non vi sentite già più leggeri guardano un cambio d’outfit di Emily in Paris o di Serena van der Woodsen?

Non fluttuate nell’aria immaginando una vita fatta di balli in costume e passeggiate a cavallo?

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