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La classifica dei 10 migliori attori delle Serie Tv che non hanno recitato in lingua madre

emilia clarke

Recitare è un’arte, calarsi nei panni di qualcun altro e risultare credibili nella parte è un’impresa molto più difficile di quanto ci piaccia pensare che sia. Diventare un personaggio, nascondersi, eppure riuscire a brillare è un compito complesso che richiede duro lavoro e talento, nonché alcune importanti capacità di adattamento e flessibilità. Vi sono attori e attrici che, oltre alla difficile impresa di risultare perfettamente credibili mentre si fingono persone del tutto diverse da sé, si scontrano anche con un ulteriore ostacolo: parlare una lingua che non è la loro e farla propria, renderla un’arma nel loro arsenale attoriale. È proprio di queste star che vogliamo parlarvi in questa classifica, attori delle serie tv che per diverse ragioni si sono ritrovati a parlare in una lingua diversa da quella per loro nativa e che nel farlo hanno dimostrato una padronanza del mezzo impressionante. In lista si trovano protagonisti di serie tv che hanno dovuto imparare una nuova lingua da zero, alcuni che invece hanno avuto la possibilità di perfezionarsi fin dall’adolescenza, e infine qualcuno, come Emilia Clarke, che si è trovato davanti all’arduo compito di risultare credibile mentre recitava in un idioma inventato appositamente per la serie.

Siete pronti a scoprire quali sono i 10 migliori attori delle serie tv che non hanno recitato in lingua madre?

10) Mila Kunis

Emila Clarke

Diventata famosissima a soli 14 anni, quando ha conquistato la parte di Jackie Burkhart in That ’70s Show, dove recita affianco al suo attuale marito Ashton Kutcher, Mila Kunis – all’anagrafe Miléna Márkovna Kunis – non è madrelingua inglese.

L’attrice è nata nel 1983 in Ucraina, allora parte dell’URSS, dove ha vissuto per nove anni fino a quando si è trasferita con la famiglia a Los Angeles e ha iniziato prestissimo la sua carriera sul piccolo e grande schermo. La sua lingua madre è dunque il russo, che parla ancora fluentemente ma ha rivelato non essere più in grado di leggere, mentre ha imparato l’inglese solo dopo essere arrivata in America.

9) Diane Kruger

Diane Kruger, attrice di fama mondiale e compagna di lunga data della star di The Walking Dead Norman Reedus, parla un inglese perfetto, tanto che a sentirla nessuno dubiterebbe per un secondo che quella sia la sua lingua nativa. Eppure, la protagonista della serie poliziesca The Bridge è in realtà nata in Germania e ha passato l’adolescenza vivendo un po’ a Parigi, dove ha imparato il francese, e un po’ a Vancouver, dove ha perfezionato il suo inglese.

L’attrice è dunque in grado di recitare in tre lingue senza commettere alcuna sbavatura, una capacità davvero incredibile che le fa guadagnare la nona posizione in questa classifica.

8) Mads Mikkelsen

Emilia Clarke

Sempre rimanendo in terra europea, spostiamoci verso il Nord e in particolare in Danimarca, dov’è nato e cresciuto Mads Mikkelsen, il protagonista di Hannibal (di cui potrebbe arrivare una quarta stagione).

Mads Mikkelson, per cui l’inglese è non la seconda bensì la terza lingua (dopo il danese e lo svedese, imparato all’accademia di danza di Göteborg), è attualmente considerato uno degli attori in maggior ascesa a Hollywood, status che potrebbe essere rafforzato ulteriormente rafforzato dato il suo impegno imminente nel terzo capitolo della saga di Animali Fantastici, dove sostituirà Johnny Depp nei panni di Gellert Grindelwald.

7) Stellan, Alexander, Gustaf e Bill Skarsgård

Al settimo posto della classifica troviamo la famiglia svedese più famosa di Hollywood, una vera e propria dinastia attoriale che vede impegnati il capostipite Stellan Skarsgård (il Boris Evdokimovič Ščerbina di Chernobyl) e i figli Alexander (Eric Northman in True Blood, Perry Wright in Big Little Lies), Gustaf (interprete di Floki in Vikings) e Bill (Roman Godfrey in Hemlock Grove, il ragazzo in Castle Rock).

Quello degli Skarsgård è un successo clamoroso, che vede sia il padre che i figli lodati per le loro performance attoriali di altissimo livello sia al cinema che in televisione, tali da rendere difficile considerarli “figli di” o “fratelli di”, poiché tutti equamente talentuosi e lanciatissimi nello star system hollywodiano. Il fatto che l’inglese sia solo la loro seconda lingua rende i risultati ottenuti da questa famiglia ancora più degni di nota e non vediamo l’ora di scoprire quali altri progetti hanno in serbo per noi.

6) Eva Green

Emilia Clarke

Nella sua impareggiabile carriera Eva Green ha raggiunto traguardi impressionanti: è la nuova musa di Tim Burton, ha interpretato la bond girl forse più amata di tutti i tempi, ha rubato il cuore agli spettatori televisivi nei panni della magnetica Vanessa Ives di Penny Dreadful (serie altamente poetica di cui vi abbiamo parlato qui).

Quello che forse non sapete è che Eva Green non è né inglese, né statunitense, bensì francese. Sebbene sulla vita dell’attrice, da sempre schiva e molto gelosa della sua privacy, si sappia molto poco, pare che abbia imparato l’inglese frequentando una scuola americana nella sua città natale, Parigi, che abbandona però a soli sedici anni per perseguire la carriera di attrice. Fin dai suoi primi ruoli la Green si è dedicata a recitare quasi esclusivamente nella lingua anglosassone, il che le ha permesso di raggiungere ancora giovanissima un successo che travalica i confini nazionali francesi e la lancia sul palcoscenico internazionale come una delle star più affascinanti e misteriose del mondo.

5) Alessandro Borghi

Emilia Clarke

La carriera di Alessandro Borghi negli ultimi anni è caratterizzata da uno stato di ascesa vertiginosa, che ha permesso all’attore di consacrarsi tanto al cinema quanto in televisione, tanto in patria quanto fuori dai confini nazionali.

A contribuire alla sua affermazione come attore dal calibro internazionale, ha contribuito la serie Diavoli, dove Borghi recita al fianco di uno dei volti più amati della serialità televisiva statunitense: Patrick Dempsey, il McDreamy di Grey’s Anatomy. In Diavoli Alessandro Borghi sfoggia un inglese fluente e credibile, che ha lasciato a bocca aperta sia i fan che i detrattori dell’attore.

4) Sofia Vergara

La splendida Sofia Vergara nasce in Colombia e lì raggiunge un successo impressionante prima come modella e poi come attrice. La sua carriera è però presto destinata a oltrepassare i confini nazionali, fino a che la prima stagione di Modern Family non la consacra definitivamente come una delle attrici più famose e pagate al mondo. Nonostante il suo inglese – studiato presso una prestigiosa scuola bilingue colombiana – sia pressoché perfetto, la Vergara ha preferito mantenere il suo forte accento latino, trasformandolo nel suo punto di forza. Nell’ultimo decennio la Gloria Delgado-Pritchett di Modern Family si è imposta come uno dei volti televisivi più noti a livello mondiale, un risultato tanto più straordinario se si pensa alla difficoltà comportata dalla barriera linguistica.

3) Wagner Moura

Emilia Clarke

A differenza della grande maggioranza degli attori in questa classifica – se si esclude Emilia Clarke – Wagner Moura non ha dovuto recitare in inglese, bensì in spagnolo.

Infatti, per interpretare il protagonista di Narcos Pablo Escobar, il brasiliano Moura è dovuto tornare al college, dove ha imparato da zero la lingua madre del narcotrafficante più famoso del mondo. Il risultato è impressionante, l’accento impeccabile e la perfetta padronanza dello spagnolo che Wagner Moura dimostra in Narcos sono tali da far dubitare chiunque che l’attore non sia in realtà un madrelingua sotto mentite spoglie. La sua performance è stata lodata in tutto il mondo e ha contribuito a rendere Narcos un successo globale, tanto da essere considerata ancora oggi uno dei fiori all’occhiello del catalogo Netflix.

2) Silvio Orlando

Ormai le malelingue sugli italiani, soprattutto se aventi più di cinquant’anni, che non sanno parlare inglese li conosciamo bene tutti. Eppure è sufficiente guardare pochi minuti di The Young Pope, la serie capolavoro con protagonista Jude Law e diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino, per vedere infrangersi tutti i preconcetti sulle presunte scarse abilità linguistiche degli attori italiani. L’autore di questa magia? Silvio Orlando, classe 1957, interprete del Cardinale Angelo Voiello.

La performance di Orlando in The Young Pope è una delle migliori della sua brillante carriera attoriale, il che risulta ancora più incredibile se si considera che ha dovuto recitare prevalentemente in inglese e non in italiano. E noi non possiamo che esserne orgogliosi.

1) Emilia Clarke

Emilia Clarke

Emilia Clarke è, senza alcun dubbio, la regina degli attori che hanno dovuto recitare in lingue diverse da quella madre.

Infatti la madre dei draghi stupisce i fan di Game of Thrones con la sua capacità di risultare credibile parlando ben due lingue inventate, esistenti solo all’interno dell’universo narrativo della serie: il valyriano e il dothraki. Emilia Clarke ha rivelato che il duro lavoro a cui si è sottoposta per imparare a parlare in modo realistico il dothraki le ha in qualche modo salvato la vita quando, dopo essere stata colpita da un aneurisma celebrale, è riuscita a mantenere attiva la sua mente proprio grazie ai tentativi di imparare la lingua madre di Khal Drogo.

Il talento di Clarke è ancora più strabiliante se si pensa che uno dei monologhi in valyriano più lunghi della serie, quello che Daenerys pronuncia alla fine della quinta stagione di Game of Thrones, è stato preparato dall’attrice in soli 10 minuti (come raccontato qui).

Tuttavia, Emilia Clarke non è la sola tra i protagonisti del fantasy HBO a recitare in lingue diverse da quella madre. Ricordiamo tra gli altri il danese Nikolaj Coster-Waldau (Jaime Lannister) e il norvegese Kristofer Hivju (Tormund Giantsbane) che recitano in inglese, nonché l’americano Jason Momoa che sfoggia un brillante dothraki nella prima stagione di Game Of Thrones.

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Written by Chiara Bresciani

Divoratrice di storie e aspirante Rory Gilmore.
Nella vita a volte guardo serie tv e a volte leggo, se mi avanza tempo studio politica e media. Mi piace dare la mia opinione quando è richiesta, ancora di più quando non lo è.

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