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10 attori delle Serie Tv che forse non sapevi fossero morti

Attori morti serie tv

La morte dei nostri beniamini in molti casi non passa inosservata suscitando attestati di stima e interesse generalizzato. Non è però il caso di questi grandi attori morti delle serie tv la cui dipartita è passata in sordina. Vuoi a causa di altre notizie che ne hanno oscurato l’annuncio, vuoi per una ferma volontà di riserbo dei familiari. Ma in alcuni tragici casi il motivo è dovuto al fatto di essere spariti dalle scene, finiti a vivere ai margini della società e dimenticati da tutti. Fatto sta che davvero non immaginavamo che degli interpreti per cui nutrivamo tanto affetto sono scomparsi. Ecco allora la lista degli attori morti delle serie tv che ci hanno lasciato nel silenzio generale.

1) Andy Whitfield – Spartacus

Spartacus

Ruolo da protagonista nella prima stagione di Spartacus, Andy Whitfield aveva appena raggiunto il successo quando inizia la sua tragica esperienza. L’attore proprio al termine delle riprese comincia ad accusare forti dolori sparsi. Gli accertamenti parlano chiaro: linfoma non hodgkin. Whitfield prontamente provvede ad avviare le terapie del caso e nel corso di un terribile anno, raccontato con grande delicatezza nel documentario Be Here Now disponibile su Netflix, sembrano registrarsi alcuni miglioramenti.

Nel giugno del 2010 arriva a dichiararsi guarito. Ma le cose precipitano di nuovo in fretta: una recidiva lo contringe a una nuova, estenuante lotta che l’attore affronta con coraggio e ostinazione. Ma non c’è nulla da fare: Andy capisce che deve sfruttare ogni momento che gli rimane per le cose che contano davvero. Vivere qui, vivere il presente. Be Here Now è il tatuaggio che si fa incidere sulla pelle per ricordarsi ogni giorno l’obiettivo della sua vita. Nel settembre del 2011 lascia la moglie e i figli arrendendosi a una malattia terribile. In questo articolo trovate la sua storia nel dettaglio.

2) Gary Coleman – Il mio amico Arnold

Serie Tv

La storia di Gary Coleman è tra le più tristi in assoluto. Lo ricordiamo tutti nell’iconica parte di Arnold, l’irresistibile protagonista di una delle più spassose comedy anni ’80. Ma dietro quel faccione così solare si nasconde un dramma che lo ha accompagnato per tutta la vita. Coleman soffre fin dalla nascita di un’infiammazione renale che lo condanna nel corpo di un bambino. La mala sorte vuole che vada incontro anche a un matrimonio di interesse, mai consumato.

Ma i dispiaceri vengono pure da amici e parenti, più volte sotto accusa per averne sfruttato i guadagni. In breve la celebrità diventa un ricordo, Coleman finisce nel dimenticatoio e dopo aver tentato per ben due volte il suicidio (qui altri attori che hanno provato a togliersi la vita) si spegne infine nel 2010, trovando, si spera, quella pace che mai aveva avuto in vita.

3) James Avery – Willy, il principe di Bel-Air

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La filmografia di James Avery è ricchissima: l’attore aveva infatti uno charme unico con una voce profonda e bonaria che lo rendeva adatto per ruoli di giudici, professori e dottori oltre che per il doppiaggio. Nella mente di ognuno di noi, però, l’attore non può che essere indelebilmente legato al ruolo di zio di Willy nella serie che ha dominato la nostra infanzia. Non molti sanno che purtroppo Avery è morto nel 2014, durante la notte di capodanno.

Aveva sessantottanni e una difficile operazione al cuore che lo aveva indebolito notevolmente con diverse complicazioni. A seguito della sua scomparsa, il sostegno dei colleghi è stato trasversale. Parole molto belle le ha spese in particolare Joseph Marcell, che interpretava l’iconica parte del maggiordomo in Willy, il principe di Bel-Air.

Era un uomo meraviglioso e un attore di vero talento. Era lo zio che tutti avrebbero voluto avere. Quello che ha fatto per gli afroamericani in televisione è insuperabile“. Ci sentiamo di condividere il pensiero.

4) Edward Herrmann – Una mamma per amica

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Tra gli attori morti delle serie tv il trasformismo di Edward Herrmann era senza paragoni: riusciva a risultare bonario, elegante, raffinato, autoritario sempre con grande credibilità. Per questo ha interpretato parti quanto mai varie. Una predilezione particolare l’aveva per i ruoli di aristocratici: in queste vesti, probabilmente, veniva fuori il miglior Edward Herrmann. Impeccabile nel ruolo di Nelson Rockefeller nel film di Oliver Stone, Nixon, noi serializzati ricordiamo Herrmann in particolare per la parte del nonno di Rory in Una mamma per amica.

Ma sono oltre cento i film che lo vedono presente nel cast. Un numero impressionante che rende l’attore ben noto per fisionomia a chiunque. La sua fama fuori dal set, però, è stata molto più limitata. Ha vissuto sempre una vita appartata e per questo molti non sanno neanche della sua morte, avvenuta nel 2014. Aveva settantuno anni e le cause del decesso, rese note dal figlio, sono le complicazioni di un cancro al cervello.

5) Conchata Ferrell – Due uomini e mezzo

Tre nomination agli Emmy, oltre duecento episodi in Due uomini e mezzo per uno dei personaggi più smaliziati e amati della serie. Berta ha rappresentato nello show un irresistibile punto di riferimento, fonte di comicità, spalla perfetta nel suo essere caustico, ribaltamento parodistico per eccellenza di tutto quello che dovrebbe essere una domestica. Sfaticata, indolente, indifferente a qualunque richiamo ma impossibile da odiare.

L’attrice si è spenta per un attacco cardiaco all’età di settantasette anni, nell’ottobre di quest’anno. Immancabili sono arrivati gli attestati di stima e affetto, in particolare quelli delle due star di Due uomini e mezzo. “Era una bellissima persona“, ha detto Jon Cryer (Alan nella serie). “Sto piangendo per quanto mi mancherà e per la gioia che ha portato a tanti“. Non si è sottratto neanche Charlie Sheen da un sentito commiato: “Un vero tesoro, una professionista consumata, una vera amica. Berta, il modo in cui gestivi la casa lasciava a desiderare, quello con cui gestivi le persone era perfetto“.

6) John Spencer – West Wing

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Ha rappresentato una colonna portante di West Wing, una figura solo apparentemente di contorno capace di fruttare all’attore ben sei nomination continuative. Nel ruolo di capo dello staff della Casa Bianca, Spencer ha saputo dare il meglio di sé con eleganza, verve recitativa e incredibile presenza scenica.

La scelta dell’attore per la parte fu tutt’altro che casuale. Quando fu necessario pensare a qualcuno per il ruolo Aaron Sorkin, il creatore della serie, disse al direttore del casting di volere uno come John Spencer. “Che ne dici di John Spencer?”, rispose quello. “Non accetterà mai“, controbattè Sorkin. E invece l’attore disse sì e il resto è storia.

John Spencer è morto quattro giorni prima del suo cinquantanovesimo compleanno a causa di un attacco di cuore fulminante. Una sorte simile a quella del suo personaggio che, però, era sopravvissuto al malore.

7) John Mahoney – Frasier

Frasier

Tra gli attori morti delle serie tv c’è un’autentica leggenda: il ruolo di Martin Crane, padre concreto e un po’ rozzo ma sempre bonario del protagonista di Frasier ha occupato una parte importante della sua attività di attore che vanta comunque tantissime presenze in pellicole cinematografiche.

La sua storia personale è davvero particolare: nato a Blackpool, in Inghilterra, dove la madre era fuggita da Manchester per ripararsi dai raid nazisti, Mohoney espatria in America quando è solo un ragazzo. Dopo tanti anni al servizio dell’esercito degli Stati Uniti, diventa un attore professionista ottenendo grande successo nel teatro.

Le cause della morte, avvenuta nel 2018, sono da imputare a una lunga malattia che lo accompagnava da anni. Tantissimi i messaggi di vicinanza da parte di attori come Ben Stiller (“Grandissimo attore, profondo senso dell’umorismo, una persona che ha avuto un grande impatto per la mia vita e per quella di molti altri“), Zach Braff, John Cusack oltre ai colleghi di sempre in Frasier, tutti concordi nel ricordare l’incredibile professionalità e soprattutto l’umanità e la gentilezza che sempre distinguevano l’attore.

8) Michelle Thomas – Otto sotto un tetto

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I Robinson l’hanno iniziata al mondo dello spettacolo mentre la fama è giunta in particolare con Otto sotto un tetto nella parte di Myra Monkhouse. Costante la sua presenza fino all’ultima stagione quando le apparizioni si fanno via via più rade, come ricorderanno i fan della sitcom. I motivi di questo progressivo defilarsi sono da rintracciare nella diagnosi di una rara forma di cancro allo stomaco, per lei che era non fumatrice, astemia e vegetariana.

La storia a questo punto si fa drammatica. Michelle continua con le riprese strenuamente e con grande professionalità ma in breve la malattia diventa invadente e invalidante. Non ha altra scelta che lasciare la serie. Si sottopone a un primo difficile intervento chirurgico ma il cancro si ripresenta e torna così sotto i ferri. Ma è solo un palliativo: Michelle si spegne nel letto di un ospedale assistita dai suoi familiari e amici all’età di appena trent’anni.

9) Harry Dean Stanton – Twin Peaks: The Return

harry dean stanton

Lo avevamo apprezzato appena pochi anni fa in Twin Peaks: The Return dopo averlo già visto all’opera in Fire Walk With Me, film dell’universo di Twin Peaks. Ma Harry Dean Stanton è stato per anni attore prediletto di tantissimi registi grazie alla sua incredibile mimica facciale, alla profondità nello sguardo e alle doti recitative fuori dal comune.

Il suo grande capolavoro è senza dubbio Paris, Texas, film eccezionale targato Wim Wenders. Proprio col regista, Stanton si era intrattenuto qualche tempo prima di ottenere la parte, discutendo sulla possibilità di interpretare un ruolo profondo. Pochi mesi dopo Wenders lo richiamò con l’idea di Paris, Texas, il film che avrebbe cambiato per sempre la vita dell’attore, consacrandolo come leggenda.

Pupillo anche di Lynch, totalmente assuefatto dall’arte recitativa di Stanton, la parte in Twin Peaks: The Return è stato il suo magnifico canto del cigno in un ruolo dimesso ma tutt’altro che trascurabile. La morte lo ha colto poco dopo, alla veneranda età di novantuno anni.

10) Erin Moran – Happy Days

Tutti i fan di Happy Days non possono che ricordare con grande affetto la piccola “Sottiletta”, la sorella di Richie. Purtroppo la sua storia dopo la serie è tutt’altro che positiva. Le sue apparizioni si fanno sempre più rade e finisce ai margini non solo del mondo dello spettacolo ma dell’intera società (qui altri attori con una sorte analoga)

Nel 2012 le viene addirittura pignorata l’abitazione e finisce a vivere nel rimorchio della matrigna, isolata e dimenticata. Alla base di questi eventi un grave problema di alcolismo che la allontana dagli affetti e dal lavoro. Anche la matrigna finisce per allontanarla: pare che Henry Winkler, Fonzie in Happy Days, abbia provato inutilmente ad aiutarla. Le tracce di Erin Moran si perdono fino al 2017 quando l’attrice trova la morte a causa di un male incurabile. Un’altra storia davvero tremenda.

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Scritto da Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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