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What If…? 1×04 – Tra devozione e follia

What if 1x04

Siamo già arrivati a metà del percorso e col suo quarto episodio What If…?, la sperimentale serie animata targata Marvel, non smette di stupire e di calare assi dalla propria manica. Perché What If 1×04 è senza dubbio uno tra i prodotti più peculiari e maturi mai visti nel MCU, capace di osare e di lasciare col fiato sospeso come non mai, sulla scia del precedente episodio incentrato sulla morte degli eroi più potenti della Terra.

Di cosa ha parlato quindi questa quarta puntata? Avrà saputo convincerci fino in fondo? Ecco a voi la nostra recensione di What If? 1×04.

E se Dottor Strange avesse perso il cuore invece che le mani?“: questo è il quesito che il solito Uatu ci pone di fronte a inizio episodio. Cosa sarebbe successo se il terribile incidente automobilistico visto in Doctor Strange avesse portato non alla menomazione delle mani del protagonista interpretato da Benedict Cumberbatch (come nell’universo canonico) bensì alla morte donna della sua vita?

L’inizio della puntata è tragico: Stephen e Christine sono innamorati come non mai – e non da poco separati come nel film – e si stanno dirigendo alla cerimonia di premiazione per i meriti dell’uomo. Di colpo, il trauma e la morte della donna. Sarà questo il motivo che spingerà Strange a cercare risposte trovandole nelle arti mistiche e nell’Antico.

Tutto seguirà l’andamento del film originale e Dormammu verrà sconfitto, ma in quest’universo lo Stregone Supremo non troverà pace e sceglierà di usare la Gemma del Tempo contenuta nell’Occhio di Agamotto per viaggiare nel passato e provare a salvare le donna. Lo Strange che veniamo a conoscere si rivela quindi diverso da quello canonico: un sintomo di come un evento traumatico possa cambiare per sempre la personalità di un individuo, che diviene triste ma determinato, inflessibile e superbo.

Seguiranno vani tentativi di salvare la donna amata e la nascita di una consapevolezza: la necessità di aumentare il proprio potere.

What If 1×04 è emozionante e non teme di osare e di trasformare l’eroe che abbiamo imparato ad amare in un vero e proprio villain, un cattivo che rifiuta di definirsi tale ma che di fatto porta il mondo a trovare la sua fine. Se già nell’episodio precedente la serie aveva toccato alti livelli di drammaticità, qui troviamo atmosfere e tinte ancora più dark: nessun elemento umoristico, nessuna speranza.

Doctor Strange diviene vittima della “Sindrome di Anakin Skywalker”, finendo per essere consumato completamente dal cieco amore provato per Christine che lo porta a perdere quell’acume e quella stoica lucidità per cui avevamo imparato a conoscerlo

“C’è un sottile confine tra devozione e follia. L’amore può spezzarti il cuore, ma anche annientarti la mente.”

Le parole di O’Bengh, Bibliotecario e custode del sapere di Cagliostro, non potrebbero essere più azzeccate per descrivere le azioni dell’uomo. È così che lo Stregone finisce per sfidare le stesse leggi del mondo e le regole spazio-temporali condannando in questo modo il mondo alla propria fine. Neppure il suo “gemello buono” può fare nulla a riguardo e nemmeno il pentimento finale e le sue preghiere rivolte all’Osservatore.

Uatu, che qui per la prima volta interagisce con uno dei protagonisti delle storie che va a raccontare, è perentorio: ogni scelta ha le sue conseguenze, perfino la fine di un universo.

What If 1×04 è sicuramente l’episodio che più scava nell’animo del suo protagonista, profondo e sfaccettato. Un uomo che invece di crescere e maturare ripercorre al contrario il viaggio di formazione che aveva compiuto nella pellicola a lui dedicata. Si ritorna all’egomania, alla superbia e all’egoismo, perché il miglior neurochirurgo del mondo, nonché Stregone Supremo non riesce a superare il passato e si rifiuta di credere che ci possa essere qualcosa che lui non sia in grado di aggiustare, di rimettere a posto.

What if 1x04

Il ritmo dell’episodio è ben dosato, introspettivo quando serve e frenetico nei giusti momenti, e riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo in attesa del colpo di scena finale che riporti tutto alla normalità, che conduca a un finale positivo.

Ma un lieto fine non c’è: al suo posto, un cupo e ineluttabile destino, una tragedia impossibile da risolvere.

What If? 1×04 ci mostra ancora una volta una storia accattivante e ben resa, che sperimenta con toni dark ben lontani dalle solite atmosfere viste nel prodotti Marvel, ma rimane una creazione completamente a sé stante. Un esercizio di stile capace di narrare una storia emozionante e ben confezionata, sì, ma se non contestualizzata all’interno del Marvel Cinematc Universe. Quello che ci viene raccontato dall’Antico e le dinamiche introdotte nell’episodio sembrano infatti contraddire le regole dello spazio-tempo presentate nei film sugli Avengers e poi ampliate nella serie Loki. Perché Christine deve per forza morire? Perché un possibile intervento di Strange non avrebbe dovuto generare delle varianti, alla base del concetto stesso di Multiverso?

What if 1x04

Che dire dunque? What If 1×04 centra alla perfezione l’obiettivo di raccontare una storia originale e sorprendente, con un concept accattivante e una resa non scontata, ma fallisce nell’intento di ben amalgamarsi con la mitologia di un Multiverso che con tutte le sue regole e dinamiche pare essere diventato troppo stretto.

Arrivati a metà della visione della serie ci sentiamo dunque di confermare che What If…? può essere considerata come una raccolta di esercizi di stile ben fatti e capaci di intrattenere, ma che ancora non sono riusciti a far appassionare lo spettatore al pari di una delle altre serie tv Marvel viste su Disney+ a causa della totale verticalità del suo impianto narrativo.

What If…? saprà forse smentirci e regalarci qualche sorpresa su questo fronte? Per scoprirlo dovremo aspettare che la stagione si concluda e che Uatu finisca di intrattenerci con questa sua prima tranche di racconti. L’appuntamento va alla prossima settimana con What If…? 1×05, dedicato al personaggio di Thor.

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Scritto da Benedetta Vanotti

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Sono Benedetta e ogni tanto scrivo.
Se mi state cercando probabilmente mi troverete seguendo l'eco delle mie risate mentre guardo una bella comedy.

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