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The Testaments 1×05 – Il ballo delle debuttanti versione Gilead

The Testaments

ATTENZIONE! La recensione contiene SPOILERS del quinto episodio della serie tv The Testaments.

“In Gilead, you weren’t supposed to think about bodies. Yours or anybody elses’s”

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Il corpo, nelle religioni e nel folklore, non è mai stato semplicemente un involucro. È stato, piuttosto, il primo strumento con cui l’essere umano ha cercato di orientarsi dentro qualcosa di troppo grande per essere compreso. Prima delle dottrine, prima dei sistemi teologici, prima ancora delle parole, c’era la carne: qualcosa che nasce, cambia, si ferisce, desidera e infine muore. Tutto ciò che oggi chiamiamo “simbolo” passa da lì. Se si prova a guardare alle tradizioni religiose come a una forma di narrazione, il corpo appare subito come il primo vero “testo”. Non un testo scritto, ovviamente, ma qualcosa che si legge attraverso eventi concreti o simbolici.

Questo meccanismo raggiunge una forma estrema nel cristianesimo, dove l’idea di incarnazione spinge il simbolo al limite. In Gesù Cristo, il corpo non è più solo un mezzo per parlare del divino: diventa il divino stesso. Non c’è più distanza tra segno e significato. Il pane e il vino non evocano qualcosa, diventano qualcosa. Se ci si sposta dal piano religioso a quello folklorico, il discorso non cambia davvero, ma diventa più instabile. Il corpo, nelle storie popolari, è raramente qualcosa di fisso. Si trasforma, si contamina, viene attraversato da forze esterne. Licantropi, possessioni, metamorfosi. Sono tutte variazioni della stessa idea, cioè che il corpo non sia un confine sicuro. È più simile a una soglia che a una barriera.


Questa ambivalenza è centrale. Perché suggerisce che il corpo sia il punto in cui il visibile e l’invisibile si incontrano, ma senza garanzie. Non è uno spazio neutro. È un luogo di passaggio.

Alla fine, quello che emerge non è un sistema ordinato, ma una tensione continua.Il corpo è contemporaneamente luogo del sacro e del profano, della purezza e della contaminazione, della vita e della morte. Non risolve queste opposizioni, ma le contiene. La carne, invece, è peso, è consistenza, è deterioramento. In The Testaments, così come in The Handmaid’s Tale, la carne è il luogo della tentazione. Si tratta di una vulnerabilità permanente di cui le donne sono le prime portatrici e gli uomini le vittime. Nella serie tv, la “resurrezione della carne” cristiana va incontro a uno stravolgimento che annulla il valore sacrale della religione. Al corpo di Agnes e delle altre ragazze non viene reso omaggio o rispetto, ma ridotto a contenitore senza volontà dei desideri degli uomini.La carne va coperta, celata, strappata, divorata, violata.

Agnes al ballo delle debuttanti nel quinto episodio di The Testaments
Credits: Disney+

Il quinto episodio di The Testaments si apre dando proprio spazio a questo tema. Agnes non ha idea di cosa le sia accaduto nello specifico, ma prova tanta vergogna. Sa che qualcosa è accaduto, che il suo corpo è stato toccato e violato da un uomo che non ne aveva diritto. Ecco che il corpo non è più crocevia di significati e valori, ma mero involucro privo di individualità.

The Testaments continua a gettarci addosso il negativo di immaginari triviali

Se la scorsa volta abbiamo assistito a un pomeriggio del tè (qui la nostra recensione) dalle conseguenze tragiche stavolta è il momento di celebrare un altro rito di passaggio classico della cultura americana: il prom. Solo che queste ragazze non sono adolescenti libere di festeggiare e godersi la leggerezza del momento, ma “bunnies” pronti a cadere nelle trappole appuntite che le zie hanno preparato per loro. L’attenzione è, infatti, ora tutta rivolta al Ballo del Comandante e, dopo alcune severe istruzioni da parte di Paula, Agnes si avvia verso la sua grande serata.


Non ho mai provato un tale senso di disagio negli ultimi anni come assistendo alla coreografia di Bridgerton (in arrivo un nuovo spin-off?) versione distopia in cui zia Lydia/ Queen Charlotte presidia al ballo delle debuttanti. Il primo ballo spetta ai padri che lasciano poi simbolicamente la mano della figlia in quella del comandante designato. Solo che è tutta apparenza. La grande illusione di Gilead è farti credere che vada tutto bene, mentre sotto la musica, i vestiti e le moine si consuma l’orrore. Una casa di bambole 1:1 dove le ragazze sono truccate e abbigliate al solo scopo di trovare marito. Non c’è adolescenza, come dice la stessa Agnes, ma solo un passaggio crudele tra l’essere figlia e poi moglie e madre. Sono spose bambine e il rischio è dimenticarselo a volte.

Gilead ha ridotto queste ragazze a un’esistenza definita e controllata.

Il Ballo è una finta via di fuga dalla realtà, il sogno di ragazzine che potrebbero ancora sognare l’amore salvo poi essere date in pasto a vecchi bavosi. Le ragazze verdi più ambite sono tutte presenti, sperando di assicurarsi delle proposte di matrimonio adeguate al loro status.


“I was dancing. With a boy”

Ed è in questi momenti di fiabesca illusione che The Testaments ci riporta brutalmente al mondo reale. Le ragazze non sono destinate a sposarsi con giovani comandanti, ma con quelli anziani e più in alto nella gerarchia. Mentre il massimo della ribellione per Agnes diventa allora fare gli occhi dolci alla sua guardia del corpo, la povera Becka vive una crisi esistenziale e una brutta sbornia sotto lo sguardo attento di Daisy. Più avanti, nel corso della serata, Agnes viene portata via dalla festa da Aunt Gabanna, che la conduce dal comandante Judd. Segue un interrogatorio, di fronte agli uomini più potenti del regime, per testare la ragazza e le sue doti di buona moglie.

Scena del ballo
Credits: Scene from “Ball” in THE TESTAMENTS. Courtesy of Hulu.

Cosa è il ballo delle debuttanti in The Testaments se non un’asta per misurare e visionare il bestiame?

Agnes ha un momento di sconforto, come se nelle crepe della sua mente ormai plagiata riuscisse a insinuarsi un barlume di logica. Ma il condizionamento del regime è troppo forte e puntualmente Agnes torna ai dogmi e alle frasi di rito per ricercare la calma e la serenità. Gilead si prenderà cura di lei. Gli uomini si prenderanno cura di lei. L’incubo viene messo a tacere, coperto dalle preghiere a Dio e ai sogni a occhi aperti che ci ricordino quanto, alla fine, la nostra protagonista sia solo una ragazzina. Sulla strada di casa, infatti, il comandante Mackenzie parla con Garth, congratulandosi per la promozione a Comandante. L’unico e solo pensiero di Agnes di fronte alla notizia è quello di immaginare, di colpo, una possibile vita con lui, dato che adesso sarà un candidato idoneo. Come se le cose potessero davvero andare per il meglio.

Il quinto episodio di The Testaments (disponibile su Disney+) torna nuovamente a regalarci immaginari di vita adolescenziali totalmente denudati della loro innocenza e gaiezza. Esiste questo dualismo dentro le giovani di Gilead per cui vorrebbero essere al contempo giovani e grandi. Ragazze e adulte. Un dualismo che, verosimilmente, tutti viviamo durante l’adolescenza ovvero quando vorremmo scrollarci di dosso l’infanzia, ma siamo sinceramente spaventati da cosa significhi “diventare grandi”. La differenza risiede negli step che si compiono da un momento all’altro. L’adolescenza stessa, con i suoi traumi vari ed eventuali, è la zona grigia che sfuma i confini netti degli altri due mondi.


Il nostro personale romanzo di formazione dove impariamo a conoscerci un po’ meglio, fisicamente e interiormente. Un momento di passaggio che viene brutalmente negato alle figlie di Gilead.

Ed è soprattutto su questo aspetto che The Testaments punta tutta la sua attenzione. Nel mostrarci come, persino una normalissima ubriacatura a 15 anni, si trasformi in un peccato capitale indegno per una brava futura moglie. Il tè, il ballo, il ciclo sono tutti traguardi fondamentali per i Comandanti e le Aunt per capire su quale capo di bestiame investire. Per le ragazze, però, sono frammenti di un sogno da cui non vogliono svegliarsi. C’è molto ancora da scoprire non solo sul sistema di Gilead, ma anche sul Mayday che agisce in sordina, su ruolo di Hank, su zia Lydia e su Shunammite. Potrebbe diventare una zia anche lei?