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Star Wars: Maul – Shadow Lord – La recensione del finale di stagione di un gioiello televisivo

Star Wars: Maul – Shadow Lord

Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Star Wars: Maul – Shadow Lord

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Star Wars: Maul – Shadow Lord (finito il 4 maggio, giorno per nulla casuale) ha decisamente rispettato tutte le aspettative di cui si era fatta carico. Riuscire a non deludere le aspettative dei fan di Star Wars è una delle cose più complicate del mondo, tanto è vasto e frammentato il pubblico della saga creata da George Lucas. Eppure, Dave Filoni (che storicamente è uno dei pochi che riesce a mantenere una coerenza con le origini di Star Wars) ce l’ha fatta di nuovo. Già con The Clone Wars e Rebels, le altre due serie animate che spandevano l’universo già piuttosto ampio di Star Wars, Dave Filoni aveva fatto capire quanto fosse attaccato alla saga e ai suoi personaggi. Un attaccamento che si nota sullo schermo e che ricorda molto quello di un fan, prima ancora di un regista e creatore.

Star Wars: Maul – Shadow Lord segue perfettamente questo filone positivo, confermandosi una serie coerente con l’universo narrativo di Star Wars ma soprattutto avvincente e perfettamente in grado di sussistere anche da sola.

Complice il fatto che Darth Maul è uno dei personaggi più interessanti dell’intero universo, particolarmente ammirato anche dallo stesso Lucas che se avesse potuto gli avrebbe sicuramente dedicato più spazio anche nelle trilogie originali.


Star Wars: Maul - Shadow Lord
credits: Disney+

Ma ci pensa, fortunatamente, Star Wars: Maul – Shadow Lord a raccontare, per la prima volta con questi toni, il signore dei Sith. Maul è un personaggio particolare e sicuramente complesso, che porta con sé una storia complicata e traumatizzante e che, di conseguenza, appassiona e incuriosisce. A partire dalla sua stessa estetica, Darth Maul (doppiato da un acclamatissimo Sam Witwer) è un villain in grado di ammaliare e di provocare una certa curiosità. Se poi si conosce la sua storia, tutto cambia prospettiva e comincia a delinearsi anche come figura duale. Intrappolato tra bene e male, tra vendetta e malinconia. Star Wars: Maul – Shadow Lord riesce nell’intento di mostrare Maul in tutte le sue sfaccettature, anche quelle che fino ad oggi non erano mai state mostrate. O, almeno, non in maniera così narrativamente efficace.

In Star Wars: Maul – Shadow Lord finalmente vediamo un Darth Maul in difficoltà, alle prese col suo passato. Alle prese con la vendetta, ma con la consapevolezza di doverne pagare il prezzo.

Finalmente captiamo un Darth Maul con delle fragilità che, seppur ben nascoste agli occhi di tutti, lo rendono il villain che è. Lo stesso Dave Filoni lo descrive come un villain perpetuo, difficile da eliminare e soprattutto alimentato da un sentimento talmente verace da renderlo quasi imbattibile.

In Star Wars: Maul – Shadow Lord le vicende si svolgono su Janix, un pianeta austero e piuttosto umile, rimasto fuori dalle grinfie dell’Impero. A tenerlo al sicuro è il capitano Lawson, detective della polizia locale che si barcamena tra la complicata vita privata e l’ancora più complesso lavoro di polizia. A minare l’apparente quiete di Janix, in realtà scenario di contrabbandi di vario genere, arriverà Darth Maul e la sua organizzazione sindacale decisa a contrastare l’Impero. È importante capire, anche se non si coglie subito, che l’obiettivo di Maul non è quello di distruggere l’Impero in quanto tale, ma colpire il suo Imperatore, Darth Sidious. Quest’ultimo lo ha tradito e anche se inizialmente non capiamo in che modo (chi conosce l’universo di Star Wars ovviamente lo sa già), alla resa dei conti di Maul vediamo quale era stato il motivo della tensione.


Ed è proprio in quel momento, il momento di fragilità più alta di Maul, che cominciamo sul serio ad appassionarci al suo personaggio che fino ad ora amavamo già ma che sapevamo avrebbe avuto molto altro da dire.

Star Wars: Maul – Shadow Lord
credits: Disney+

Nel momento in cui Maul è ferito, vulnerabile e ad un passo dalla morte, rivediamo i suoi ricordi più dolorosi.

Nella 1×08 di Star Wars: Maul – Shadow Lord si delinea finalmente l’introspezione del personaggio. È qui che Dave Filoni ci da esattamente quello che stavamo aspettando, quella cosa in più che fino ad ora non avevamo mai visto. Darth Maul è quasi sconfitto, è intrappolato e senza forze.


Per tornare a cercare la sua vendetta deve combattere prima di tutto contro se stesso e contro il suo corpo in decadenza. Deve riemergere e provare davvero di essere perpetuo e indistruttibile. Ma la sua mente ha le sue falle, e i ricordi sono troppo dolorosi per non venire a galla proprio in quel momento. Savage, suo fratello, che lo ha già aiutato una volta a sopravvivere ma che non ne è uscito vivo. Per colpa proprio di Darth Sidious, l’uomo contro cui Maul vuole scagliare la sua vendetta più cruenta. E poi Obi-Wan Kenobi, la sua spada e quel suo maledetto credo Jedi.

Darth Maul è intrappolato nella sue stessa testa e rivive in maniera ancora più dolorosa tutti i traumi che lo hanno reso tale. O che hanno contribuito a renderlo tale.

Perché la forza di Maul è proprio la sua conoscenza del bene e del male, a prescindere dalle sue esperienze.

Darth Maul, che ci affascina esteticamente, ha anche un carattere veramente interessante che emerge molto bene in Star Wars: Maul – Shadow Lord. Non è solo forte e non è solo impavido. È piuttosto saggio, sa cosa significa ragionare sul bene e sul male, sul conflitto universale che porta chiunque a prendere delle decisioni. In quella che inquadra come sua apprendista, Devon, vede lo stesso conflitto e vede soprattutto l’opportunità di scioglierlo. Devon, per parte sua, è fedele al suo maestro ed è una Jedi reduce dall’Ordine 66 (che ha epurato tutti i Jedi).Ma la sua fedeltà all’ordine vacilla nel momento in cui capisce quanto sia complicato vivere sotto l’Impero in quel modo.


Comprende che dovrà adattarsi e lo sconforto sembra inizialmente portarla verso il dubbio. Sarà Darth Maul a provare a convincerla, salvandole la vita più volte e cercando di farle capire come i due estremi di luce e ombra abbiamo un equilibrio molto instabile.

Maul sa che la verità sta nelle decisioni che prendiamo, nella rabbia che utilizziamo come strumento, nei sentimenti più potenti che ci spingono a fare delle scelte. Darth Maul è un villain dalle emozioni capibili che non ha gli strumenti per redimersi.

Star Wars: Maul – Shadow Lord
credits: Disney+

E, per questo, è il villain perfetto. E in Star Wars: Maul – Shadow Lord è palese. Grazie alla sua fortissima dualità, empatizziamo con lui e riusciamo tranquillamente a tifare per lui. Perfino quando a combattere contro di lui è (attenzione, mastodontico spoiler) Darth Vader. Perché quello che vediamo è un Darth Vader ancora acerbo, più forte di chiunque altro ma per nulla caratterizzato. Non è il villain dei villain che conosciamo dalla trilogia originale. In Star Wars: Maul – Shadow Lord è solo un nemico molto potente che ha il compito di neutralizzare Maul. Ma in Star Wars: Maul – Shadow Lord noi tifiamo per Maul, e tifiamo perfino che Devon colga l’occasione di divenire la sua padawan. Cosa che accade, su un finale al cardiopalma che ci convince ancora di più della qualità della serie stessa.

Dave Filoni realizza una prima stagione (è in arrivo la seconda) di Star Wars: Maul – Shadow Lord in cui è inizialmente difficile entrare, come accade spesso nei prodotti di Star Wars, complessi e stratificati. Ma nel momento in cui le dinamiche si dispiegano e i personaggi cominciano a prendere terreno, Star Wars: Maul – Shadow Lord diventa una vera gemma.

Di animazione ma soprattutto di narrazione. È tutto quello che volevamo: Darth Maul nella sua essenza più vivida, spietata e malinconica.