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The Boys 5×05 – La differenza tra colpa e vergogna

Un'immagine di Soldier Boy in The Boys
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Nell’antichità c’era una sottile differenza tra colpa e vergogna. Una differenza impercettibile ma che si è venuta ad accentuare nel tempo fino a rappresentare un solco insuperabile. Fino ad arrivare a distinguere nettamente una civiltà di vergogna da una civiltà di colpa. Questo è l’oggetto della recensione della 5×05 di The Boys, un apparente episodio filler che ci catapulta invece nel senso di colpa e di vergogna di ogni villain, compreso quel teppistaccio di Terrore.

Per Eric Dodds il mondo greco in origine era una civiltà in cui non tanto la responsabilità personale quanto il giudizio degli altri determinava il tuo valore e disonore. Pensiamo ad Aiace, toltosi la vita per essersi reso ridicolo e aver perso così la buona reputazione che gli altri nutrivano in lui. O Agamennone disposto a prendersi la schiava di Achille suscitandone l’ira funesta pur di non rinunciare al proprio bottino, non per avidità ma perché Criseide era espressione materiale dell’onore ottenuto in guerra.


In questo solco, in The Boys, si collocano alcune figure. Anzitutto Abisso.

Per Abisso non c’è tanto una responsabilità personale, un senso di colpa intimo. No, lui valuta positiva o negativa un’azione soltanto in base a come la percepiscano gli altri, e in particolare Patriota. Non vuole essere sincero quanto fingere un sincero pentimento. Non vuole essere onesto, quanto piuttosto sicuro di non essere scoperto. Così non ha scrupoli morali nel prendersi il merito del rapimento di Stan Edgar al posto del ‘bro’ Black Noir II (Justin). Tutto pur di accaparrarsi i favori di Patriota e vederne giovata la reputazione. Lui che è tormentato dall’idea che tutti lo trovino stupido.

Justin in The Boys
Credits: Amazon Prime Video

Proprio Black Noir II è afflitto dalla vergogna per il ‘premio’ che Abisso gli ha tolto, come Odisseo che con l’inganno sottrae il premio delle armi di Achille al più meritevole Aiace. Ma in Justin, il volto dietro Black Noir di The Boys 5, c’è anche un forte senso etico lavorativo. Una volontà di donarsi completamente al teatro. Non tanto per il riconoscimento degli altri (anzi, deve tenerlo segreto a Patriota) ma per se stesso. Perché attraverso l’arte recitativa si sente felice, realizzato.

Sarà ancora una volta Abisso a togliergli questa luce, uccidendo grottescamente Adam, il regista che aveva visto in Justin un promettente attore di Broadway. E d’altronde grottesco è tutto l’episodio, giocato sull’assurdo e sul ribaltamento comico. Come in Dante, non è tanto nell’oscura forza maligna che sta il potere del male, di Satana, ma proprio nel comico e nel grottesco. Come il Barbariccia a capo dei Malebranche nella Commedia, anche i villain di The Boys 5 sono ridicoli, goffi, tragicomici. È la banalità del male che abbiamo già visto The Boys 5×04 – La recensione.


Uguale ad Abisso in The Boys è anche Firecracker.

La reputazione che Patriota ha di lei è ciò che più conta. Per questo, in una graduale, irreversibile caduta morale Firecracker in The Boys arriva a rinnegare Gesù, la sua fede e perfino il predicatore che tanto bene le aveva fatto quando era solo una bambina. Le scende l’ultima lacrima e con lei scivola via ogni rigurgito morale. Senza più altro dio all’infuori di Patriota il suo arco narrativo si chiude nell’unico modo possibile, con una morte senza gloria e senza onore.

Firecracker in The Boys
Credits: Amazon Prime Video

Per capire l’uccisione di Firecracker in The Boys dobbiamo capire l’assurdo che c’è in Patriota. Non è tanto a causa del “tradimento” con Soldatino (e neanche per i dubbi che la donna ha palesato al padre di John) che sta il gesto estremo. Patriota stava per lasciarla andare ma è soltanto dopo le suppliche che compie l’omicidio. Perché? Perché non c’è debolezza peggiore per lui che quella di una donna disposta a tutto per lui e che potrebbe quindi renderlo vulnerabile. Nella sua perversa sociopatia Homelander teme l’abbandono, il tradimento, l’idea di non essere più amato. Non c’è perciò nulla di peggio che sapere di essere adorato e rischiare, prima o poi, di finire per non esserlo più. Con l’uccisione, Firecracker rimane invece sua innamorata suddita e seguace. Per sempre.


Patriota vuole un consenso totale, una sottomissione assoluta e devota, un amore incondizionato che può avere in un solo modo: farsi dio ed essere venerato come un dio. Anche nel suo caso non c’è colpa che tenga ma solo la vergogna di vedere infangata la propria reputazione. Non è così però per tutti i villain di The Boys.

Prendiamo Sister Sage, per esempio, e la stessa Ashley.

In loro due non c’è tanto la volontà di essere riconosciuti dagli altri quanto la strumentalizzazione dell’altro per realizzare se stesse. Sister Sage ha finalmente svelato il suo reale, grottesco obiettivo: la distruzione della specie umana così che possa “Leggere ogni giorno, tutto il giorno. Nessuno che mi disturbi. Soltanto pace e serenità per sempre“. Ashley invece è scissa in un bifrontismo fisico e morale: da un lato la paura di andare contro Patriota, dall’altro i suoi ideali giovanili messi da parte per un brandello di potere.

Soldatino
Credits: Amazon Prime Video

E poi Soldatino. Uno che in passato ha vissuto per il riconoscimento. Da parte della sua famiglia, dell’America, del mondo. Non voleva essere un eroe, voleva essere l’Eroe e non importava se non lo era nei fatti. L’importante è che lo credessero tutti. Ora però questo sembra importargli meno. In lui c’è forse un sentimento familiare nuovo se leggiamo correttamente la decisione di non rendere mortale Patriota. Nella 5×05 di The Boys sceglie di schierarsi con suo figlio, anche a costo di condividere con lui l’immortalità. Anzi, proprio per questo.


È uno strambo asessuato del ca**o ma per quanto mi pesi dirlo è il mio strambo asessuato del ca**o“. Un sentimento che lo avvicina decisamente a una morale personale, per quanto pur sempre perversa e grottesca, ben evocata nella malriuscita frase “Nessuno fotte mio figlio tranne me“.

E allora tra civiltà di colpa e civiltà di vergogna, tra chi agisce per ben apparire e chi agisce per tornaconto personale si delinea un carosello di diavolacci.

A questo spettacolo non si sottrae neanche Butcher che torna ad avere una compassione genuina per qualcuno che non sia il suo adorato Terrore. Billy accetta infatti di cercare un vaccino nel caso i Boys entrassero in possesso del primo composto V. Accetta di tenere in vita la speranza di salvare Annie e Kimiko. Di salvare chi se lo merita. Sceglie la colpa alla vergogna.

Terrore in The Boys
Credits: Amazon Prime Video

Questa è la 5×05 di The Boys: un inferno dantesco grottesco, comico, farsesco in cui la tragicommedia della vita fa un tutt’uno con le debolezze, ma anche le forze, di ogni personaggio. Nell’inesausta ricerca da parte di ognuno di approvazione. Approvazione da parte di altri o di se stessi. Nella consapevolezza che agire per vergogna significa essere disposti a tutto mentre agire per colpa spesso significa tornare a essere umani. Tornare ad avere una propria, personalissima ma onorevole morale. Quella che s’è riconquistato A-Train in The Boys 5×01-02 ma che ora non ha saputo abbracciare nella morte Firecracker.


Emanuele Di Eugenio

E se volete prolungare l’esperienza di visione, ogni settimana su Hall of Series Discover trovate sia le Pagelle della puntata di The Boys (qui quelle della quinta) che l’analisi dettagliata dei temi di puntata più interessanti e intricati: oggi parliamo di Stormfront e ci chiediamo, perchè la menzionano tutti?