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The Acolyte – La Recensione dei primi due episodi della nuova serie di Star Wars

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla serie di Star Wars The Acolyte

Torniamo nella galassia lontana lontana che tanto amiamo con il primo appuntamento seriale, in live action, dell’anno. Stavolta ci spingiamo davvero “lontano lontano”, perché Star Wars: The Acolyte, presentato in Italia col sottotitolo La seguace, esplora un periodo decisamente inedito della timeline del franchise. Siamo 100 anni prima dell’ascesa dell’Impero. Al tempo dell’Alta Repubblica. Molto prima, dunque, dei fatti narrati ne La minaccia fantasma, finora il primo – cronologicamente – appuntamento della saga. Una grandissima novità, dunque, da cui è bene partire per analizzare ciò che abbiamo visto nelle prime due puntate della serie.

The Acolyte infatti, con la sua collocazione temporale, apre nuovissime, e grandissime, frontiere narrative. Siamo in un territorio vergine, in un periodo di stabile e prolungata pace, in cui i riferimenti entro cui siamo abituati a muoverci non ci sono. Non esiste il binomio tra Repubblica e Impero. Non ci sono due poli ben riconoscibili, ma a dominare sono le sfumature e queste caratterizzano la narrazione di The Acolyte. Siamo di fronte a una serie molto interessante, partita bene con i primi due episodi. Ma scendiamo più a fondo nell’analisi.

Cosa abbiamo visto nelle prime due puntate di The Acolyte

Senza dilungarci troppo nel riassunto, ripercorriamo brevemente ciò che abbiamo visto nelle prime due puntate di Star Wars: The Acolyte – La seguace. E soprattutto andiamo a soppesare cosa ci aspettiamo di vedere nelle prossime puntate. Ad aprire le danze è l’uccisione di una maestra Jedi per mano di una misteriosa assassina. I sospetti cadono sull’ex allieva Osha, prima di scoprire che ad uccidere Indara è stata in realtà Mae, sorella gemella di Osha, ritenuta morta da tempo. Da qui parte la caccia all’assassina, portata avanti da Sol, ex maestro di Osha, dalla padawan Jecki Lon e dal cavaliere Yord Fandar. Una caccia che promette di far luce sul misterioso passato delle due sorelle e soprattutto sulla guida che muove le azioni di Mae.

Le prime due puntate di The Acolyte hanno disseminato parecchi misteri. Innanzitutto c’è la missione di Mae. L’identità del suo maestro è misteriosa, ed è uno dei grandi interrogativi della serie disponibile su Disney+. Per di più, l’azione della giovane sembra seguire uno schema. Una vendetta per qualcosa che ha subito nel passato e tutto fa pensare che le motivazioni riconducano alla morte della famiglia delle due sorelle. Al fianco alle grandi domande poste da questo primo, doppio, appuntamento con la nuova serie di Star Wars ci sono altre questioni, come i rapporti interpersonali, tra Osha e Mae e tra loro due e Sol, e come il racconto del complesso Ordine Jedi, che trova ora in The Acolyte una nuovissima definizione.

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Lo scontro che apre la prima puntata di The Acolyte

Alla scoperta dell’Ordine Jedi

Come detto in apertura, The Acolyte si colloca in un periodo inedito della storia di Star Wars. Questa novità offre lo spunto per osservare meglio l’Ordine degli Jedi, una delle grandi costanti della narrativa del franchise, i cui contorno, nonostante la sua centralità nella saga, sono rimasti spesso sfumati. Solo nella seconda trilogia (quella prequel), abbiamo visto l’Ordine in salute. Per il resto, ci siamo abituati a considerare i cavalieri Jedi come dei retaggi di un passato glorioso, costretti a vivere in latitanza e ad agire nell’ombra. Ora finalmente assistiamo a quel mitico passato e lo sguardo approfondito su questa realtà è uno dei punti di maggior interesse della serie.

Star Wars: The Acolyte – La seguace, dunque, introduce un altro tassello fondamentale alla semantica del franchise. Se in Andor abbiamo potuto studiare più da vicino l’ideologia sia della Repubblica che dell’Impero, e in The Mandalorian abbiamo conosciuto il credo dei Mandaloriani, ora ci accingiamo a esplorare la cultura Jedi. Un elemento chiaramente interessante e necessario, la cui cura dirà moltissimo del valore della serie tv di Disney+ nelle prossime settimane.

Due lati della stessa medaglia

Già in queste prime due puntate di The Acolyte abbiamo cominciato ad assistere a questo lavoro di definizione della cultura Jedi. In particolare, uno degli elementi di maggior interesse venuti fuori da questi episodi inaugurali è la contrapposizione tra Osha e Mae. Le due gemelle incarnano due approcci completamente opposti alla Forza e insieme simboleggiano quella lotta interiore tra bene e male che ogni Jedi si trova a vivere e che costituisce uno dei nuclei concettuali dell’intero franchise. Mae è una sorta di incarnazione del potere del lato oscuro. Osha simboleggia tutte le difficoltà di mantenere un contatto positivo con la Forza. Insieme le due sono una grande rappresentazione del potere ambivalente della Forza.

Questa rappresentazione fisica delle due vie che un Jedi può seguire è una scelta, almeno sinora, vincente. L’interazione tra le due sorelle è uno dei punti di maggior interesse di Star Wars: The Acolyte – La seguace anche per l’evoluzione di questo nucleo tematico. Staremo a vedere cosa ci regaleranno le prossime puntate, ma l’inizio è sicuramente convincente.

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Lee Jung-jae nei panni del Maestro Sol

Il primo sguardo a The Acolyte è decisamente positivo

Dopo aver parlato dei principali punti d’interesse intravisti nelle prime due puntate di The Acolyte, andiamo a valutare già che abbiamo visto nelle prime due puntate. Il primo sguardo alla nuova serie di Star Wars è sicuramente positivo. La narrazione adotta un tono maturo, che ormai sta contrassegnato con sempre più convinzione il franchise, sulla falsariga di ciò che abbiamo visto nella sorprendente Andor e in parte in Ahsoka. La grande novità sta nell’impianto mistery, capace di arricchire notevolmente la trama regalando tensione e ritmo. A concorrere alla riuscita della serie c’è poi un grande cast, che conta sulla star di Squid Game Lee Jung-jae, sulla giovane Dafne Keen (protagonista della splendida Queste Oscure Materie), su Charlie Barnett e soprattutto su Amandla Stenberg, la, ormai cresciutissima, Rue di Hunger Games, che ha il delicato compito di vestire i panni della doppia protagonista.

Ci lasciamo, dunque, con un giudizio positivo sulle prime due puntate di Star Wars: The Acolyte – La seguace. Ora ci sarà da capire come si evolverà la storia. Cosa vedremo nelle prossime puntate e soprattutto che forma prenderanno i misteri disseminati in queste prime due puntate, nonché il ragionamento sul complesso Ordine degli Jedi. Per ora, però, c’è moderata soddisfazione. Tireremo le somme alla fine della stagione, con una recensione globale su tutti gli episodi di The Acolyte. Per il momento, bentornati a tutti nella galassia che tanto amiamo e che vogliamo omaggiare con le 15 citazioni più iconiche della saga.