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Slow Horses 5×03 – La destabilizzazione è servita

Jackson Lamb in una scena di Slow Horses 5x03

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Slow Horses 5×03!!

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Davvero bella questa quinta stagione di Slow Horses (tra le serie tv più attese del momento su Apple TV+). Lo show ha conservato la capacità di mantenere alta la tensione bilanciando humour e dramma al punto da rendere grandiose anche delle scene nelle quali i personaggi stanno semplicemente seduti. Il terzo episodio di Slow Horses 5 inizia con una situazione esterna molto caotica. Delle automobili sono esplose all’improvviso in tutta la città. Qualcuno ha contaminato il carburante, che poi i distributori hanno messo in circolo nelle macchine. La viabilità ha avuto più di un problema, il traffico è bloccato e la polizia è impegnata a spegnere i veicoli esplosi.

Fortunatamente non ci sono stati morti, solo dei feriti qua e là, ma c’è chiaramente un disegno dietro le esplosioni e la cosa preoccupa molto tutti, agenti e politici. Soprattutto considerando che, appena qualche giorno prima, un uomo armato aveva aperto il fuoco in pieno centro uccidendo 11 persone. Non ci vogliono proprio i servizi di intelligence per capire che Londra potrebbe essere sotto attacco. Mentre fuori la situazione è agitata, all’interno dei locali dei servizi segreti, è tutto ristagnante. Gli agenti dell’MI5, nel finale della scorsa puntata, hanno tratto in “arresto” i membri del Pantano. La curiosa coincidenza per cui i proiettili che volevano far fuori Roddy Ho fossero gli stessi usati nella strage di Abbottsfield ha immediatamente allertato il Park, che non si fida di Lamb e dei suoi uomini e vuole vederci chiaro.

Sono tutti reclusi in una stanza, privati degli strumenti di lavoro e costretti a starsene con le mani in mano mentre il Park prova a interpretare gli eventi degli ultimi giorni.

L'agente Coe ha una teoria sulla
Credits: Apple TV+

Non bisogna pensare però che Slow Horses 5×03 sia un episodio riempitivo o di attesa. Questo show ha mostrato di saper condensare l’azione anche in sequenze apparentemente statiche, dove i personaggi si insultano e restano in attesa degli eventi. È bello vedere come sia cresciuta la chimica tra i vari membri del Pantano. Nelle prime stagioni, ogni ronzino agiva in maniera indipendente. Erano personaggi che di rado si incrociavano ed era difficile aspettarsi una vera e propria collaborazione tra di loro. Arrivati alla quinta stagione invece, si è sviluppato un certo senso di appartenenza che lega tra loro i ronzini. Hanno elaborato un loro linguaggio, dei codici assurdi attraverso cui loro – individui all’apparenza tendenti all’afasia – riescono a comunicare.

E il fatto che a orchestrare il tutto ci sia un poco speranzoso Jackson Lamb, rende tutto molto più divertente e vivace. Ad ogni modo, in Slow Horses 5×03 si sta mettendo in atto quella che Coe chiama “strategia di destabilizzazione”. Il punto 3 di questa strategia, che arriva dopo la strage Abbottsfield, è il congestionamento del traffico. Sembra una follia da nerd in stile Live Free or Die Hard, ma effettivamente Coe potrebbe essere un personaggio meno stravagante di quanto si pensi e potrebbe averci visto giusto. Il punto 4 della strategia di destabilizzazione da lui paventata dovrebbe prevedere l’uccisione di un leader politico populista.

Sarà un caso che a Londra stanno per tenersi le elezioni per il sindaco?

Taverner all'interrogatorio con Roddy Ho in Slow Horses 5x03
Credits: Apple TV+

Abbiamo avuto modo di conoscere i due candidati, Gimball e Jaffrey (Nate in Ted Lasso), che parlano alla popolazione da due visioni opposte del mondo. Avrebbero dovuto tenere un confronto elettorale in diretta, ma i fatti recenti hanno spinto lo staff di Gimball ad annullare il dibattito. I candidati terranno dei comizi separati in due punti diversi della città. C’è da aspettarsi un’altra mossa dei misteriosi terroristi? Il plot twist finale di Slow Horses 5×03 rende le cose ancora più interessanti: il ragazzino ambientalista con i capelli colorati che nella scorsa puntata aveva preso dai terroristi la sostanza inquinante che ha mandato in tilt la circolazione della città, è il figlio di Jaffrey. Che, invece di tenere nascosta l’informazione al mondo intero, lo ha spiattellato in una diretta social in cui si è auto accusato dell’avvelenamento del carburante.

Che possa essere proprio Jaffrey il candidato in pericolo? Al momento sembra che siano solo i ronzini a dar credito alle teorie di Coe. Con uno strabiliante lavoro di squadra (e con un accendino, una bomboletta spray e un estintore) gli agenti del Pantano si sono sfilati dalle grinfie dell’MI5 e sono tornati finalmente liberi di agire. Jackson Lamb ha forse un piano per scoprire cosa vogliono i terroristi? La cosa è ancora poco chiara. Sappiamo che c’è un gruppo che lavora nell’ombra per mettere in ginocchio la città, ma ma non sappiamo cosa stia cercando realmente. Qual è il vero obiettivo di terroristi? Ci sono ragioni politiche dietro il loro agire o vogliono qualcosa di specifico?

I prossimi tre episodi di Slow Horses scioglieranno il dubbio.

Intanto, un altro momento altissimo di questa stagione è l’interrogatorio di Diana Taverner a Roddy Ho. Ho è un personaggio che sta avendo molto più spazio in questa quinta stagione. Hacker irritante e sociopatico, si è sempre distinto per la sua antipatia e le sue manie da megalomane (che probabilmente nascondono almeno una decina di traumi). Il fatto che sia diventato il bersaglio di qualcuno nei nuovi episodi di Slow Horses lo ha posto al centro della trama. Si può dire che Roddy rappresenti un po’ la linea comica della quinta stagione. Le fasi del suo interrogatorio sono deliranti. Qualsiasi sceneggiatore, al momento della scrittura, le troverebbe esagerate. Invece sulla scena sono divertentissime e risultano uno dei momenti migliori della stagione.

Roddy Ho interrogato dal Park
Credits: Apple TV+

La follia di Roddy è controbilanciata dall’atteggiamento analitico e sferzante di Taverner, che gli scuce tutte le informazioni senza dover ricorrere a chissà quale metodo. Scopriamo che Roddy ha fatto vedere a Tara il modo in cui violare il sistema dell’MI5. Lo confessa come se fosse un indizio trascurabile, ma l’espressione sconcertata della Taverner chiarisce tutto. C’è un motivo per cui Roddy Ho è finito al Pantano, dopotutto. Ci ha messo pochissimo a riprendere quota, Slow Horses. E adesso vola alto, come sempre.

River, Shirley, Standish, Coe e persino Roddy sono parte di una squadra. Recalcitrante, disagiata e sbrindellata, ma pur sempre una squadra. È questa finora la novità migliore di Slow Horses.

Per il resto, lo show non fa niente di diverso da quello che ha fatto nelle stagioni precedenti: propone una storia con alto tasso di tensione e la lascia sfumare attorno al brutto carattere e all’umorismo dei personaggi, con cui ormai abbiamo preso una certa confidenza. La settimana prossima avremo superato la metà della quinta stagione (disponibile con un episodio a settimana su Apple TV+), quindi c’è da aspettarsi un maggior carico di tensione e forse i primi veri confronti con i terroristi. Dopo la strage di Abbottsfield, il caos provocato delle esplosioni delle auto e l’uccisione di pinguini allo zoo, capiremo già dal prossimo episodio quali sono le loro intenzioni reali? E davvero uno dei due candidati è in pericolo? Qualsiasi cosa accada, speriamo solo che le loro sorti non siano nelle mani di Roddy Ho e delle sue spade laser.