ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul primo episodio di Rooster!!
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Se avete già dato uno sguardo ai titoli in uscita questa settimana, sapete che, oltre all’attesissimo ritorno di One Piece su Netflix, un’altra serie da tenere d’occhio è Rooster. Ve ne avevamo già parlato nella nostra Guida alle serie tv di marzo 2026, dove vi anticipiamo le novità più interessanti in arrivo. Rooster aveva catturato la nostra attenzione per una serie di motivi. Bill Lawrence, innanzitutto. È sua infatti la firma sullo show, il cui primo episodio è stato rilasciato lunedì 9 marzo sulla nuova piattaforma HBO Max. Si tratta di una delle novità più promettenti della neonata piattaforma sul fronte delle comedy. Bill Lawrence, che conosciamo per Scrubs, Ted Lasso e Shrinking (attualmente in onda su Apple TV+), è d’altronde una garanzia e Rooster potrebbe solo confermare le attese.
Il tocco del suo autore è riconoscibile già dal pilot: dialoghi veloci, personaggi bizzarri, situazioni un po’ eccentriche, momenti imbarazzanti e improvvise virate su un’emotività più nascosta e sottile. La comicità di Bill Lawrence è fragile e spiazzante. I suoi prodotti possono definirsi delle commedie solo in superficie. Sotto, oltre lo strato di battute e gag divertenti, si nasconde un cuore grande, una emotività che fa vacillare non solo personaggi, ma anche chi guarda. E Rooster, il suo ultimo lavoro scritto insieme a Matt Tarses, sembra volersi inserire proprio nel solco di questo stile già consolidato.
Ma di cosa parla la serie tv?
Il primo episodio ci ha sosanzialmente presentato i personaggi e il contesto nel quale si troveranno a operare. Greg Russo (Steve Carell) è uno scrittore di “libri da spiaggia“, che arriva al Ludlow College per supportare sua figlia Katie (Charly Clive) che sta attraversando un’improvvisa crisi matrimoniale. Greg vorrebbe apparire come un uomo sicuro, ma si rivela impacciato in più di un’occasione. Viene invitato al campus a fare una lettura dei suoi romanzi, ma il primo incontro con gli studenti è a metà tra l’imbarazzante e il surreale. La spigliatezza della scrittura crea subito un cortocircuito comunicativo tra il protagonista e l’ambiente circostante. Greg non viene trattato come un intellettuale, ma come un personaggio pubblico da essere o celebrato – come si fa con le icone pop – o demolito come atto di ribellione alla forza del mainstream.
Rooster abbonda sin da subito con battute che generano situazioni imbarazzanti, calcando la mano su ingenue incomprensioni che si trasformano in altro. Ma uno dei temi centrali dello show, come abbiamo avuto modo di capire dal primo episodio, è quello delle relazioni familiari. Greg è arrivato al campus per essere di supporto a sua figlia, che è appena stata lasciata da suo marito Archie (Phil Dunster), che l’ha tradita con una studentessa, Sunny (Lauren Tsai). Sia Katie che Archie lavorano come insegnanti al Ludlow College e il precipitare della loro relazione ha creato una sorta di scandalo all’interno del campus. Greg, il cui matrimonio non è andato a buon fine, vorrebbe essere d’aiuto per sua figlia, probabilmente per impedirle di vivere la stessa drammatica situazione che ha vissuto lui. Ma esserlo non sarà semplice.
Il rapporto tra padre e figlia sarà quindi il perno su cui ruoteranno le vicende dei dieci episodi di Rooster, tra risate e momenti più commoventi.
L’altro principale motivo per cui guardare questa serie tv è naturalmente Steve Carell, uno dei volti comici più famosi della televisione. È lui a interpretare Greg Russo, un personaggio che appare sin da subito molto stratificato. Greg dà l’aria di voler apparire sempre molto sicuro di sé, ma quando si arriva al dunque tentenna e si incasina. È la personificazione dello spirito di Rooster: divertente e spassoso all’esterno, nel primo strato superficiale, e fragile ed emotivamente vulnerabile nel profondo. A lui si oppongono delle figure maschili che mettono in risalto quello che il protagonista vorrebbe essere ma non è.
Una delle prime immagini che vediamo nel pilot è quella di un uomo muscoloso che gira per il campus a petto nudo, sicuro di sé e quasi spavaldo. Sono d’altronde i tratti di Rooster, il protagonista dei libri scritti da Greg. Una sorta di suo alter ego in cui lui proietta le qualità che vorrebbe avere ma non ha. Il volto di Steve Carell riesce a rendere perfettamente questa tipologia di personaggio, oscillando sempre tra il comico e il malinconico. Greg Russo vorrebbe essere Rooster, ma sa di essere un uomo un po’ impacciato che si trascina avanti con delle ferite ancora aperte. I prossimi episodi scaveranno più a fondo nel passato del protagonista e nel suo rapporto con la figlia, ma già da questo primo episodio intuiamo che il collasso del suo matrimonio deve avergli lasciato un vuoto profondo dentro.
Rooster potrebbe essere una storia di crescita personale, dove ciascuno impara qualcosa dai propri errori.
L’ambientazione universitaria si presta a questo tipo di chiave di lettura: all’interno del campus il processo di apprendimento non è mai unidirezionale. Gli insegnanti possono imparare qualcosa dagli studenti e restituire agli altri una versione migliore di sé, da cui trarre ulteriori insegnamenti. È un po’ quello che abbiamo già visto in Scrubs, in Ted Lasso o in Shrinking. Ogni personaggio impara qualcosa, dai propri propri errori così come dall’esempio degli altri. Dylan Shepard (una già convincente Danielle Deadwyler) e il preside del college Walter Mann (John C. McGinley) accompagneranno Greg Russo nella sua nuova vita all’interno del campus.
Rooster si preannuncia come una commedia dai toni pacati, che resta nella comfort zone già tracciata da Bill Lawrence con gli altri suoi lavori. Ogni settimana avremo modo di approfondire personaggi e vicende, ma sappiamo di non essere di fronte a una commedia sguaiata, a un prodotto corrosivo e irriverente o a uno show che cerca per forza la risata. Non possiamo ancora dare un giudizio complessivo sul prodotto, il pilot è stato solo un episodio di “costruzione“, un’introduzione a tutti gli effetti. Abbiamo visto ancora troppo poco, è vero. Ma tanto ci è bastato per capire che questa serie può essere davvero promettente.







