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Half Man 1×01 – La Recensione del pilot scomodo e scioccante della serie HBO di Richard Gadd, dopo Baby Reindeer

Half Man, serie tv da vedere su HBO Max

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul pilot di Half Man, la nuova serie di Richard Gadd!!

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Half Man ti accoglie con un pugno in pieno volto. Non solo metaforicamente: letteralmente. Un destro violento, chirurgico, brutale. Scagliato senza remore, senza tentennamenti, con la foga di chi ha abbandonato da un bel po’ i sensi di colpa. È un pugno che viene da lontano. Atteso, forse inevitabile, sicuramente punitivo. Si abbatte con violenza sulle mandibole di un uomo indifeso, lontanissimo dal voler azzardare qualche forma di autodifesa. Spezza l’aria tesa di una conversazione difficile e si scaglia su una scena spoglia, ma carica di vibrazioni sommerse e silenziose. Richard Gadd scegliere la brutalità per introdurre il suo nuovo lavoro, non così dissimile dal precedente.

Half Man parla di mascolinità tossica, desideri repressi e relazioni complesse. E lo fa con quello stile asciutto e diretto con cui abbiamo imparato a conoscere Gadd. Il suo Baby Reindeer, una “commedia” che ci ha portato nel dramma della vita vera, è diventato un successo mondiale. È stato uno dei titoli di punta di Netflix e ha introdotto il suo autore nel mondo della serialità che conta. E sembra proprio che il pezzo forte di Gadd siano storie dolorose e controverse, in cui una nube di tossicità pervade il racconto dall’inizio alla fine. Il suo è un linguaggio autentico, schietto, che non lascia spazio a edulcorazioni. Racconta la verità senza averne paura, sfidando quasi i suoi spettatori ad avventurarsi su un terreno scivoloso.


La brutalità è un tratto distintivo delle opere di Gadd.

Niall da ragazzo in una delle scene iniziali della serie
HBO Max

Ma non si tratta soltanto di brutalità fisica, di violenza esplicita. Le sue storie vanno più in profondità, parlano di un dolore che non è solo fisico ma anche e soprattutto psicologico. Un’ombra che si insinua nelle cavità nascoste della psiche e influenza i futuri comportamenti dei personaggi. Una specie di morbo invisibile e silenzioso che consuma da dentro, che danneggia qualcosa e poi si manifesta in piccoli disturbi della personalità, in tic nervosi, in ansie personali e sociali, in problemi relazionali e così via. Half Man resta fedele allo stile del suo autore, non si discosta dalla poetica di Gadd.

La serie parla di una relazione complicata tra due “fratellastri“ che si rincontrano dopo diversi anni. Richard Gadd (di cui abbiamo scovato 7 interessanti curiosità) è Ruben, un uomo arrabbiato e violento che sembra voler pareggiare i conti con il passato attraverso le botte. Davanti a lui, in abito nuziale scozzese, c’è Niall (Jamie Bell), un uomo minuto e dall’aspetto gracile, tutto tremante dinanzi alle provocazioni del fratello. Ruben e Niall non sono fratelli di sangue. Le loro madri avevano una relazione sentimentale, ma di geni in comune neanche l’ombra. Se la prima scena dice molto sulla cifra stilistica adottata da Richard Gadd, comunica invece molto poco sulla natura del rapporto tra i due personaggi.

Si percepiscono rabbia, risentimento e frustrazione, ma per arrivare al cuore di questa storia è necessario fare più di un passo indietro. Così l’episodio pilota di Half Man ci riporta indietro a qualche decennio prima, quando i due ragazzi frequentavano ancora le scuole superiori.

Richard Gadd e Jamie Bell

La vita di Niall, già difficile per le continue vessazioni dei compagni di classe, è destinata a cambiare quando il figlio violento della compagna di sua madre va a vivere a casa sua. Ruben è due anni più grande, ma è stato bocciato più volte e deve recuperare gli anni perduti. Il ragazzo prende possesso della sua stanza, riscrive le regole di convivenza e costringe Niall ad adattarsi. Ruben non è una persona che si possa facilmente contraddire. È irascibile, collerico, imprevedibile. Ha frequenti scatti di ira e sembra sempre sul punto di esplodere. Niall è terrorizzato dalla sua presenza, eppure resta stranamente affascinato da quel ragazzo col fisico scultoreo, sempre così sicuro di sé e privo di ogni debolezza.


Dove Niall è impacciato, insicuro e vacillante, Ruben è invece irremovibile, tracotante e sfacciato. Tratta tutti con arroganza e sufficienza. È sprezzante e incurante delle regole, vendicativo con chi gli arreca un danno. È caratterizzato da una personalità complessa, nella quale risiedono più anime e varie sfumature. Abituato a rispondere alla sofferenza con la violenza, Ruben immagazzina rabbia e seppellisce insicurezze, mostrando al mondo la faccia da bullo e insabbiando tutto ciò che non riesce a controllare. C’è però qualcosa di molto più sfaccettato nelle profondità del suo personaggio e il primo episodio di Half Man lo suggerisce già in maniera piuttosto chiara.

Gli interpreti fanno, in questo senso, un lavoro eccezionale.

Ruben e Niall nella loro versione giovane in Half Man 1x01
HBO Max

A Richard Gadd sono bastati pochi minuti all’interno di Half Man 1×01 per nascondere dietro gli sguardi carichi di rabbia una fragilità che ha origini molto più profonde. Ma sono soprattutto gli attori che interpretano le versioni giovani di Ruben e Niall a caricarsi sulle spalle il peso della storia. Mitchell Robinson e Stuart Campbell sono i veri protagonisti di questo pilot ed è attraverso i loro sguardi, le loro espressioni facciali e i loro silenzi soffocati che proviamo a capire quale sia il nocciolo del racconto alla base di Half Man. La serie è andata in onda con il primo episodio il 23 aprile su HBO Max e andrà avanti per un totale di 6 puntate con rilascio settimanale.


L’ambiguità che resta sospesa su questo primo episodio è anche una delle ragioni principali per cui siamo spinti ad attendere con curiosità l’uscita delle prossime puntate. Richard Gadd sceglie un incipit molto sfumato, nel quale sono chiarissime le coordinate del suo stile, ma che lascia tutto il resto nell’ambiguità. Il rapporto tra i protagonisti, la natura della loro relazione, i loro trascorsi e le ragioni di tanta rabbia restano sospese, come avvolte da una nebbia soffocante e tossica che poco alla volta proverà a diradarsi.

Il creatore di Baby Reindeer è tornato quindi sulla scena con un altro racconto doloroso che prova a sfiorare le cavità più profonde dell’animo umano.

Quelle stesse cavità in cui si annidano le ragioni dei comportamenti più contraddittori e disturbanti dei suoi personaggi. E quel che colpisce sin da subito di Half Man è lo sguardo lucido con cui Richard Gadd lo fa. Uno sguardo che non ha paura di smuovere desideri frustrati e sentimenti repressi. Che sceglie di raccontare quel che deve con intelligenza, ma senza filtri. E che non ha paura di guidare i suoi spettatori in una visione scomoda e qualche volta scioccante (Baby Reindeer per noi è stata uno shock). Half Man potrebbe consegnarci quindi un’altra prova degna di nota di Richard Gadd, che stavolta ha scelto HBO Max per raccontare la sua storia (dove potete recuperare le migliori serie tv dell’ultimo periodo).