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Outlander 5×10 – Quando Stephen Bonnet mostrò il suo lato umano

Ci siamo! Outlander 5×10 è l’episodio decisivo, il punto d’incontro di tutte le aspettative, le speranze e le ansie accumulate lungo l’intero arco narrativo di questa stagione. Bonnet doveva essere un fantasma, un’ombra nascosta desiderosa di tormentare la mente di Brianna, facendole percepire una minaccia costantemente pronta ad annientarla. Prende quindi vita sullo schermo una lotta psicologica che i personaggi ci impediscono di dimenticare. L’idea di uno scontro sanguinoso, di una vendetta truce diventa l’unica opzione per esorcizzare questa figura oscura dalla vita dei Fraser, perché in fondo:

Ricorda, Bonnet è solo un uomo

Outlander 5×10

Un uomo senza una morale, diffidente nei confronti della realtà e del prossimo, egoista e sociopatico. Il suo linguaggio è il denaro e la promessa di una ricchezza ottenuta con l’inganno optando per la via più breve ma cruenta. Contro di lui l’arma migliore diviene la spada e non la mente e questo Jamie lo sa bene. Tuttavia Bonnet è astuto e troppo concentrato sul suo obiettivo per poter combattere contro i due uomini, ecco perché ci sorprende riuscendo a rapire Brianna.

Outlander 5x10

Outlander 5×10 sfrutta spesso un linguaggio metaforico per rappresentare la lotta tra i due protagonisti.

La scena tra Stephen e Brianna occupa gran parte dell’episodio, specialmente i minuti centrali. Una scelta decisamente strategica per sottolineare come le azioni degli altri personaggi, per quanto importanti, siano solo una cornice all’evento principale. I riflettori illuminano solo quattro mura e due figure che soltanto attraverso il dialogo suscitano nello spettatore ansia e paura, poiché temiamo che quel filo sottile su cui Brianna cammina si spezzi improvvisamente determinando la sua condanna.

Dunque sembra che, contro ogni strategia dei protagonisti, la battaglia debba essere combattuta con la mente e la parola.

Questo momento in Outlander 5×10 è intenso e i minuti sembrano non passare mai ma questo non pesa poiché non è frutto della noia bensì del timore che l’inganno di Bree venga rivelato. Lei cerca di ghermire la mente del suo predatore raccontando la storia di Moby Dick e Achab, quasi desiderando che Bonnet capisca che la sua vita e le sue azioni sono sbagliate. Ma lui vede Moby Dick come il mostro e desidera che l’uomo vinca. Ed è qui che la storia diventa un mezzo per rappresentare la realtà che i due ragazzi stanno vivendo. Una frase che anticipa l’ultima azione, decisiva, di Brianna alla fine della puntata, poiché in realtà lei sostiene guardando il suo Achab negli occhi che sia solo una questione di punti di vista. Attacchi per difenderti o attacchi per uccidere.

Ed Speleers (Stephen Bonnet) e Sophie Skelton (Brianna Fraser) dimostrano una chimica e una bravura inaudite poiché ogni sguardo, ogni respiro e parola sono stati in grado di farci dimenticare tutto trascinando la nostra attenzione unicamente sulle loro azioni.

Il dialogo dimostra in definitiva in cosa Bonnet sia diverso da Black Jack.

Negli episodi precedenti era stato facile rivedere nello spietato marinaio irlandese un nemico che avevamo imparato a conoscere e odiare nelle prime stagioni di Outlander. Tuttavia differiscono l’uno dall’altro in un aspetto fondamentale: voler imparare ad amare.

[…] Ma conosco l’espressione ’imparare ad amare’. Io potrei imparare ad amare te per per il bene di nostro figlio

Outlander 5×10

Bonnet non è sicuro del suo mondo e desidera far parte di una realtà che, come racconta, per decenni gli è stata negata. In questo lui si allontana da Black Jack: Randall, infatti, non sarebbe mai sceso a compromessi poiché assumeva la sua realtà come unica giusta e sé stesso come unica figura autorevole. Se posti l’uno di fronte all’altro, Bonnet appare un bambino indifeso, che sta cercando di raggiungere una vetta che ha sempre dovuto guardare dal basso. La scena, se decontestualizzata, potrebbe persino suscitare tenerezza, ma non dimentichiamo chi Bonnet sia in realtà.

È vero che sta cercando di far parte del mondo di Brianna e di trovare un modo per essere gentile, ma proprio perché si tratta di qualcosa che lui non ha mai conosciuto, la sua diventa tutta una recita. Ed è proprio il contrasto tra ciò che ha commesso e ciò che afferma che rende la scena raccapricciante.

Outlander 5x10

Che fosse questo oppure un altro l’intento degli sceneggiatori, di certo questi minuti rientrano tra i migliori di tutta la quinta stagione.

In Outlander 5×10 non si può scegliere tra pietà è vendetta.

Dopo essere stata salvata, Brianna fa in modo che finalmente Bonnet venga processato. Qui si attua un altro passo indietro che pone i Fraser su un gradino più alto rispetto al ‘nemico’ poiché non si sporcano le mani ma lasciano che sia la giustizia a fare il suo corso. Un’esaltazione, forse non necessaria, di un sistema spesso rappresentato come corrotto. Tuttavia, la critica resta bloccata sul bordo del precipizio perché alla fine Bree ci sorprende. È lei a dare il colpo di grazia a un Bonnet condannato a morte per annegamento, un Bonnet che vede concretizzarsi davanti ai suoi occhi lo stesso incubo che aveva raccontato a Bree la notte del rapimento.

Il mare mi cerca, le tenebre si avvicinano. Non riesco a muovermi. Non arriva nessuno.

Outlander 5×10
Outlander 5x10

È poi Roger a dare voce al nostro dubbio, poiché non capiamo se lei lo abbia ucciso per essere sicura che fosse morto oppure per un ennesimo atto di pietà nei confronti del suo carnefice. La risposta, lasciata alla nostra interpretazione guardando solo gli occhi di Brianna, è incerta ed è proprio questo sipario fatto di dubbi e oscurità che pone fine alla vita e alla storia di questo personaggio. Io credo che in quel momento Brianna abbia premuto il grilletto per entrambi i motivi, vendetta e pietà, un’evoluzione forse più coerente della sua persona e del suo percorso.

L’astuzia di Jocasta si dimostra improvvisamente la minaccia principale.

In Outlander 5×10 è l’anziana e astuta Jocasta ad essere in pericolo a causa del viscido e corrotto ometto che conosciamo come Forbes, avvocato dello stesso Bonnet. Egli infatti, sorpreso e indispettito dalla strategica decisione della donna di dividere ulteriormente il suo patrimonio, cerca di ucciderla. ‘Non sprecherai i miei soldi’ le ringhia mentre cerca di soffocarla. Un’azione improvvisa ma che mette tutti sull’attenti perché temiamo davvero che lei muoia. Fortunatamente l’intervento di Ulysses la salva, ma questo non porterà a nulla di positivo. Sebbene lo schiavo di Jocasta abbia ucciso Forbes per legittima difesa la realtà del Settecento non sarà clemente con lui e non gli permetterà di sopravvivere. Così, chiusosi definitivamente il capitolo Bonnet-Forbes, le ultime due puntate sembra che porranno la lente di ingrandimento sulla fuga di Ulysses grazie ai Fraser.

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Written by Anastasia Gervasi

Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei. Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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