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Nero a Metà 3 – La Recensione della settima e ottava puntata all’insegna della suspense e tanta (troppa) carne al fuoco

Nero a Metà, la fiction poliziesca con Claudio Amendola e Miguel Gobbo Diaz, è tornata con il quarto appuntamento andato in onda lunedì 25 aprile in prima serata su Rai 1 e in streaming su RaiPlay. Le avventure di Carlo e Malik riprendono esattamente dal colpo di scena di lunedì 18 aprile, un doppio appuntamento che ha tenuto incollati al teleschermo una media di 3.676.000 telespettatori, share 19,60%. Nonostante le numerose novità della terza stagione – e alcune delusioni come l’assenza di Muzo – il pubblico di Rai 1 è sempre più coinvolto e affezionato alle vicende del commissariato del Rione Monti. Al centro della trama della terza stagione, sempre più orizzontale, c’è ancora una volta la misteriosa sparizione di Clara, la madre di Alba, che finalmente arriva a una svolta inaspettata. In ogni episodio, infatti, ogni indizio ci aveva portato a un vicolo cieco. Ma, come abbiamo visto, non questa volta. La settima e l’ottava puntata sono dominate dalla tensione che culmina così con un momento straziante. Claudio Amendola ha lasciato la macchina da presa a Enrico Rosati, per una regia più ritmata, frenetica e cupa. Creata da Giampaolo Simi e Vittorino Testi e prodotta per la Rai da Cattleya, Nero a metà continua a stregare sia il pubblico Rai che quello internazionale con un crime all’italiana, ricco di tensione, ma capace di alternare i momenti più crudi con quelli più teneri e familiari. Finora la sceneggiatura del terzo capitolo, a cura di Donatella Diamanti, Laura Grimaldi, Roberto Jannone e Michela Straniero, ha alternato puntate ricche di comicità a puntate più riflessive e sentimentali. Una varietà di elementi che non vengono miscelati tra loro, ma che sembrano caratterizzare a turno ogni singolo appuntamento. E quello del 25 aprile è dominato interamente dalla suspense. La comicità, infatti, ha lasciato il posto all’azione e, con la settima e ottava puntata, Nero a Metà 3 torna a essere la fiction poliziesca degli esordi.

Per te (3×07)

Nero a metà 3

La sesta puntata terminava con il video del deposito bagagli, da cui riparte il nuovo episodio, intitolato Per te. Il filmato mostra la mamma di Alba lasciare degli occhiali. Forse voleva mandare un messaggio di aiuto? Oppure volava indicare una pista a chi la cercava? Sono solo ipotesi. Nemmeno la ragazza del deposito bagagli sarà molto utile. Ma il commissariato ha dei problemi più grandi da risolvere. La settima puntata inizia, infatti, con il primo omicidio, quello dell’avvocato civilista Adele Parmi, uccisa da una carica esplosiva. Poi Malik riceve una chiamata: i pacchi bomba sarebbero tre e i prossimi esploderanno molto presto per punire “i colpevoli”. Il caso dei pacchi bomba dona alla narrazione una scossa di tensione improvvisa, quella che era mancata nei precedenti sei episodi. Il terzo pacco finirà nelle mani di Guido, un bambino che fortunatamente verrà fermato in tempo da Malik e Carlo.

Mentre il caso della puntata termina con una buona notizia, quello di Clara si fa sempre più intricato. Ma Trevi potrebbe aver intercettato un carico di tre chili di coca rosa: l’occasione ideale per arrestare Pugliani. Anche sul piano emotivo non manca la tensione. Lorenzo Bragadin (Gianluca Gobbi) e Elisa Cori (Caterina Guzzanti) si evitano e si rincorrono. Torna Spartaco Mattei della narcotici (Eduardo Valdarnini), il quale s’imbatte nell’infornatrice di Guerrieri, Ottavia, inviata da Carlo per recuperare lo zainetto di Suleyman. Carlo è intenzionato a trovare la figlia dell’informatore rimasto ucciso nella rapina. Infatti dentro lo zaino c’è un piccolo orso di peluche che conferma i suoi timori. Tra l’educatore del carcere, Federico Viessi (Luca Cesa), e Alba scatta il tanto atteso bacio; proprio mentre Malik e suo padre si trovavano nei paraggi. Le coincidenze, del resto, sono piuttosto scontate, ma la tensione narrativa dell’episodio tiene viva l’attenzione. La relazione di Guerrieri e Malik – i quali ormai hanno trovato un loro equilibrio basato sul rispetto – evolve e si fortifica, così come evolve quella tra Alba e sua sorella, Alice, la quale è torna da Ginevra per stare con lei. La suspense dell’episodio, già particolarmente teso, culmina con Marco Cantabella nei guai.

Separazioni (3×08)

nero a metà

Cantabella è sparito: Pugliani lo ha coinvolto nello scambio del carico della droga. Carlo è preoccupato. Essere il capo non è facile quando i propri sottoposti sono diventati la propria famiglia. Carlo, Malik e Trevi credono di stare sulle loro tracce, ma scoprono di essere caduti in una trappola ben organizzata da Pugliani, che ha ordito per uccidere il suo socio. L’operazione è un disastro, ma Marco si salva. L’uomo, ancora senza nome, che ha aspettato Clara all’uscita dal carcere resta ucciso. Nell’ottava puntata la squadra è concentrata solo sul caso di Clara. Ma ogni volta che la verità sembra essere sempre più vicina, Carlo e Malik si accorgono si essere di nuovo al punto di partenza.

Il coinvolgimento di Marco costringe Carlo a prendere provvedimenti e a separarlo temporaneamente da Cinzia. Distrutta dall’accaduto, la sovraintendente incinta si trasferisce da Bradagin, il quale “non ha i muri giallini e i mobili di formica”. Elisa, intanto, sembra aver perso la speranza di riconquistare Bragadin. Proprio quando stavamo per scoprire cosa era successo tra i due ex fidanzati, lui la respinge con parole ostili. Le dice che si sente cambiato e che starebbe meglio senza di lei. Così Elisa decide di tornare a Brescia. Spartaco Mattei scopre la vera identità di Ottavia e, dopo una prima ostilità, i due si avvicinano. Carlo potrebbe aver fatto un gran casino. Ma non è l’unico della famiglia Guerrieri: anche Alba sta andando in pezzi e con Federico, l’educatore del carcere, potrebbe essersi spinta troppo in là. Un po’ per gelosia, un po’ per istinto, Malik indaga su Federico che, a suo parere, potrebbe nascondere qualcosa. E non sarebbe l’unico. Anche il padre di Alice, Bruno, potrebbe essere nei guai.

L’ottava puntata di Nero a Metà mette dunque tanta carne al fuoco. Forse troppa. Anche sul piano personale continua il “gioco delle coppie”. Anzi, se ne aggiunge una nuova: Spartaco e Ottavia, il cui rapporto improvviso si sviluppa con una certa fretta. Infatti dopo la notte con Spartaco, Ottavia trova proprio la foto di Suleyman con la bambina. L’azione si mescola alla tensione drammatica, con la separazione forzata tra Marco e Cinzia, fino ai momenti di dolcezza, come la piccola confessione di Alice, la sorella di Alba, e i momenti teneri tra Alex e Malik. Poi, dopo un turbinio di emozioni, il video di Clara al deposito bagagli potrebbe aprire una nuova pista. Infatti un nuovo indizio potrebbe far leggere il video da una nuova prospettiva. Bisogna concentrarsi sul cellulare rubato. Il collegamento, infatti, c’è. Così, nel posto in cui il telefono è stato fermo, Malik e Carlo rinvengono delle tracce di sangue. La scia non porta a nulla di buono. Un cadavere è riverso al centro di un capannone abbandonato. Dalla reazione straziante di Carlo, ormai, non abbiamo dubbi.

Il quarto appuntamento non ci lascia un attimo di tregua. Non c’è spazio né per troppi sentimentalismi né per le battute di Ciro Santillo (Adriano Pantaleo). La “formula comicità rincarata” dei primi episodi del nuovo capitolo ha lasciato il posto alla tensione drammatica. L’azione, complice la regia di Rosati, è la vera protagonista della settima e dell’ottava puntata. La donna riversa a terra è dunque Clara? Non ci resta che aspettare il quinto appuntamento con la nona e decima puntata di Nero a Metà 3 che andrà in onda lunedì 2 maggio alle 21.25 in prima serata su Rai 1 e in streaming su RaiPlay.

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