Vai al contenuto
Home » RECENSIONI » Linee Bollenti – La Recensione della nuova serie Netflix, uno spaccato storico dalle mille letture

Linee Bollenti – La Recensione della nuova serie Netflix, uno spaccato storico dalle mille letture

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla prima stagione di Linee Bollenti

Il catalogo della celebre piattaforma on demand si arricchisce di un nuovo prodotto originale: Linee bollenti (Dirty Lines, in lingua originale). Si tratta di una serie olandese ideata, scritta e diretta da Pieter Bart Korthuis (Penoza) in collaborazione con Franky Ribbens (Penoza e Hollands Hoop), i quali si sono liberamente ispirati al libro 06-cowboys di Fred Saueressig, già direttore commerciale di una delle più importanti piattaforme di hotline telefonico d’ Europa.
Le sei puntate di questa prima stagione, ciascuna della durata di circa 45 minuti l’una, sono state rese disponibili tutte insieme questo venerdì, otto aprile 2022.

La serie è ambientata ad Amsterdam durante il biennio 1987-1989. La capitale olandese è una città in piena rivoluzione, totalmente differente da come la conosciamo oggi ci tiene a sottolineare la voce fuori campo di una delle protagoniste, Marly. Una città in pieno fermento ma non ancora considerata, come oggi, meta turistica dai giovani di tutta Europa.
Marly, interpretata dall’attrice Joy Delima, è figlia unica di una coppia di surinamesi (ex colonia olandese indipendente dal 1975) la cui madre è una bigotta repressa e il padre un uomo incapace di imporre le proprie opinioni e farsi rispettare dalla moglie.
Marly è una giovane studentessa universitaria di psicologia che vorrebbe tanto emanciparsi dalla famiglia ma non può farlo perché non indipendente economicamente. In suo soccorso interviene la sua migliore amica, Janna, interpretata da Julia Akkermans, la quale arrotonda lo stipendio di commessa registrando su nastro storielle erotiche per la Teledutch, azienda creata e gestita dai fratelli Stigter.

L’azienda di Ramon (Chris Peters) e Frank (Minne Koole) Stigter è un unicum non soltanto sul territorio olandese ma in tutta Europa. Seguito alla privatizzazione della PTT, l’allora azienda di stato olandese per le telecomunicazioni, i due sono riusciti a farsi dare 20 linee telefoniche che hanno saputo sfruttare creando le prime linee erotiche telefoniche al mondo, basate su registrazioni in audiocassetta. I due fratelli, totalmente opposti come caratteri, creano un’impresa commerciale che li renderà ricchissimi nel giro di pochissimo tempo. Una ricchezza che creerà loro problemi non soltanto di carattere finanziario ma anche, e soprattutto, con le rispettive famiglie.

Linee bollenti utilizza la storia delle linee erotiche telefoniche per raccontare la vita e le vicissitudini di Marly, Frank e Ramon. Attorno ai tre protagonisti ruotano una serie di personaggi le cui traversie arricchiscono la trama. Ci sono i genitori di Marly che non la comprendono e finiscono per cacciarla di casa. C’è la moglie di Frank, Anoek, il cui unico scopo sembra sia avere un figlio. C’è la moglie di Ramon, Natasja, che è anche l’ex di Frank nonché migliore amica e confidente di Anoek. C’è poi Leon, professore di sessuologia di Marly e di Janna. E il ragazzo di quest’ultima, Mischa, DJ con l’orecchio proiettato verso la musica del futuro.

Linee bollenti, però, non è semplicemente la narrazione della vita incasinata di questi personaggi. No, è anche il racconto di una generazione ormai lontana i cui echi, oggi, richiamano tempi più spensierati e felici, meno opprimenti di quelli attuali. Almeno apparentemente. Osservando il contorno che circonda i nostri eroi potremo notare una società, quella olandese, così ben distante dalla nostra, in piena rivoluzione. Dal sesso all’amore, dalle gerarchie famigliari a quelle scolastiche, dalla musica ai costumi: qualsiasi argomento venga in mente viene certamente colpito da questo cambiamento e perciò modificato.

D’altro canto sono gli stessi personaggi a voler rivoluzionare le proprie vite. Come in una sorta di romanzo di formazione, ciascuno di essi intraprende un intimo viaggio che lo porterà a mettere in discussione se stesso e l’universo che gli ruota attorno. Posti di fronte all’apparente conclusione di questo viaggio alcuni saranno cambiati, altri invece avranno preferito tornare sui loro passi accrescendo il divario che già a inizio serie li separava. Infatti, molta della bellezza di Linee bollenti è legata proprio all’opposizione caratteriale dei personaggi.

Ramon e Frank così come Marly e Janna sono agli antipodi come maniere di affrontare la vita ma hanno, di fondo, un qualcosa che li accomuna. Come lo Yin e lo Yang sono profondamente uniti e, seppure spesso in conflitto, non possono fare a meno l’uno dell’altro. Il legame che li unisce va oltre l’affetto o i vincoli famigliari ed è capace di sfociare anche nella violenza fisica o in quella psicologica e non verbale. Questo dualismo è presente non soltanto in ciascuno dei rapporti personali all’interno della serie ma anche all’interno dei singoli individui ed è in grado di creare una sorta di ambiguità, morale, etica e spirituale che risulta essere uno dei punti più interessanti dello show televisivo.

Linee bollenti mette in tavola tanti succulenti argomenti. Al di là del sesso, sia telefonico che fisico, e delle sue complicazioni legate all’accettazione del piacere nel farlo, argomento ancora oggi considerato pruriginoso, la serie racconta un’epoca storica di grande importanza: la fine della Guerra Fredda con la vittoria del capitalismo.
Pur non dando un giudizio storico sulla faccenda anche qui viene evidenziato il dualismo tra gli eccessi dovuti all’improvvisa ricchezza e la necessità di doversi prostituire, metaforicamente parlando, per poter sbarcare il lunario. Viene così evidenziato in maniera sottile un discorso sul valore soggettivo della libertà di poter essere o di poter avere e con esso l’importanza del poter scegliere.

Linee bollenti è una serie che può essere guardata sotto diversi punti di vista: dalla semplice storia della creazione di un impresa economica basata sul sesso al più complesso racconto sociale, culturale e antropologico di un gruppo di individui in un’epoca di grandi cambiamenti.
Gli eventi reali che lo spettatore rivive, commentati da Marly, danno l’impressione di essere disseminati lungo il racconto come piccoli indizi di quello che potrebbe essere il futuro dei protagonisti, e cioè il nostro presente. Così, gli accenni alla musica house, alla grande e terrificante piaga dell’AIDS per la comunità omosessuale, l’arrivo sul mercato dell’ecstasy, senza dimenticare il sesso telefonico, sono avvenimenti bene integrati nella storia che permettono di dare allo spettatore quasi il potere di preveggenza, sembrano spiegare certe nostre attualità e proiettano la serie verso una possibile seconda stagione.

Linee bollenti è una serie piacevole che strizza l’occhio a tematiche importanti affrontandole con la giusta cura. Ha il difetto di una prima puntata resa un po’ troppo didascalica per via dell’introduzione dei vari personaggi. Sorpassato il primo episodio, però, scorre che è un piacere grazie a una elevata dinamicità della regia e del montaggio.
I dialoghi serrati e ben costruiti accompagnati da una colonna sonora ricca di capolavori musicali dell’epoca rendono la serie olandese, intrinsecamente drammatica, capace di far ridere, sorridere, riflettere e commuovere.

Probabilmente, ai boomer come chi scrive, Linee bollenti farà rivivere un periodo della propria vita rimpianto con nostalgia. Ma come spesso accade il fatidico inciso che ne deriva, si stava meglio una volta, risulta del tutto anacronistico. Perché la vita, i problemi, le amicizie, gli amori e il sesso, sono, alla fine, bagaglio comune di tutti gli individui in tutti i tempi. Ed è questo che sembra volerci insegnare Marly quando parla direttamente a chi la sta guardando, ammiccando sorridente.

Leggi anche – Netflix, le novità di questo mese