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How to Get Away with Murder 4×08 – Un episodio da manuale

How to Get Away with Murder

Okay, in parte era prevedibile questo finale di metà stagione di How to Get Away with Murder. Perché, che fosse Simon (e assolutamente NON Connor – per favore, basta, ce l’hanno già fatto nella scorsa stagione questo giochino e lo sappiamo tutti che non ammazzeranno Connor perché è il preferito del pubblico) quello sotto i ferri si era già abbondantemente capito. E anche che Annalise aveva fatto nascere il bambino di Laurel e che quest’ultimo fosse vivo.

Ma – perché sì, c’è un ma – è stato assolutamente un episodio da manuale. Potrei definirlo quasi perfetto a livello di sceneggiatura.

Perché, questa volta non c’erano momenti vuoti, riempiti alla bell’e meglio con scene di sesso random o spiegoni, bensì ogni scena è ben calibrata, ogni inquadratura, ogni particolare è importante e ritorna.

How to Get Away with Murder

Per non parlare dei personaggi, assolutamente e completamente IC (cioè, in character). Per una volta, tutti si comportano come si dovrebbero comportare in How to Get Away with Murder, manifestando dubbi o nervi d’acciaio a seconda della situazione e del loro carattere. E bravo Peter Nowalk, lo so che scrive bene, dovrebbe farlo più spesso. E brava anche Shonda, che ha creduto e investito in How to Get Away with Murder.

La 4×08 inizia con Oliver al party aziendale che risponde a una telefonata di non si sa chi. Lo vediamo agitarsi e correre verso l’ascensore, evitando chiunque altro. È palesemente spaventato, ma sembra un panico abbastanza controllato, molto diverso da quello che è presente sui volti di Asher, Michaela e Laurel, appena Oliver li raggiunge. Panico che prende anche Oliver, che urla, non appena nota qualcosa che è sicuramente un cadavere…

La reazione di Oliver è palesemente una reazione sconvolta, ma non è niente in confronto al dolore che avrebbe mostrato se il cadavere fosse stato quello di Connor. Quindi già lì ho avuto la conferma che era di Simon che si trattava.

Molto bella l’idea di riprendere questa scena diverse volte nel corso della puntata, facendoci scoprire sempre un po’ di più di quello che è successo. Dettagli del prima e del dopo, importantissimi nella ricostruzione.

How to Get Away with Murder

Perché il party è il punto focale di questo episodio di How to Get Away with Murder. Si svolge quasi tutto in questo frangente, con solo dei picchi salienti nelle 24 ore precedenti. Bonnie che confessa ad Annalise di amarla, Annalise che parla con il suo terapista dicendo che lo vede come vedeva Sam, Connor che si scontra con gli altri ragazzi e si fa ridare l’anello da Oliver (#maiunagioia nemmeno stavolta, ragazzi, mi dispiace!)

A tal proposito, devo ammettere che sono rimasta colpita dal fatto che Connor stia tornando il ragazzo che era nelle prime due stagioni di How to Get Away with Murder e non lo zerbino che abbiamo visto nella terza. Ha coraggio, sfida gli amici e Oliver, si fa ridare l’anello. Insomma, non è più uno spettatore passivo delle vicende, ma ne è finalmente parte integrante.

Le scene clou della puntata sono essenzialmente tre: Simon che confessa i suoi sentimenti a Oliver; Simon che scopre il complotto e si suicida per errore e Annalise che rianima il figlio di Laurel.

Per quanto riguarda la prima, onestamente ho dato per scontato fin dalla scorsa stagione che Sinom fosse gay e avesse una cotta per Oliver, quindi non capisco perché sembravano tutti caduti dalle nuvole. Era veramente palese, tra tutti quello che più aveva preso di mira era Connor e quello con cui era più gentile era Oliver. E poi si era anche parlato di Grindr, ecc.

Poi, la seconda scena. Dopo che finalmente Oliver – con l’aiuto di Laurel che ha deciso di presentarsi alla festa dopo aver avuto una chiamata non si sa da chi – ha copiato i documenti, Laurel e Asher decidono di far mettere il pass rubato a Tegan in tasca a Simon da Oliver (che non è molto d’accordo).

Mentre Oliver cerca il ragazzo, questo compare mentre Laurel, Asher e Michaela stanno appunto parlando della nuova piega che ha preso il loro piano. Il ragazzo capisce che c’è qualcosa che non va e strappa la borsa a Laurel. Qui vi trova una pistola. Mentre la muove, accidentalmente si spara in testa. Un vero disastro, insomma.

How to Get Away with Murder

E poi c’è la scena madre, il vero punto focale di tutta questa prima metà di stagione: il parto prematuro di Laurel, provocato da una botta alla pancia che la ragazza ha ricevuto la mattina della festa da Frank. L’uomo infatti, stava soffocando Connor, con cui ha avuto un breve scambio di opinioni e ha colpito la ragazza che stava cercando di separarli.

Ed ecco che la ragazza si sente male, mentre sta andando da Annalise. E l’ascensore si blocca. Altra cosa che avevamo già visto, perché in una delle prime scene, Annalise rimane bloccata per qualche secondo.

Annalise, però, la sente. E la trova con il bambino già nato tra le gambe, tutto coperto di sangue. Con l’aiuto dei medici, che sono al telefono con lei e stanno arrivando, riesce a estrarre il bambino dalle sbarre dell’ascensore (Laurel è svenuta) e inizia a rianimarlo. Sembra tutto vano, ma ecco che, proprio mentre compare la sigla finale, si sente il vagito del bambino.

Un plauso particolare va al personaggio di Michaela (e all’attrice che la interpreta, sempre più brava!): dopo l’incidente di Simon è lei a prendere in mano la situazione, rivelandoci – ancora una volta – che è lei la degna erede di Annalise.

Insomma, questa puntata di How to Get Away with Murder mantiene una tensione altissima. E il bambino sembra nero, quindi dovrebbe essere confermato che è di Wes. Inoltre, la gomitata sulla pancia che Frank ha dato a Laurel, sembrerebbe prevedere tempi duri per i Flaurel… Ma chissà, vedremo quando la serie riprenderà il prossimo anno!

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Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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