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Helstrom: una svolta horror interrotta nell’universo Marvel

Helstrom
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* Attenzione, l’articolo contiene spoiler su Helstrom *

Helstrom è una serie tv statunitense creata dallo showrunner Paul Zbyszewski (il co-executive producer di Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D., supervisore e scrittore della 5° stagione di Lost) per Hulu ed è liberamente ispirata ai personaggi di Daimon e Satana Hellstrom dei fumetti Marvel. Prodotta da ABC Signature e Marvel Television nel 2020, la serie è stata cancellata al termine della prima stagione (disponibile nella sezione Star di Disney+), ma fortunatamente non si conclude con nessun fastidiosissimo cliffhanger e tutto sommato la trama si esaurisce con naturalezza. Sebbene la maggior parte della critica non l’abbia accolta con grandi parole di elogio, a nostro avviso, si tratta comunque di 10 puntate intriganti, ricche di elementi interessanti come gli effetti visivi, la relazione tra i due fratelli protagonisti e la trama horror-familiare. Helstrom nasce come la prima serie del franchise di Adventure into Fear della Marvel Television ma, dopo l’acquisizione del marchio avvenuta nel 2019 da parte dei Marvel Studios (una divisione de The Walt Disney Company), le sue sorti sono cambiate. Disney, infatti, ha deciso di non intitolarla Marvel’s Helstrom per il timore che il contenuto horror potesse deludere uno spettatore alla ricerca di un intrattenimento divertente e avvincente all’insegna degli altri suoi prodotti ambientati nel Marvel Cinematic Universe; per questo motivo neanche il logo della Marvel compare prima di ogni episodio e la serie appartiene al catalogo Star.

Il rapporto con il soprannaturale e le ambientazioni piovose rappresentano delle chiavi di lettura intriganti per rivalutare Helstrom, giudicata forse un po’ troppo severamente dalla critica internazionale.

Helstrom

Lo showrunner Zbyszewski e l’ex capo della Marvel Television, Jeph Loeb, hanno dichiarato che Helstrom, insieme ad altre serie tv mai realizzate (come Marvel’s Ghost Rider) avrebbero rappresentato una svolta “da brivido” aggiungendo la componente “paura” alla formula Marvel “cuore, umorismo e azione” e sviscerando alcune delle nostre paure più profonde. Oggi possiamo dire che il progetto è naufragato, eppure Helstrom non è una serie da dimenticare del tutto, come sostengono molte voci autorevoli. Le recensioni, per lo più negative, insistono sulla mancanza di interesse sia della trama che dei personaggi. Coloro che sono rimasti più delusi si aspettavano un riadattamento fedele al fumetto e una resa decisamente più orrorifica. La serie però risulta comunque un originale dramma familiare proposto in chiave fantasy, con delle nuance soprannaturali, una sana ironia, spirito critico e tante cose fuori di testa. Sotto queste prospettive, la serie di Hulu merita decisamente una seconda occasione. La storia, ambientata in un angolo occulto e indipendente dell’Universo Marvel, racconta le vicende dei fratelli Daimon e Ana Helstrom, i quali pur essendo dotati di abilità soprannaturali e demoniache, sono schierati dalla parte del bene. Daimon (Tom Austen), un docente di Etica di Portland, ha trascorso tutta la vita a cercare invano di salvare la madre posseduta da forze oscure. Sua sorella Ana (Sydney Lemmon), dal carattere duro e irascibile, invece, vive a San Francisco dove si dedica al commercio di antichità rare e a “ripulire” il marciume dalla società nelle vesti di una vendicatrice oscura, spalleggiata dal socio in affari Chris Yen (Alain Uy). Dopo la scomparsa di loro padre, un perverso serial killer, e l’internamento della madre Victoria (Elizabeth Marvel), i due fratelli sono stati separati per evitare che uniti potessero diventare ancora più forti e quindi percorrere la strada del male.

Gabriella Rossetti

La formazione di Daimon è stata affidata così a Louise Hastings (June Carryl), il capo dell’ospedale psichiatrico dove Victoria ha vissuto rinchiusa per 20 anni. Henry (Robert Wisdom), un guardiano occulto che combatte i demoni insieme al gruppo chiamato The Blood, invece, si è preso cura della sorella. Ad arricchire la storia arriva sin dal primo episodio Gabriella Rossetti (Ariana Guerra), una novizia esperta di esorcismi inviata dal Vaticano per prendere la guida dell’ospedale psichiatrico al posto di Hastings. La futura suora dall’animo candido, ma solo apparentemente ingenua, è una delle differenze più evidenti in quanto nella versione originale il personaggio è un esorcista chiamato Gabriel the Devil Hunter. Il cambiamento di genere è stato fondamentale per aggiungere una svolta inquietante che omaggia volontariamente il film cult Rosemary’s Baby. La scomparsa di tutti i riferimenti a Satana presenti nel fumetto, la leggera modifica del cognome (da Hellstrom a Helstrom), l’assenza totale di qualsiasi riferimento a un’altra opera del franchise unita all’assenza di costumi fumettistici con tridenti, mantelli e calzamaglie sgargianti (tranne un breve accenno nel finale) sanciscono in maniera incontrovertibile la distanza dalla Marvel.

Una rivisitazione paranormale della lotta interiore tra il bene e il male

Helstrom

Le aspettative erano elevatissime, sia quelle degli irriducibili dei fumetti Marvel che quelle di coloro che si aspettavano un capolavoro seriale a metà tra L’esorcista e Constantine. I difetti non mancano. La storia in effetti è frettolosa, le dinamiche sono confuse e le possessioni e i demoni, come Madre e Kthara, oppure i guardiani del The Blood, avrebbero meritato un approfondimento più dignitoso. Per non parlare dell’abbondanza di sottotrame che non verranno mai né approfondite né concluse come dovrebbero. I punti di forza di Helstrom sono certamente la resa degli effetti speciali, molte scene di combattimento e la sigla iniziale che imita gli schizzi di un bambino che si trasformano in un’immagine da incubo all’altra generando un effetto stridente e inquietante. La recitazione degli attori risulta impeccabile e anche il loro assortimento è azzeccatissimo. Una menzione speciale va alla colonna sonora curata dal duo Danny Bensi and Saunder Jurriaans, gli stessi di Ozark. Come abbiamo accennato all’inizio, per apprezzare la serie dovremmo concentrarci forse solo sullo sviluppo dei personaggi e sulla relazione familiare che lega i due fratelli e loro madre. Ana e Daimon sono perennemente sul punto di rottura e non è sempre scontato capire da che parte combattono; e soprattutto se la malvagità fa parte della loro essenza. Daimon e Ana, che non si frequentano da anni e si parlano appena, saranno costretti a lavorare insieme da un giorno all’altro per sconfiggere un nemico comune: loro padre, il quale (forse?) è ritornato dall’oltretomba. I fratelli Helstrom non sono uniti, almeno non all’inizio della vicenda. Ci vengono presentati come due adulti che hanno trovato autonomamente una soluzione, alquanto disfunzione, per sopravvivere agli eventi traumatici che hanno vissuto da bambini. Tra loro non c’è chimica, non c’è intesa eppure, mentre sono costretti a combattere contro le forze oscure, riusciranno a ritrovarsi. La lotta contro i demoni, che vediamo palesarsi in creature che esplodono in scene di violenza splatter, diventa così una lotta contro i demoni interiori e ritornano delle tematiche care alla narrativa classica che si interroga sul peso che l’eredità ha sullo sviluppo di un individuo. Un padre malvagio, che in questo caso è letteralmente l’incarnazione del male, può dare vita a delle creature buone? Ana e Daimon, che posseggono tutte le caratteristiche soprannaturali proprie di un essere demoniaco, possono usare le loro capacità a fin di bene (Ana può percepire i ricordi e le motivazioni di una persona solo toccandola mentre suo fratello ha capacità telecinetiche e può generare il fuoco)? E, al contrario, quanto incide un’esperienza negativa su una persona intrinsecamente buona, come Gabriella Rossetti? Cosa sono i demoni? Hanno un’anima? Resta anche molto vaga l’intera storyline del padre. Queste e tante altre questioni intriganti avrebbero meritato molto più respiro e di certo una seconda stagione che – per il momento – non vedremo mai.

L’approfondimento realistico della dimensione demoniaco-religioso-soprannaturale

Daimon Helstrom

La trama principale si sviluppa sulla necessità di liberare Victoria dal demone che la sta uccidendo e contro il quale combatte interiormente da oltre 20 anni. Mentre Daimon ha sacrificato la sua stessa vita per stare al fianco di sua madre, Ana considera la donna una debole sia per essersi fatta soggiogare dal padre che per non aver capito con chi avesse a che fare sin dall’inizio e le attribuisce erroneamente delle responsabilità che non le appartengono. Insistendo su queste dinamiche familiari narrate in una prospettiva realistica, mostrando la possessione non tanto come un fenomeno paranormale quanto come un fenomeno umano, rendendolo quindi più simile a una malattia psichiatrica oppure a un caso di violenza domestica, Helstrom si distaccata dalle dinamiche tipiche dell’horror e attraverso una narrazione asciutta, molto umoristica, ci offre un intrattenimento insolito presentando degli elementi oscuri sotto una luce nuova. La presenza del Vaticano dà un’immediata concretezza alla storia se consideriamo che l’istituzione millenaria è realmente impegnata nel campo degli esorcismi. Daimon non fa altro che ripetere a Gabriella che le preghiere e tutti gli escamotage religiosi non servono a nulla contro i demoni e non perde occasione di intavolare delle discussioni molto affascinanti sulla fede e sulla spiritualità.

Non mancano le citazioni d’autore, da The Possession a Il Silenzio degli Innocenti, da Rosemary’s Baby ad altri cult del genere horror. La chiave per apprezzare Helstrom, che nonostante i difetti resta un prodotto di qualità, è la componente realistica e umana del racconto horror, lontana dai cliché del genere, unita alla volontà di approfondire la componente soprannaturale da una prospettiva psicologica, attraverso i sentimenti, i traumi e i legami familiari.

Helstrom non sarà mai un capolavoro del genere e non c’è dubbio che abbia sprecato tutto il suo potenziale fumettistico. Inoltre, di paura c’è n’è molto poca! Eppure crediamo che la serie avrebbe meritato una seconda stagione così come meriterebbe una seconda chance anche il progetto dalle tinte horror del franchise di Adventure into Fear della Marvel Television che con ottime probabilità resterà per sempre relegato nel Limbo, insieme agli altri progetti acquisiti dalla Disney.

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Scritto da Sara Crecco

Rifletto tanto, talmente tanto che poi dimentico su cosa stavo riflettendo. Quindi niente, accendo Netflix.

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