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Grey’s Anatomy 16×10 – Il dolore di Miranda Bailey

Grey's Anatomy

Finalmente è tornato Grey’s Anatomy dopo la pausa invernale. Per chi non lo ricordasse, nella conclusione della 16×09 si verifica l’ennesima catastrofe che vede coinvolti i nostri amati medici. Un’auto ha sfondato il bar di Joe, ritrovo assiduo dei personaggi della serie, provocando numerosi feriti.

L’episodio si apre con il trasporto delle vittime al Grey-Sloan Memorial. Shonda Rhimes continua a mantenere un basso profilo, risparmiando la vita di tutti i medici coinvolti, nonostante, per alcuni, abbiamo avuto seriamente paura. Tra i feriti troviamo Casey Parker, Taryn Helm, Blake Simms e l’altra specializzanda di cui non ricordo il nome. L’intero episodio è focalizzato principalmente sul trattamento degli specializzandi feriti. Non mancano le storyline personali che si diramano dalla trama principale.

Grey's Anatomy

Grande spazio viene dedicato a Miranda Bailey reduce da un aborto spontaneo che l’ha devastata. Parallelamente osserviamo Jo Karev scendere ancora a patti con il suo abbandono. Seguiamo, per l’ennesima volta, i drammi sentimentali di Owen Hunt e Teddy Altman, mentre Amelia Shepherd nasconde un’importante notizia a Atticus Lincoln. Riscopriamo una Meredith inarrestabile, seppur incredibilmente calma e quasi zen. Assistiamo ai continui battibecchi tra Jackson Avery e Tom Koracick e, solo sul finire riusciamo a capire che fine abbia fatto Maggie Pierce.

In tutto questo c’è una mancanza grande, che non passa inosservata, una mancanza a cui dobbiamo cominciare a prepararci, sto parlando ovviamente di Alex Karev. Sembra quasi impossibile immaginare Grey’s Anatomy senza di lui. L’ennesimo affetto fondamentale per Meredith che se ne va. Come è noto, Justin Chambers, interprete di Karev, ha deciso di lasciare la serie per affrontare nuove sfide e dare vita a nuovi personaggi (qui i dettagli). E ci mancherà terribilmente.

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Ma torniamo all’episodio di questa settimana. L’ho trovato davvero interessante. Siamo abituati alle tragedie, siamo abituati ai morti, siamo abituati a qualunque tipo di disastro in questa serie. Eppure, questa volta, c’era qualcosa in più, qualcosa che differenzia questa puntata dalle altre: Miranda Bailey. La sua storyline personale non solo ci ha fatto tornare in mente i passati traumi, ma è stata lo specchio del suo ultimo e personale trauma: l’aborto spontaneo.

Fin dal primo secondo l’abbiamo vista muoversi disorientata nella confusione della tragedia, soprattutto prima di togliersi i panni da comune mortale e vestire quelli di capo dell’ospedale. E il bello è proprio in quei secondi, in quegli istanti di confusione che sono il riflesso del suo stato d’animo. Miranda è ancora sotto shock per la perdita della sua bambina. In lei qualcosa si è rotto e ha lasciato una ferita profonda.

Quello stato di confusione se lo trascina e cerca di sopprimerlo per tutta la durata dell’emergenza. Ma quando i monitor si spengono, la sala operatoria si svuota e i pazienti tornano sani e salvi nelle loro stanze, ritorna. La maschera crolla e Miranda è lì, ferma in tutta la sua vulnerabilità e in tutto il suo dolore. Il discorso che fa a Webber è emozionante, da pelle d’oca. Gli sceneggiatori sono riusciti a far emergere la sua solitudine e il suo dolore con frasi letali.

La maggior parte del merito va a Chandra Wilson che è stata capace di interpretare magistralmente il dolore della perdita. Grande intensità l’ha data proprio la sua voce roca, spezzata, rotta. Ho sentito la mia di gola attorcigliarsi fino a creare un nodo impossibile da mandare giù. Perciò, come direbbe Loretta Goggi, CHAPEAU!

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In merito alla questione Miranda e al suo aborto vorrei dire solo un’altra cosa: ma quanto può essere perfetto Ben Warren? Ha perso la bambina anche lui, è il padre. Eppure mette su l’espressione più sicura che ha e cerca di essere forte per entrambi. C’è stato uno scambio di battute con Webber che mi ha portato alla conclusione ultima che Ben sia davvero il marito perfetto.

Richard Webber: Warren stai bene?

Ben Warren: No, ma Miranda viene prima.

Mette il dolore di sua moglie prima ancora del suo, il pensiero di farla stare meglio è anteposto al suo benessere. Se non è una dimostrazione d’amore perfetta questa, non so quale potrebbe esserlo.

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Passiamo a un’altra storyline che mi è piaciuta molto, quella di Jo. Nel season finale avevo temuto avesse davvero rapito quel bambino e, in qualche modo, ho avuto ragione. Sì, Jo non ha portato direttamente il piccolo in ospedale per dei controlli prima di chiamare i servizi sociali e l’ha portato a casa sua. Tecnicamente è rapimento, ma dietro questo gesto si cela il dramma della sua infanzia. Come sappiamo bene, Jo viene abbandonata da sua madre in quanto frutto di uno stupro (qui la recensione dell’episodio in questione) e in seguito finisce nel sistema di adozione degli Stati Uniti.

Quella di Jo, come quella di tanti, tantissimi altri ragazzi, è stata un’infanzia disastrosa e traumatica e non è pronta a dare via quel bambino perché è terrorizzata dalla sua esperienza personale. Ho amato i tentativi che ha fatto di ritardare, il più possibile, il momento di quella chiamata. Mi sarebbe piaciuto vedere Jo mamma, ma con l’uscita di scena di Karev originale, non so se succederà mai.

Innanzitutto perché non sappiamo come si concluderà la sua storia in relazione a quella del suo partner e poi, se dovesse accadere qualcosa ad Alex il fandom non accetterebbe mai un recupero dal trauma abbastanza veloce da coincidere con la diciassettesima stagione e noi non sapremo prima che questa giunga se ci sarà un rinnovo per Grey’s Anatomy. Non ci resta che aspettare e restare a guardare.

Andando oltre e passando alla storyline di Amelia. In questo episodio abbiamo avuto dei bei momenti tra lei e Teddy. Per un secondo ho pensato seriamente che questo potesse essere il punto di partenza di una bellissima amicizia. Ma, come al solito, Grey’s Anatomy deve rovinare ciò che c’è di bello. Se dovesse venir fuori che il bambino della Shepherd è di Owen andrebbe tutto a puttane. E io voglio disperatamente un’amicizia tra loro due, forse perché mi fa sperare che possa diventare tanto forte da prevenire in modo permanente un possibile ritorno di fiamma tra Amy e Owen, chissà.

Inoltre, non condivido la sua scelta di non comunicare a Link i suoi dubbi relativi alla paternità del bambino. Avrebbe dovuto dirglielo perché Atticus è l’essere più carino, dolce, bello e buono che esista attualmente nell’universo di Grey’s Anatomy e perciò deve essere trattato con rispetto. Non comunicargli un’informazione così importante potrebbe allontanarlo, eventualmente, da Amelia. Se saperlo immediatamente avrebbe potuto spingerlo ad accettare la cosa, non farlo potrebbe condannarla definitivamente. E io ho bisogno dell’Amelink. Sono l’unica coppia decente della serie.

Krista Vernoff aveva annunciato, qualche tempo fa, che adesso che ha preso le redini anche dello spinoff di Grey’s Anatomy, le due serie sarebbero state in costante contatto, creando addirittura crossover settimanali dalla messa in onda della terza stagione di Station 19. Peccato che, però, questo aspetto manca quasi del tutto. L’unico personaggio di Station presente in Grey’s è Ben Warren. Amiamo tutti Ben Warren, io specialmente, ma mi sento un po’ presa in giro, non è questo che mi aspettavo quando la Vernoff ci riempiva la testa con false promesse. È vero, forse sto un po’ esagerando ed effettivamente la puntata di Station 19 è un crossover, ma mi aspettavo un approccio uguale per entrambe le serie. Non vorrei che Station si trasformasse in un altro mezzo per dare ulteriore spazio a Grey’s Anatomy dato che sedici stagioni e episodi di quarantadue minuti l’uno non sembrano essere abbastanza per gli sceneggiatori.

Che dire, l’episodio mi è piaciuto tanto, molto più delle aspettative. Credevo sarebbe stato incredibilmente scontato e prevedibile, ma le storyline secondarie mi sono piaciute tantissimo.

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Ora sono curiosissima di scoprire cosa succederà a Maggie Pierce assente per tutto l’episodio che compare solo nel finale solamente per ricevere la denuncia per wrongful death che sarebbe omicidio colposo o danno da morte. E indovinate da chi è accusata? Dalla sua stessa famiglia biologica. Il medico è accusato della morte di sua cugina Sabi Webber. Non vedo l’ora di saperne di più, finalmente si sono decisi a dare alla Pierce una storyline piena di spunti interessanti.

Per questa settimana è tutto, alla prossima, halleloo!

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Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
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