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La seconda stagione di Glee dà inizio al tema della crescita e dell’accettazione di se stessi

Glee

Siamo tornati con le nostre recensioni di intere stagioni, e oggi è la volta di Glee.

La seconda stagione di questa Serie Tv è, a mio parere, una delle migliori, tra tutte le sei. Se durante la prima stagione di Glee (di cui poteite trovare la recensione qui) avevamo avuto un avvio scoppiettante, in cui venivano portati di fronte ai nostri occhi temi importanti e decisamente attuali, la seconda stagione si pone l’obiettivo di approfondire sempre di più questi argomenti, andando a vedere più nel dettaglio cosa determinate scelte comportano. 

Proviamo a fare un velocissimo salto indietro per vedere come si era conclusa la prima stagione: abbiamo visto la composizione del Glee Club, abbiamo assistito alla coesione dei vari membri tra loro, che hanno dimostrato di essere più uniti di quanto loro stessi non pensassero, e abbiamo amato ogni singola canzone. Nella puntata finale, data la perdita alle Regionali, sembrava che questo corso extra-scolastico dovesse essere cancellato, ma, con grande gioia, abbiamo visto che viene data al Glee Club l’opportunità di riprovarci con un secondo anno.

La bellezza di questa seconda stagione di Glee è data, probabilmente, dall’approfondimento di temi che abbiamo già visto nei primi ventidue episodi: la crescita individuale e l’accettazione di se stessi. 

Abbiamo detto più di una volta che i temi portanti di Glee sono l’amicizia e la consapevolezza di ciò che si è, e questa stagione di certo non rinuncia a questo tema. Anzi! Presa coscienza di quanto sia importante affrontare questo argomento, e di quanto effettivamente questo modo di parlarne riesca a fare breccia nei cuori degli spettatori, gli autori pensano bene di addentrarsi ancora più in profondità, sviscerando altri momenti topici che possono ricollegarsi alla vita quotidiana di chiunque di noi.

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I nostri personaggi preferiti ritornano sugli schermi, dando vita a spaccati di una realtà che, come sempre, noi già conosciamo. Solo che guardarla con occhi diversi, o semplicemente con una distanza maggiore, ci permettere di riflettere e di modificare anche noi stessi. Dopotutto, Glee è servito anche a questo. 

Dal punto di vista dei personaggi, questa stagione di Glee ha voluto dare più importanza agli studenti che non agli insegnanti. Will e Sue dimostrano di essere gli adulti che sono sempre stati, con le loro forze e le loro debolezze. Forse una piccola menzione speciale deve essere data proprio alla professoressa Sylvester, della quale vediamo un piccolo spaccato di umanità. Certo, la caratteristica che di lei prevale è quella della cattiveria pura, ma quando viene messa in mezzo sua sorella non c’è nessuno che possa fermarla dal difenderla a spada tratta.

Gli stessi studenti, in realtà, quando verranno a conoscenza della condizione della sorella di Sue e della sua prematura morte, si riuniranno cercando di lenire il dolore della perdita alla loro docente. Un piccolo momento di conforto per una persona che ha sempre dimostrato di non meritarne poi così tanto.

Forse anche questo ci ha fatto amare Glee. La gentilezza e l’umanità innata dei suoi personaggi ci spinge a voler essere migliori, a voler lasciare la nostra impronta nel mondo, in qualunque modo possibile.

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La nostra protagonista femminile, Rachel Berry, accentua i suoi lati da diva che già erano venuti fuori nel corso della prima stagione di Glee. Il suo percorso in questa stagione è lievemente altalenante, e questa cosa è dovuta, nella maggior parte, al suo rapporto con Finn. 

I due finalmente sono insieme, sono una coppia, e, rispetto a quanto avevamo visto nella scorsa stagione, le cose sembrano andare a gonfie vele. Ma quando vengono alla luce delle vecchie storie nulla può arginare la gelosia, ed ecco che si va, inevitabilmente, in rotta di collisione. In effetti, rispetto alle altre stagioni di Glee, gli intrecci sentimentali qui si sprecano.

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Ad aumentare, ad un certo punto, il divario tra i due innamorati, c’è anche la componente caratteriale. Rachel è una ragazza determinata, pronta a fare qualsiasi cosa per raggiungere i suoi sogni, incluso dimostrarsi egoista, in alcuni casi, mentre Finn è ancora indeciso, incapace di prendere effettivamente una direzione specifica nella sua vita.

Certo, questo argomento diventerà importante per la coppia con la terza stagione di Glee, ma le basi cominciano ad essere poste già ora.

Nel momento di rottura tra Rachel e Finn, ritorna alla carica anche lei:

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Tutti conoscono bene Quinn Fabray e il suo caratterino, così come tutti conoscono il suo passato e il motivo per cui lei e Finn si sono lasciati la prima volta. Quindi, esattamente cosa li spinge a rimettersi insieme proprio ora?

Come ho detto, in questa stagione di Glee le relazioni sentimentali si sprecano, e la stessa Quinn ha almeno un’esperienza diversa. La sua voglia di normalità e di ritorno alla quotidianità però sono tali che è inevitabile, alla prima occasione, vederla tornare dal suo primo ragazzo. E dato che lui risulta essere spesso indeciso, si lascia andare senza pensarci troppo.

Quinn Fabray è sempre stata una ragazza tradizionalista, amante delle abitudini e forse troppo attaccata al passato. Lo vediamo chiaramente nel corso di questa stagione, durante la quale si rende comunque conto che deve assolutamente cercare di andare avanti. Dopo la gravidanza, ha fatto il possibile per tornare ad essere una cheerleader, e ci è riuscita. Ha voluto tornare con il suo primo ragazzo per sentirsi di nuovo popolare, e ci è riuscita. Si è candidata di nuovo reginetta del ballo per riacquistare la sua popolarità… Ma tutto questo, a lungo andare, le risulta inutile.

Quando si rende conto che le cose intorno a lei sono cambiate, che Finn è davvero innamorato di Rachel e che qualsiasi cosa lei faccia non tornerà più quella di un tempo, ecco che Quinn abbandona la sua battaglia. Desiste e accetta la realtà, anche se solo per poco, dato come ce la ritroviamo nella terza stagione.

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Risvolto abbastanza importante è quello dedicato alla storia di Santana Lopez. Abbiamo conosciuto il suo pessimo carattere nella prima stagione di Glee, e personalmente dire che l’ho amata alla follia è riduttivo. In questa stagione, però, conosciamo il suo lato fragile, qualcosa che in realtà sarà approfondito ancora meglio negli episodi successivi.

Santana è lesbica. È un dato di fatto, e agli spettatori questa cosa era chiara già dalla prima stagione. E se così non fosse, sono piuttosto sicura che l’avevate subodorato. Rimanendo però perfettamente coerenti con il tema dell’accettazione di sé stessi, vediamo Santana negare più volte il suo coinvolgimento emotivo con Brittany, la sua migliore amica. Preferisce di gran lunga passare per la ragazza che si è ripassata tutti i ragazzi, piuttosto che ammettere di sentire qualcosa di forte per una ragazza.

Lei è certamente il personaggio del Glee Club che farà più fatica ad ammettere chi è, tanto che questa cosa non viene completata del tutto in questa stagione.

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Per Santana ammettere di amare Brittany è come essere etichettata, e si sa quanto le etichette possano essere fastidiose. Nessuno le ama, ed è per questo che Glee si batte: c’è davvero bisogno di dare una definizione alle persone, quando si tratta d’amore? Noi spettatori, e con noi i personaggi di questa Serie Tv, siamo convinti di no.

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Uno dei personaggi del Glee Club a cui è stato dato più spazio dal punto di vista della crescita nel corso di questa stagione è senza dubbio Kurt Hummel. Dalla scorsa stagione siamo già a conoscenza della sua omosessualità, e anche della fatica che lui ha fatto per accettare sé stesso. Diciamo che è questo che riguarda, in generale, la sua storia nella prima stagione.

Nel corso della seconda, però, questa cosa non finisce. Anzi, si approfondisce ancora di più. Il bullismo subito da Kurt a scuola lo porta a doversi allontanare da un luogo che prima trovava sicuro e accogliente. Per quanto sia una cosa approfondita solo per la prima parte della stagione, questo argomento in Glee risulta essere importante perché non viene relegato soltanto alla figura di Kurt. L’intero Glee Club viene preso di mira, anche se per motivi diversi.

Nei loro confronti non si può effettivamente parlare di bullismo, certo, ma siamo perfettamente consapevoli che le prese in giro a cui i vari personaggi sono sottoposti non fanno particolarmente bene alla loro autostima.

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L’allontanamento di Kurt dal Mckinley, però, sembra fare al ragazzo più bene che male. Il suo incontro con una realtà diversa, che accetta quello che è senza fare domande o giudicarlo in nessun modo, lo porterà a lasciarsi andare e, finalmente, ad amare. Ecco che in questa stagione nasce una delle storie d’amore che io ho più amato in questo show: quella di Kurt e Blaine.

Blaine è un nuovo personaggio arrivato proprio in questa stagione di Glee, che dimostra subito di avere un cuore d’oro e un animo che definire gentile è riduttivo. Con lui Kurt scoprirà l’amore, quello vero, e sarà anche grazie a lui se alla fine deciderà di tornare al Mckinley e riuscirà ad affrontare la terribile mortificazione al ballo scolastico.

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Ultima menzione deve essere data anche a lui, nuovo personaggio arrivato nella seconda stagione di Glee e diventato in breve tempo molto amato. Sam Evans è un ragazzo trasferitosi a Lima, con un taglio alla Justin Bieber e una bocca estremamente grande. Notato da Finn negli spogliatoi, da notare quindi la consequenzialità della situazione, entrerà nel Glee Club trovando una vera e propria famiglia in grado di sostenerlo.

La sua bellezza non passa inosservata tra le ragazze, tanto che avrà una relazione prima con Quinn e poi con Santana, durante la sua lunga fase di negazione. Io l’avevo detto che questa stagione era piena di intrecci! 

La peculiarità di questa stagione di Glee è data un po’ da tutto l’insieme che ci viene presentato: dai nuovi personaggi, alle nuove storie, alle nuove canzoni… E tutto questo viene fatto senza perdere mai di vista l’argomento principale: essere se stessi è la miglior cosa che un individuo possa fare per essere felice. 

Leggi anche: Glee – Le 10 puntate peggiori

Written by Elena Di Stasio

Ho studiato presso la Constance Billard School for Girls, e sono stata proprio io a scegliere Blair Waldorf come mia erede in quella scuola. In effetti, era la migliore delle mie tirapiedi.
All'università ho scelto di studiare per un periodo alla NYADA, ed ero l'allieva preferita di Cassandra July! Ma ho scoperto che scrivere e recensire sono le mie vere passioni. Ultimamente ho viaggiato fino a Westeros, e da poco mi sono appassionata ai viaggi nel tempo e nello spazio. Non so dove mi porterà il futuro, ma sarò lieta di tenervi aggiornati, dovunque andrò!

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