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All or Nothing: Juventus – La Recensione della serie Amazon Prime Video

  • Luca Fenu 

Dopo essere stati invitati alla conferenza stampa di presentazione da Amazon e dopo avervi anticipato cosa aspettarvi dalla stagione incentrata sul mondo bianconero, è ora di tirare le somme di All or Nothing: Juventus, la prima stagione ambientata in Italia del format targato Amazon Prime Video. Ecco qui la nostra recensione (con i dovuti spoiler).

All or Nothing: Juventus, il racconto di una stagione all’insegna del rinnovamento

all or nothing: juventus

La stagione 2020/2021 è stata sicuramente molto complicata in casa Juventus. I bianconeri, dopo 9 anni consecutivi da campioni d’Italia, hanno dovuto abdicare in favore dei rivali storici dell’Inter. Nonostante ciò, la stagione passata rappresenta la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova era, all’insegna del rinnovamento e soprattutto del ringiovanimento della rosa. Al centro della stagione c’è infatti il rapporto tra i vari nuovi volti approdati in bianconero lo scorso anno e la vecchia guardia, i senatori dello spogliatoio, Gianluigi Buffon, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci su tutti, ma anche il fenomeno portoghese Cristiano Ronaldo. In All or Nothing vediamo Federico Chiesa confrontarsi con Buffon, che gli racconta inediti aneddoti riguardanti il padre Enrico, suo compagno ai tempi del Parma. E’ curioso vedere anche come il primo americano della storia del club bianconero, Weston Mckennie, abbia dovuto rivedere totalmente le sue abitudini quotidiane, soprattutto quelle alimentari (apprendiamo che al suo arrivo a Torino pesava ben 85 kg), per adattarsi allo stile di vita made in Italy. Vedere questi ragazzi di poco più che vent’anni relazionarsi con campioni affermati e maturi è molto interessante, perché per quanto sia evidente la differenza nell’approccio alla professione del calciatore, si capisce come lo stile Juve punti a riconfermare i ben soli ideali che contraddistinguono la squadra, ovvero diligenza, serietà e professionalità, tutti aspetti che i giovani possono imparare dai più “anziani”.

La coinvolgente narrazione di All or Nothing: Juventus

all or nothing: juventus

Per quanto si tratti di una docuserie basata su eventi accaduti di recente, e quindi ben noti a tutti, è stato molto interessante rivivere i momenti della passata stagione dal punto di vista inedito regalatoci dalla produzione targata Amazon. Vengono analizzate partite chiave che descrivono al meglio l’altalenante ma comunque vincente stagione bianconera, a partire dal debutto di Pirlo sulla panchina contro la Sampdoria, passando per le mille difficoltà rappresentate in particolare dalla pesante sconfitta di dicembre in casa contro la Fiorentina, quella con il Benevento e quella a San Siro con l’Inter, fino ad arrivare ai successi nel Derby allo scadere, contro il Milan capolista, nella discussa sfida con il Napoli, grandi prove di carattere della Juventus, e alle tante altre sfaccettature di una stagione agrodolce ma comunque molto intensa. Quello a cui assistiamo è un racconto stratificato in base ai tre obiettivi della stagione: Scudetto, Coppa Italia e Champions League, il sogno maledetto di ogni bianconero. In Serie A la Juve fatica a trovare continuità, ma la cavalcata verso una insperata quanto fondamentale qualificazione in Europa è davvero emozionante. All or Nothing ci mostra da vicino le reazioni dei giocatori di fronte ai risultati negativi, mostrando la leadership di Bonucci, autentico capo popolo dello spogliatoio, e soprattutto quella, per i più inaspettata, del mister Andrea Pirlo, sul quale carattere ci sentiamo di dire che, se mai abbiate avuto dubbi, vi dovete senz’altro ricredere. Il capitolo Champions League sembrava destinato a migliori fortune, con un girone dominato e la storica schiacciante vittoria al Camp Nou nell’atteso confronto tra Messi e Cristiano, per poi uscire indegnamente contro il Porto in un doppio scontro con tante colpe ma altrettanti episodi dubbi che altro non hanno fatto che aumentare l’amarezza del gruppo.

Ed infine la Coppa Italia, con annesso, vittorioso doppio scontro con l’Inter, uno dei due trofei alzati dal club torinese la scorsa stagione. Il racconto di questo torneo è molto entusiasmante soprattutto perché al centro di esso viene messa la figura di Gianluigi Buffon, che guida la squadra in tutte le partite rendendosi protagonista dell’ultimo trofeo in maglia bianconera, prima dell’addio definitivo di fronte ai finalmente rientranti tifosi del Mapei Stadium.

In All or Nothing non c’è solo calcio, ma tanti aneddoti e curiosità sul mondo Juventus

Andrea Pirlo è uno dei grandi protagonisti di All or Nothing: Juventus, per via dell’importanza della sua figura nello spogliatoio bianconero. Lungo la stagione ci sono state tante prime volte per Pirlo, e tanti spunti di riflessione ed interessanti intrecci. L’ex calciatore si trova infatti ad affrontare il suo passato per la prima volta in panchina, vincendo a San Siro contro il Milan e portando a casa un risultato fondamentale. L’incrocio in Supercoppa contro il Napoli rappresenta la prima possibilità di mettere in bacheca un trofeo nelle nuove vesti di coach, affrontando Gennaro Gattuso, suo compagno ai tempi del Milan ed in Nazionale, con il quale formava una coppia straordinaria e leggendaria anche fuori dal campo, protagonista di mille aneddoti “alla Bud Spencer e Terence Hill”, alcuni dei quali ci vengono raccontati direttamente da mister Pirlo a cena con i suoi collaboratori. Molto importanti anche i vari confronti tra Pirlo ed i senatori bianconeri (su tutti è particolarmente toccante quello con Buffon prima della finale), suoi ex compagni di squadra fino a pochi anni fa, con i quali il rapporto di amicizia e stima va oltre quello allenatore-giocatore, aspetto fondamentale per guidare uno spogliatoio così importante.

Centrale è anche la figura dei tifosi juventini di tutta Italia che, per la prima volta in All or Nothing, assumono un ruolo così importante. Ci viene raccontata la storia di una simpatica parrocchia torinese e della rivalità calcistica tra i due preti, uno tifoso del Toro e l’altro tifoso della Vecchia Signora, storia che fa da cornice della narrazione del Derby della Mole. Ma anche le vicende di un dolcissimo padre che per i trent’anni del figlio fa firmare da Buffon, suo idolo da sempre, la maglia delle 1000 in bianconero, svelando la tenerezza dietro al supereroe che siamo abituati a vedere con i guantoni. E poi ancora il divertentissimo scenario natalizio, con i neo acquisti della Juve, e Cristiano Ronaldo, che vengono convocati per registrare il messaggio di auguri ai tifosi. In questo caso è stato veramente sorprendente ammirare la professionalità di CR7, trattato come un dio per via dei suoi mille impegni extra campo, che in 7 minuti di orologio arriva al JTC, indossa il maglione natalizio, registra lo sketch (tra l’altro, buona la prima), e torna a casa, sicuramente a prendersi cura del suo fisico statuario, allenandosi. 

all or nothing: juventus

Tra i temi che più stanno a cuore all’azienda Juventus, il presidente Andrea Agnelli e il Chief Revenue Officer, Giorgio Ricci, ci introducono ad un ambizioso progetto che riguarda gli E-sports, sempre più centrali nel panorama calcistico internazionale e ai quali la Juventus guarda con buon occhio in vista del futuro, per via della sorprendente capacità di coinvolgere tifosi da tutto il mondo, in particolare nel mercato asiatico e statunitense, anche tra i non direttamente appassionati di calcio.

Non siamo di certo qui trarre le conclusioni della stagione calcistica passata, piuttosto ci sembra giusto lodare Amazon Prime per il lavoro svolto nel confezionare questo pregevole prodotto, per il quale hanno lavorato centinaia di persone e che può rappresentare un punto d’inizio per il calcio italiano, almeno dal punto di vista narrativo, perché All or Nothing ha la rara capacità di raccontare un mondo cosi sfaccettato e complesso in modo semplice, diretto e che arrivi subito al cuore dei tifosi, cosa che può essere molto utile, in futuro, per far rivalutare il mondo del calcio anche ai non appassionati, ma soprattutto perché All or Nothing: Juventus, come ha ribadito Pavel Nedved, è un vero e proprio documento storico di questo periodo che offre una importante chiave di lettura su uno degli scenari più seguiti del nostro paese, quello del calcio.

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