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Recensione di Ratched, la serie che ha reso la pazzia qualcosa di umano e comprensibile

Ratched

“Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va?”

“No, signore, è una meravigliosa stupenda macchina delle scienza”

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Ratched, il nuovo prodotto di Ryan Murphy, era una serie tv attesa da molto. Non solo perché vede come protagonista principale Sarah Paulson, che da anni segue Murphy nelle sue geniali follie di American Horror Story, ma soprattutto perché questa serie è uno sviluppo del grande capolavoro del cinema, cioè Qualcuno volò sul nido del cuculo: Ratched è il cognome dell’infermiera Mildred Ratched, che nel film incarna la malvagità più assoluta, la malvagità della burocrazia.

Ratched è finalmente approdata su Netflix. E ha lasciato tutti letteralmente a bocca aperta.

A bocca aperta perché si è posta come “costola” di un capolavoro del cinema, onore e onere che comporta il rischio di non essere un prodotto all’altezza. Eppure Ratched è riuscita non solo a confermare il genio di Ryan Murphy e l’incredibile talento di Sarah Paulson, ma è riuscita a darci moltissimo. Così tanto da lasciarci, spesso, molto turbati.

La trama

Ratched

C’è una cosa da sapere assolutamente prima di vedere Ratched: non è una serie per i deboli di cuore. Non perché ci siano dettagli particolarmente cruenti, violenti o splatter (la cui predilizione, per Ryan Murphy, sappiamo essere innegabile) ma perché scava così a fondo da fare molto male.

La premessa è questa: Mildred Ratched è un’infermiera dallo sguardo dolce ma fermo che è estremamente determinata a ottenere un posto di lavoro presso la Clinica Statale Lucia, un ospedale psichiatrico. È attratta dai metodi innovativi per curare le malattie mentali del dr. Hanover, uno psichiatra che crede davvero che quelli che ai tempi venivano semplicemente considerati pazzi possano essere curati e abbiano possibilità di recupero, contrariamente alla medicina del tempo (il periodo è quello degli anni ’50-’60) che li riteneva soggetti senza speranza sui quali applicare “cure” terrificanti e a volte mortali. Nonostante l’interesse di Mildred per questa medicina all’avanguardia, è evidente che ciò che la spinge a voler lavorare lì non sia solo questo: è evidente che sia qualcosa di più. Nel frattempo Edmund Tolleson, un serial killer che ha appena ucciso brutalmente alcuni preti, viene arrestato e internato al Lucia. Mildred quando lo vede non prova il classico distacco infermiera-paziente, anzi, si capisce che i due si conoscono molto bene. Il piano di Mildred era perfettamente calcolato: è entrata al Lucia con un preciso scopo connesso con Edmund Tolleson.

Inizia così l’intrecciarsi dei fili del piano geniale e malefico dell’infermiera Ratched, un piano perfettamente studiato e perfettamente fallibile dove mille variabili rovineranno tutto e alla fine ricomporranno fatalmente il piano di Mildred.

Pazzia, ma in che senso?

Ratched

Per poter apprezzare questa serie tv dobbiamo (oltre che non essere deboli di cuore) distaccarci dall’idea di psichiatria e psicologia oggi. Dobbiamo dimenticare la terapia di gruppo, l’idea che un disturbo mentale sia quasi sempre generato da un trauma forte, la convinzione che molti disturbi possano essere effettivamente essere curati e non solamente sedati con pesanti farmaci. Tutto questo è puro futurismo per le cliniche mentali degli anni ’50 anche se il dr. Hanover sta muovendo i primi passi in questo senso. Il dr. Hanover è inoltre uno dei primi a sperimentare cure farmaceutiche a base di sostanze oggi diventate stupefacenti, quindi LSD e oppioidi. I suoi metodi innovativi gli costeranno molto caro: un esperimento di colloquio paziente-dottore a base di LSD finirà male e costerà al dottore quasi l’intera sua vita.

Un punto chiave di Ratched è questo: chi consideriamo davvero pazzo o squilibrato?

È vero, alcune persone affette da gravi patologie mentali non possono che essere considerate tali, ma non sono certo le uniche. La pazzia si annoda in molti personaggi di Ratched, tra cui Mildred stessa, e coloro che dovrebbero curare sono spesso i più squilibrati. Insomma, il più malato è spesso chi cura, non chi viene curato. L’altro punto chiave è una riflessione sul significato, a quei tempi, di malattia mentale perché come ci mostra Ratched l’omosessualità era considerata al pari della schizofrenia. Amare una persona dello stesso sesso era una vera e propria devianza da correggere, e ci vengono anche mostrate terribili cure per questo “problema” come affrontare lo shock termico di essere immersi prima in acqua bollente e poi in acqua ghiacciata. La riflessione di Ratched su questo tema è delicata ma brutale, perché ci viene mostrato cosa volesse davvero significare vivere in una società dove l’omosessualità è letteralmente una malattia.

Ratched

L’incredibile merito di Ratched è proprio questo: scavare nelle turbe umane più profonde e disturbanti. Togliere ai “pazzi” questa stessa etichetta, renderli umani, capire cosa sia andato storto nella loro mente. Far immedesimare lo spettatore in traumi, anche infantili, davvero pesanti: la violenza fisica, lo stupro, l’abbandono. Insomma, rendere la follia umana comprensibile, sensata, empatica.

A Ratched non va solo il merito di trasmettere messaggi potenti ma anche di essere una serie tv tecnicamente perfetta. I costumi, la fotografia, i colori utilizzati per esprimere i sentimenti in alcune scene: Ryan Murphy è riuscito a rendere perfettamente la pazzia, possibilmente in palette. Per non parlare poi del cast pazzesco. Sarah Paulson nei panni di Mildred è a dir poco meravigliosa, meravigliosamente perfetta e perfettamente pazza e maniacale. Ma non è la sola ad aver portato a casa una performance coi fiocchi: Sharon Stone, nei panni di una ricca ereditiera con grande sete di vendetta è ugualmente perfetta e allo stesso modo Cynthia Nixon. Notevole anche Sophie Okonedo, che interpreta Charlotte Wells: Charlotte è una donna con un gravissimo disturbo di personalità multipla che cambia repentinamente identità in scene davvero da brivido.

Ratched

Ratched è una serie tv che non va assolutamente persa, perché Ratched è una serie che contribuirà alla vostra crescita personale. Che vi farà avere una prospettiva diversa rispetto al problema delle malattie mentali. Che vi farà riflettere sul fatto che forse, in misura grande e piccola, la pazzia è dentro tutti noi.

Leggi anche: Ratched – Sarah Paulson ha “fatto i capricci” perché Ryan Murphy la scegliesse

Written by Caterina Bertoni

Vedo gente. Scrivo cose. Vedo serie e le preferisco alla gente, perché molta gente, in fondo, non è poi così seria.
Amo le parole e la pasta al sugo: penso che siano proprio le parole a dare sugo a questa nostra vita.

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