C’è chi apre RaiPlay solo per rivedere una fiction comfort dopo cena. E poi c’è chi, per caso, scopre che dentro la piattaforma si nasconde una collezione di cinema italiano davvero impressionante. Negli ultimi anni, infatti, RaiPlay è diventata una piccola miniera d’oro per chi ama i drammi intensi, le storie umane, il cinema d’autore e quei film che ti restano addosso anche dopo i titoli di coda. La cosa più bella? Molti di questi titoli si possono guardare gratuitamente e senza dover rincorrere abbonamenti su cinque piattaforme diverse.
Tra pellicole premiate, film candidati agli Oscar e opere che hanno fatto discutere critica e pubblico, la sezione dei film su RaiPlay è molto più ricca di quanto si pensi. Da storie criminali che raccontano l’Italia più dura fino a opere poetiche e malinconiche sul tempo, sull’amore e sulla memoria, questi sette titoli rappresentano perfettamente la forza del cinema italiano contemporaneo. Alcuni sono diventati veri cult moderni. Altri meritano decisamente più attenzione. Ecco a voi la lista:
1) Gloria!: il musical italiano che nessuno si aspettava
Tra i film su RaiPlay più sorprendenti degli ultimi anni, Gloria! è probabilmente quello che riesce a lasciare più spiazzati. E lo fa in senso positivo. Diretto da Margherita Vicario, il film prende l’atmosfera dei drammi storici in costume e la trasforma in qualcosa di moderno, musicale e incredibilmente vivo. La storia segue Teresa, una ragazza muta che vive in un istituto femminile nella Venezia di fine Settecento. In quel luogo rigidissimo, fatto di regole e silenzi, la musica diventa uno spazio di ribellione e libertà.
Ma Gloria! non è il classico film storico polveroso che ti immagini guardando il poster. Anzi. È pieno di energia, di invenzioni visive e di momenti quasi pop. La scelta più geniale del film è proprio il contrasto tra ambientazione antica e sonorità moderne. Funziona molto più di quanto sembri sulla carta. In certi momenti sembra quasi di assistere a un esperimento teatrale contemporaneo, ma con il cuore di un racconto femminista e profondamente emotivo. Visivamente è elegantissimo. I costumi, le luci e la fotografia creano un’atmosfera sospesa che ricorda quasi un videoclip d’autore. Eppure non perde mai la componente umana. Teresa resta sempre il centro emotivo della storia.
Per chi cerca film su RaiPlay diversi dal solito, Gloria! è una scelta quasi obbligatoria. È uno di quei film italiani che dimostrano quanto il nostro cinema possa ancora sorprendere quando osa davvero.
2) Stranizza d’Amuri: un amore delicato e devastante
Stranizza d’Amuri è uno di quei film che arrivano in punta di piedi e poi ti rimangono addosso per giorni. Diretto da Giuseppe Fiorello, racconta una storia d’amore adolescenziale ambientata nella Sicilia degli anni Ottanta, ispirata a un fatto realmente accaduto.
Il film segue Gianni e Nino, due ragazzi molto diversi che iniziano lentamente ad avvicinarsi in un contesto profondamente chiuso e giudicante. Quello che colpisce di più è il tono delicato con cui viene raccontato il loro rapporto. Non c’è mai spettacolarizzazione del dolore. Tutto è costruito con estrema sensibilità. La Sicilia mostrata nel film è bellissima ma anche soffocante. Il mare, le piazze, le estati luminose convivono con il peso del pregiudizio sociale. Ed è proprio questo contrasto a rendere Stranizza d’Amuri così potente emotivamente.
Uno degli aspetti migliori è la naturalezza dei protagonisti. Le loro interazioni sembrano vere, spontanee, fragili. Non sembrano personaggi costruiti per il cinema, ma ragazzi reali che cercano semplicemente il proprio posto nel mondo. Ed è impossibile non affezionarsi a loro. Tra i film su RaiPlay più emotivi attualmente disponibili, questo è sicuramente uno dei più intensi. Fa arrabbiare, commuove e lascia una malinconia enorme, ma senza mai diventare manipolatorio. È cinema che parla di libertà, identità e paura con una sincerità rara. E soprattutto ricorda quanto il cinema italiano sappia ancora raccontare l’amore in modo autentico, senza bisogno di trasformarlo in qualcosa di artificiale.








