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Quantico non è inaccettabile. Ma nemmeno un capolavoro

Quantico
Quantico

Quantico è stato il grande bluff della stagione telefilmica 2015/2016. Presentato come una “serie rivelazione”, si è rivelato in realtà essere una Shondata senza Shonda, scontato e molto poco curato. Vediamo perché.

La storia inizia in medias res, seguendo un po’ (o copiando?) quello che è l’inizio di Lost: una ragazza, Alex Parrish, con i capelli raccolti e il viso sporco si sveglia in mezzo alle macerie. Poi iniziano i flashback e vediamo la stessa ragazza mentire a sua madre e partire per la base dell’FBI a Quantico.

Quantico
Alex Parrish

Tutta la stagione vede questa alternanza tra presente e flashback che, sostanzialmente, come format di solito funziona: basti pensare a Lost appunto, a HTGAWM e a tantissimi altri. È un format che ci permette di conoscere i vari personaggi e/o la situazione senza che ci venga svelato tutto subito. Come invece succede in Quantico.

Già nella prima puntata un flashback ci informa che Alex, da bambina, ha sparato a suo padre. L’uomo, ubriaco, stava picchiando sua madre e lei, spaventata, l’ha difesa. Inutile dire che la madre si è presa la colpa. Anche questo sa di già visto. Se volete vedere qualcosa con una trama del genere, piuttosto perdete due ore a guardare il meraviglioso Marnie di Hitchcock, con Sean Connery come coprotagonista.

Ma torniamo a noi. E al presente. Trovata illesa sul luogo dell’attentato, la ragazza ritrova i suoi colleghi. Interrogata sugli avvenimenti, viene ovviamente sospettata e arrestata perché l’FBI è stato informato che l’attentatore è qualcuno che ha frequentato la base di Quantico nello stesso periodo della Parrish.

Naturalmente, la ragazza viene fatta evadere dall’unica persona che le crede.

Ora, il fatto che ci sia solo Miranda, sua istruttrice a Quantico, a crederle già di per sé stona. Perché? Perché in tutti i flashback Alex viene presentata come una ragazza forte e determinata, molto ammirata e anche abbastanza amata dai suoi colleghi. Forse anche invidiata, vero, ma non basta a far sì che tutti credano che una ragazza con forti valori morali e senso della giustizia in realtà sia sempre stata una doppiogiochista. E invece per tutti è assolutamente normale. Bah.

Ma non è l’unica cosa che non funziona. Prendete proprio Alex: oltre alla costruzione un po’ debole del personaggio (vorrebbe essere forte, figa e determinata, la prima della sua classe, ma fa una quantità di errori e casini imbarazzanti, errori che poi gli altri devono sistemare), vediamo la scelta dell’attrice. Priyanka Chopra, Miss Mondo nel 2000, è sicuramente una ragazza bellissima e talentuosa, ma… ehm… non per la recitazione. E capite che una protagonista che recita male rende difficoltosa la visione.

Quantico
Priyanka Chopra

Per quanto riguarda gli altri personaggi, questi sono abbastanza stereotipati: dalla ragazzina bella, ricca e viziata che ha perso i genitori l’11 settembre al ragazzo altrettanto bello, ricco e viziato, raccomandato dai genitori (entrambi ai vertici dell’FBI), ex drogato e membro di una setta, con problemi con i genitori (e che guarda caso si mettono insieme!); dalla ragazza competitiva e leale, brusca e antipatica, che vorrebbe essere come Alex, tanto da farsi il suo ragazzo, alle due gemelle identiche, ma caratterialmente diverse; dal ragazzo perfetto che in realtà è un agente dell’FBI infiltrato per tenere d’occhio Alex, all’istruttore ossessionato dalla ragazzina (sempre Alex), e così via…

Ecco, questa è un’altra cosa abbastanza assurda: sono tutti ossessionati da Alex. Tutto ruota attorno a lei: tutti vogliono farsela, tutti vogliono essere suoi amici o vogliono essere lei. Ora, capisco che sia la protagonista, ma questa cosa mi suona abbastanza ridicola.

Quantico
Shelby Wyatt

Tornando ai personaggi, sono tutti troppo problematici: non c’è nessuno che non nasconda un segreto inconfessabile. O che crede una cosa e invece si scopre che la realtà dei fatti è radicalmente diversa. Prendiamo Shelby, la ragazzina bella, ricca e viziata di cui ho accennato sopra. I genitori sono morti durante l’attentato dell’11 settembre: erano su uno dei due aerei che si è schiantato contro le Torri Gemelle. Ma, in realtà, i due genitori sono vivi e vegeti e truffano la figlia tramite una donna che finge di essere la sua sorellastra.

Insomma, troppa carne al fuoco, tutto troppo poco equilibrato. E questo è solo un esempio, ma la maggior parte dei personaggi sono costruiti così: credo che in questo modo gli autori della serie abbiano pensato di renderli empatici e in parte ammetto che ci sono riusciti. I personaggi infatti mediamente sono abbastanza piaciuti, soprattutto i più ‘strani’, come il nerd-finto gay Simon e le due gemelle arabe Amina e Nimah o la stessa Shelby, troppo sfigata per risultare antipatica.

Ma la cosa che ho trovato più imbarazzante in Quantico è il modo tecnico in cui sono gestiti i flashback. Infatti se il personaggio in questione non aveva la barba o ne aveva poca in quel momento della serie, anche nel flashback relativo ha la stessa barba; viceversa, se ha una barba folta anche nei flashback relativi ha la barba identica. Mi sto riferendo in particolar modo al personaggio di Ryan Booth, che nella prima metà della serie ha un tipo di barba e nella seconda metà un altro e questo si riflette sempre. Di solito si tende a evitare queste cose e a rendere diversi magari i capelli, come hanno fatto ad esempio con Shelby, che nel presente ha i capelli più corti e un trucco diverso.

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Ryan Booth

Stessa cosa vale per i personaggi morti o spariti. Un esempio su tutti, Natalie, l’agente invidioso di Alex. La ragazza muore a circa metà della stagione e non ricompare più, nemmeno nei flashback. Il problema era sì stato risolto con un permesso che la Natalie si era presa per risolvere questioni familiari, ma la cosa assurda è che non c’era nemmeno al diploma. Però sappiamo che quando c’è stato l’attento lei era un agente attivo. Quando si è diplomata? Quando ha frequentato la parte finale di un corso che veniva definito spietato e da cui non ci si poteva assentare poi così? Non l’hanno spiegato.

Lo so che sembrano piccolezze, però sono anche i dettagli che distinguono un’ottima serie da una più approssimativa. E Quantico è assolutamente una serie approssimativa, piuttosto banale e poco curata. Tuttavia, è stata rinnovata per una seconda stagione, diversamente da altre serie più meritevoli (come The Family). Spero solo che correggano il tiro e mi stupiscano! Nel frattempo, recuperiamo serie migliori.

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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