Elegante, ambizioso e a tratti cinico e spietato: Howard Hamlin è la rappresentazione ideale dell’avvocato senza scrupoli, senza mai essere monodimensionale.
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Il pragmatismo che lo caratterizza lo fa andare oltre gli stereotipi più banali, rendendolo intrigante e misterioso. Un personaggio da scoprire e comprendere nel tempo, per quanto possibile. E che alla fine emergerà sul serio, con peculiarità inedite. All’Howard Hamlin ingessato e idealizzabile che si vede nelle prime stagioni si affianca infatti un personaggio caratterizzato da maggiori fragilità. E caratterizzato da un conflitto interiore scaturito dai sensi di colpa che la tragica morte di Chuck McGill porta con sé. Howard, infatti, sente di essere fortemente responsabile a riguardo. E farà di tutto per porre rimedio agli errori del passato. Finendo, tuttavia, per essere fagocitato dall’evoluzione sempre più incontrollabile e violenta di Saul Goodman. Un uomo ormai irriconoscibile, rispetto al Jimmy McGill che aveva condiviso parte del percorso con lui.
