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Penny Dreadful: City of Angels 1×01 – Llorona, cosa vuoi di più?

Ed eccoci qui, a parlare ancora di quel capolavoro che è Penny Dreadful. Questa volta però non parliamo della serie madre ma del suo spin off. Esattamente, perché domenica scorsa Showtime ha lanciato il primo vagito del suo figliolo, Penny Dreadful: City of Angels 1×01. Ma cosa ci ha trasmesso veramente questa prima puntata, così, a caldo?

Diciamocelo sin da subito, Penny Dreadful: City of Angels porta il nome di quella grande serie tv originale inglese che ha fatto la fortuna di Showtime, e tutti un po’ stavamo aspettando, consciamente o no, di essere trasportati di nuovo in una dimensione poetica e illusoria.


E devo dire, c’è stata, ma non per tutta Penny Dreadful: City of Angels 1×01 e non della stessa entità di Penny Dreadful.

Fare paragoni finora è stato lecito proprio per il nome e la grande firma che sono dietro ai due prodotti, ma cerchiamo di analizzare Penny Dreadful: City of Angels 1×01 per quello che è, una serie tv a sé stante.

penny dreadful: city of angels

Iniziamo dall’inizio e dalla fine, perché sono stati i due momenti che hanno maggiormente solleticato il nostro istinto da donne e uomini ragno. Si inizia con una profezia e con l’incontro di due sorelle, si finisce esattamente nello stesso modo ma a profezia già iniziata. In questo continuum temporale vediamo la trama prendere forma e diventare la base per tutto ciò che vedremo nelle prossime puntate e la carne al fuoco è veramente tanta.

Ed è forse proprio questo che stona un po’ e che rende la prima puntata accettabile ma nulla di ultraterreno. O meglio, tutto rimanda all’ultraterreno ma siamo ancora alle prime battute e il pilot ha raccontato ma non ha stupito. Alcuni elementi sembrano poggiati in un angolo e lasciati lì, come il discorso del medico Kraft nel mezzo di una strada pubblica, in una scena che ha ricordato tanto Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte di Seurat.

Ma, come dicevamo, siamo ancora all’inizio. Non sappiamo ancora nulla degli omicidi che vediamo a inizio puntata e neanche delle due sorelle, e poi…

penny dreadful: city of angels

poi c’è quella canzone che continua a fare da sfondo al fuoco e alla lotta. La Llorona, lo spettro del folclore che abita l’America latina che è alla costante ricerca di suo figlio. Quello è uno degli indizi che più ingolosiscono assieme al rituale che sembra nascondersi dietro i cadaveri a cui hanno rimosso i cuori.

Cos’hanno in comune la Santa Muerte, gli omicidi, la strada che sta per essere costruita nel cuore della comunità di Santiago e il nazismo?

Sicuramente la profezia che vede il nichilismo prendere il sopravvento e distruggere tutto. Si diceva sarebbe iniziato tutto con una guerra tra popoli, tra fratelli, è così che è iniziata. E tutto questo sta per diventare qualcosa di ancora più oscuro e intricato.

Penny Dreadful

L’inizio e la fine ricordano molto la penna che ha scritto e che ha girato Penny Dreadful. La poesia, il buio che viene nascosto dalla luce solo in apparenza pura e intensa. Il buio che riappare pian piano, fino a dilagare alla fine della puntata.

La Santa Muerte è ciò che ci accompagna di più in questo viaggio:

Navigo in quell’agonia…

Così come la Llorona che perde suo figlio e lo cerca ovunque. Sarà la sua stessa sorte?

Non provo nessun sentimento per gli esseri umani

Ma il suo sguardo la tradisce, come se ci fosse qualcosa che la costringe a dirlo ma che la porta a non pensarlo davvero.

E poi ovviamente c’è Magda, la vediamo in più forme, sotto mentite spoglie e poi vestirsi dei suoi veri panni. Sembra istigare l’odio e permettere una superficie su cui far adagiare la vera natura degli uomini. Una vendetta la sua, ma per cosa?

In sunto, possiamo dire che questa prima puntata ha dato molto, ha aperto e chiuso sottolineando un gran potenziale ed è su questo che speriamo che Logan dia il suo meglio, come è stato tempo fa per Penny Dreadful.

Leggi anche: Penny Dreadful: la spiegazione del finale

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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