in ,

Penny Dreadful: City of Angels 1×10 – L’ironia di una fine che sa di inizio

Questa è davvero la puntata finale, la chiusura di un cerchio che aspettavamo non tanto per rassegnazione quanto per conferma o fallimento dei nostri giudizi finora rimasti sospesi. Penny Dreadful: City of Angels 1×10 è finalmente arrivata e adesso possiamo dire tutto ciò che dobbiamo.

Tra nazismo e resistenza, religione e profano, siamo arrivati alla fine della storia. La Santa Muerte esce allo scoperto, così come successe quando questa serie era appena iniziata. E così come allora accende la fiamma lì dove già c’è cenere.

Finalmente i pezzi si congiungono e pian piano si svela il futuro dei protagonisti e quello delle loro lotte. Questa puntata ha davvero chiuso dei capitoli, ma allo stesso tempo ha lasciato aperta quella che dall’inizio si è manifestata come la trama principale. Tiago e il suo rapporto con Magda rimane tuttora indecifrabile anche se le parole di lei sono chiare e sono indirizzate agli istinti primordiali del detective.

Penny Dreadful: City of Angels 1x10

Verrà il giorno in cui il mondo sarà pronto per me. Le nazioni faranno la guerra l’una con l’altra, le razze si divoreranno a vicenda e i fratelli si uccideranno fra di loro finché non rimarrà anima viva. Sei pronto, Tiago Vega?

Le leggi marziali sono state approvate, Los Angeles, la città degli angeli, è appena entrata in guerra con se stessa e da qui sarà tutto ancora più difficile.

Penny Dreadful: City of Angels 1×10 ha dimostrato quello che le aspettative più rosee avevano previsto. La puntata è a tratti eccelsa e la chiusura di molte trame permette di affinare i giudizi e le conclusioni.

La morte di Brian è un simbolo, come a voler dire che il nazismo deve morire sul nascere, non può crescere, non può nutrirsi d’aria. Neanche se si tratta della vita di un giovane. Quello che per tutti è essenziale per il nazismo diventa carburante per l’espansione e per la sua idea di morte.

Penny Dreadful: City of Angels 1x10

Dottie un paio di puntate fa la chiamò ingegneria sociale, in quest’ora di puntata è diventata realtà. Non più strade che collegano, autostrade che feriscono la città nel suo punto più vitale, come distruzione di un cuore sociale che al centro di Los Angeles ormai non respira più.

È un controllo delle masse. Tagli fuori i Chicanos con una barriera di cemento e acciaio, li metti nel ghetto. E poi innalzi un’altra autostrada attorno ai mulatti, e poi attorno gli ebrei, e poi ai cinesi. Non stanno costruendo delle strade. Ma muri.

Tiago sembra prendere le parole dal vento delle distruzioni che vede davanti a sé. Descrive esattamente ciò che accade, ciò che per anni è accaduto e che purtroppo, in modo forse più subdolo ma ugualmente tragico, accade anche oggi. Il gioco di ombre che in qualche modo speravamo di veder finire in questa puntata con una sonora sconfitta del nazismo ha in realtà ripreso forza. Ma alla fine sapevamo quanto ci sarebbe costato andare avanti nella visione di questa serie, non si sono mai risparmiati con le morti e la rappresentazione delle ideologie. Anche uno dei personaggi che poteva fungere da eroe mite ha perso totalmente il controllo, Peter Craft è ufficialmente Peter Krupp e le speranze di una sua stabilità ideologica sono ferite e addirittura cancellate.

Per la prima volta vediamo gli sguardi di Rio ed Elsa che si incrociano e che si comprendono e questo innesca il cambio repentino di Peter e la morte del Re che lascia il trono a Mateo. Le fazioni sono così ormai nette, niente più ibridi, niente più quiete sociale, questo è il tempo delle lotte e della morte.

The King is dead

Sappiamo poco altro delle varie sfumature di Magda, come i suoi personaggi siano stati creati e a quale scopo. Da che parte stanno?

Sembra perdersi tutto nel caos, la famiglia, l’amore, la tranquillità di una notte iniziata diversamente da come poi è finita. Ogni elemento sembra riportare alla prima puntata, l’autostrada, il bipolarismo tra gente comune e potere e naturalmente i dissidi dei fratelli che questa volta però non vedono scontrarsi Tiago e Raul.

E infine, Molly. Fino alla fine ci ha fatto credere di essere depositaria di un segreto più grande di lei. Eppure l’abbiamo vista abbracciare la Santa Muerte con delicatezza e passione, scompare così anche l’ultimo testimone della follia di sua madre. L’omicidio Hazlett rimane ufficiosamente irrisolto e Molly abbandona per sempre l’idea della libertà.

Penny Dreadful: City of Angels 1×10 ha passato a pieni voti l’esame finale, abbiamo visto tanto, forse anche di più di ciò che ci saremmo aspettati. Il dubbio che finora ci ha attanagliato: quanto è stato vantaggioso introdurre così tanti personaggi e spiegare veramente così poco fino all’ultimo, ha premiato e ha permesso la totale sorpresa di questo ultimo atto. Per ora. Perché adesso sembra quasi che la lotta sia appena cominciata.

Senza dimenticare quanto Natalie Dormer e le sue performance siano state straordinarie e sensazionali, da sola ha saputo reggere non solo una moltitudine di personalità tutte diverse, tutte con le loro originalità, ma anche la scena vera e propria, onore a lei. In attesa di poterla rivedere nelle sue interpretazioni e di poterci finalmente capire un po’ di più.

Leggi anche: Penny Dreadful: City of Angels – Tutte le recensioni della prima stagione

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

ranjit how i met your mother

10 cose che (forse) non hai notato di Ranjit, il tassista di How I Met Your Mother

misfits

I 5 migliori momenti musicali di Misfits