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MasterChef – Le Pagelle: Carmain e le uova maledette; Tracy incontra Mery a C’è Posta per Te

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a sclerare. Ed è proprio ciò che sta accedendo in questi ultimi episodi di MasterChef 11. Tra strane maledizioni, malocchio, tradimenti inaspettati ed Esterne avvelenate, ne abbiamo viste davvero di tutti i colori.

Come avevamo previsto nelle scorse pagelle di MasterChef 11 (che potete leggere qui), in questo episodio sono volate lacrime su lacrime, e non solo perché nella Mistery Box c’erano delle cipolle da tagliare.

Poi ho guardato dentro a un’esterna e ci ho visto dentro tanto rancore. E, in questo caso, non parlo di Tarek Iurcich ma della guerra (molto poco fredda) tra le due fazioni della MasterClass. Di questo passo, mi aspetto che dalla prossima Mistery fuoriesca l’inimitabile Cavolini, per dare una vera e propria lezione di salatura e pianto ai pivelli di questa edizione.

Auspicando un celere armistizio, ecco le Pagelle di MasterChef 11

1) Tracy – Voto 9

Tracy continua il suo percorso in salita in Masterchef 11, emergendo sempre di più all’interno della MasterClass e vincendo il premio “arciduca Francesco Ferdinando” per essere stata, inconsapevolmente, la goccia che ha fatto traboccare il vaso (ndr il vaso è Mery).

Amici amici e poi ti f*ttono la tagliatella.

In più, ci sentiamo di assegnarle anche l’ambito premio “Maria De Filippi” per la storia più commovente di questa puntata. Insomma, un en plein di premiazioni per lei.

P.S. che ne pensa la nutrizionista del piatto unico?

2) Polone – Voto 5


Se fondessimo un vichingo norreno, un gladiatore, Tormund di Game of Thrones e un camionista assiduo frequentatore di trattorie nostrane, ciò che ne uscirebbe fuori sarebbe sicuramente Polone.

Da quello che abbiamo capito fino ad ora, Polone è l’uomo della carne. Infatti nel momento del bisogno, come un ninja poco discreto, prova a lanciare il suo attacco bomba a colpi di mele disomogenee e filetti tagliati male. Un colpo che ahimè lo trascina drittto dritto dalla sua Mery, ma che non impedisce alla brigata rossa di trionfare sonoramente. Gli scarti creano il cuoco, non il filetto. In questo caso, però, né gli scarti né i filetti fanno il Polone cuoco.

3) Christian – Voto 6

Lo sanno tutti che la verità sta nel mezzo. Lo sa anche Christian che, infatti, si arrabbia se viene scelto per ultimo e si arrabbia ancora di più se viene scelto per primo. Gli ultimi saranno i primi, e così è stato, ma al buon Christian non va bene e allaccia a malavoglia il grembiule rosso intorno alla vita, lontano dalla sua #bff dai capelli fucsia.

Anche se quando è salito in balconata non mi sembrava poi così scontento di non dover impiattare una omelette bavosha bavosha.

4) Nicholas – Voto 5

MasterChef 11
Nicholas – MasterChef

Devo dire che Nicholas non ha avuto il tempo di emergere all’interno della MasterClass, e quel poco che ci ha detto lo ha fatto apparire come la versione maschile di Hermione Granger, ma senza le skills di Hermione Granger. Devo ammettere che il paragone tra il ristorante stellato e la nonna Benita, però, ha colpito dritto al cuore e ha contribuito a intralciarmi la visione della Mistery Box.

Provateci voi a scrivere le pagelle, vedere MasterChef e ammirare Locatelli con gli occhi annebbiati dal pianto. Non è facile.

Un altro momento che ha messo a dura prova il mio condotto lacrimale è avvenuto senza dubbio alcuno quando Nicholas ha messo nel frullatore la mozzarella con la salsa di soia. Le più alte istituzioni europee e internazionali si stanno consultando con estrema urgenza su questo nuovo e inaudito crimine di guerra. Un reato che fa sembrare l’ananas sulla pizza una burla di quartiere.

Shame shame shame shame

5) Carmine – Voto 7

MasterChef 11

La MasterClass è un luogo oscuro, ai grembiuli piace cambiare (colore) e alle uova piace essere maledette. La maledizione del tuorlo, infatti, si infrange sul giovane Carmain e la sua tagliatella soffre le pene della maledizione. Chissà se dietro tutta questa magia oscura c’è al Matrigna Tina o il misterioso Voldeshal, anche conosciuto come Bruno Barbieri, anche conosciuto come Prof. (Chi sarà mai il suo Mignolo, pronto ad affiancarlo nella sua giornaliero tentativo di conquistare il mondo).

Che dire, per fortuna Lia decide di portarlo con sé nella squadra rossa e gli risparmia un pressure a base di omelette che per Carmain sarebbe stato probabilmente fatale. A meno che il topolino annidato tra i suoi capelli non avesse deciso di rispolverare le sue radici francesi. D’altronde sempre di radici si parla, no?!

6) Andrea – Voto 6

MasterChef 11
MasterChef 11 – Andrea

Nella cucina di MasterChef 11 un giorno sei in e un giorno sei out.

Come dicevo, ai grembiuli piace cambiare, e la strada che collega il podio della Mistery al portone d’uscita dalla MasterClass è davvero breve. Inoltre, il vero difetto di Andrea è stato quello di aver pianto troppo poco, e si sa a MasterChef il sale (delle lacrime) è importante.

Ma una lezione importante l’abbiamo finalmente imparata: sempre meglio sgrassare con il limone che con il basilico. A quanto pare porta male.

Andrea è come quell’amico che ogni volta che bisogna andare in un posto nuovo asserisce “la so io la strada” per poi finire dispersi tra le montagne con le caprette che fanno ciao. “Il risotto è il mio piatto forte” – Cit.
Hello Baccalà, my old friend.

7) Anna – Voto 4

MasterChef 11
Anna – MasterChef 11

Anna dai capelli rossi va, vola e va, come un carboidrato con un altro carboidrato. Tiè.

Anche questa volta la nutrizionista non perde occasione per fare la nutrizionista. Si lamenta del pane con le patate, come se non avesse mai mangiato un piatto di pasta, patate e provola. Cioè io spero per lei che lo abbia mangiato, altrimenti la storia della sua vita è sicuramente più triste di tutte le storie strappa lacrime che abbiamo sentito in questa puntata di MasterChef e in tutte le puntate di MasterChef mai andate in onda fino a questo momento.

Tra le altre cose, in un confessionale assolutamente non richiesto ci fornisce il suo parere, assolutamente non richiesto, su cosa avrebbe fatto lei se fosse stata al posto di Tracy. Un piccolo dettaglio è che lei non è al posto di Tracy.

E tu svantaggiami come svantaggeresti te se fossi me e viceversa
Quindi male e senza capire nienteeee (cit. Lo Stato Soshale)

8) Mery – Voto 3

masterchef


Quando pensavi che il drama avesse raggiunto il culmine a MasterChef, ecco che arriva Mery la ragazza con il mondo contro.

Già me la immagino in palestra quando tiene i suoi corsi da personal trainer, che se ti assenti per una lezione lei la volta dopo ti punisce con 100 piegamenti, 50 burpees e 500 addominali. Ogni azione è un’offesa verso di lei, ogni movimento è un movimento per affossarla, ogni coltello della MasterClass è lì per essere piantato nella sua schiena quando meno se lo aspetta.

Ma anche meno.

Qualcuno chiami Sarah di Zerocalcare per ricordare a Mery che è solo un filo d’erba. O un filo di fieno se lei preferisce… ma non penso.

9) Bruno – Voto 7

Federico – MasterChef 11

Bruno reagisce con la reattività di Internet Explorer, d’altronde è risaputo che se non hai gli occhiali ben piantati sul naso non puoi sentire bene. Non a caso la prima cosa da fare per vedere meglio in caso di retromarcia è abbassare il volume della radio in macchina. Tutto ha il suo senso.

Tra l’altro, il nostro vecchio volpone è quello che più di tutti avrebbe meritato un soprannome in questa edizione. A cosa servono questi Mery e Polone, se il vero problema è il continuo riecheggiare di Bruno, con la perdurante incertezza in merito all’identità della persona chiamata in causa. Se a questo aggiungiamo anche un udito claudicante comprenderete che Bruno non è l’eroe che meritiamo ma quello di cui abbiamo bisogno.

10) Mime – Voto 7

Se Bruno è il nostro Batman, Mime è la nostra Robin (o forse è il contrario). La coppia che scoppia ha superato di granlunga Nicky e la sua cinghialotta con il nome lungo (che ultimamente è abbastanza silenziosa). Mime ha sempre la parola giusta al momento giusto, e in questa edizione penso sia il vero tallone d’Achille di Barbieri, che è palesemente incantato dalla giappo-toscana in questione.

In tutto questo, nella faida di gruppo non è dato sapere da che parte stiano Mime e Bruno, forse dalla parte di chi non ha capito che c’è una faida in corso. O è ancora più probabile che siano i veri capi in incognito della fazione maggioritaria che avversa la banda bassotti formata da Mery, Christian e Polone. Non a caso, infatti, nella scorsa puntata Mime ha espresso la sua “simpatia” per l’aitante Dj argentino (storico nemico di Tormundone). Embè mica scema.

11) Nicky Brian – n.c.


Nicky no está, Nicky se fue, Nicky se escapa de mi vida. Fare questa citazione in italiano era un po’ troppo mainstream, quindi ho deciso di seguire il consiglio di Giorgia Meloni, per capire se anche questa canzone funziona meglio in spagnolo come il suo tormentone sulle donne cristiane, madri e italiane.

Una perifrasi assolutamente inutile, un po’ come la presenza del Brian in questo episodio, rilevante solo per la presenza del cinghiale di plastica ad affiancare la presentazione del piatto del giorno. Per il resto è più assente dei parlamentari in Parlamento.

12) Dalia – Voto 8

MasterChef 11

Dalia è il soldato della MasterClass, sempre pronta a cucinare i suoi piatti noncurante di ciò che succede intorno a lei. Mentre gli altri litigano lei pensa a come migliorare la sua cucina, e guarda con indifferenza ai tanti concorrenti che si divertono a farsi i dispetti a vicenda.

Ma dietro la sua maschera da soldatessa glaciale, scopriamo finalmente il suo lato ribelle e clandestino alla conquista di terre fredde e lontane in cui fingersi studentesse per poi essere brutalmente espulse.

13) Federico – Voto 6

F come Federico, al vendetta perfetta e la giusta merce di scambio di Mery per rispondere agli attacchi di Lia pronta a togliere dal paniere tutti i suoi amichetti del cuore per portarli con sé nella squadra rossa. La squadra del diavolo.

Solo che non c’era il diavolo ma Lia, che è un po’ la stessa cosa. Quest’ultima però, quando ne ha la possibilità non preleva l’amichetto dalla squadra avversaria e lo lascia sprofondare al pressure, dove se la cava piuttosto bene con una omelette bavosha al punto giusto.

Siamo sicurissimi che se fossi nato italiano saresti nato napoletano, d’altronde il feeling con Cannavasumo è piuttosto chiaro.

14) Lia – Voto 9

Sì lo sappiamo, Lia è tanto tanto tanto tanto cattiva, tanto tanto tanto sicura e tanto tanto tanto stratega. Ma MasterChef è anche questo, non solo piantini sparsi e vendette riuscite male.

Superata l’occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, Lia torna più forte di prima e si prende la balconata manco fosse Cersei Lannister sul Trono di Spade, con il suo calice di vino rosso e la sua voglia di distruzione di massa.

In questa puntata ci riesce abbastanza bene, effettuando le sue scelte con sapienza e prelevando il buon Pietro nel momento giusto per stracciare la squadra avversaria a suon di fieno.

15) Tina – Voto 4

E Tina piange, Tina ha l’ansia, Tina vuole l’uovo ma ha paura dell’omelette, e forse l’omelette è dentro di lei.

La Strega Salamandra della MasterClass colpisce i suoi bersagli con la forza del malocchio, che sia uno gnocco (non parlo di Locatelli eh) o che sia un tuorlo, lei è pronta a scagliare le sue maledizioni sul prossimo. Anche se a volte queste maledizioni non funzionano bene e si finisce dritti dritti a piangere lacrime amare al Pressure Test (sempre per colpa delle scelte cattivone di Lia eh, mica per colpa dei loro piatti mal riusciti, figurati).

16) Elena – Voto 5

Anche la buona Elenuccia rimane in un limbo di anonimato per questa puntata. D’altronde ha bisogno di un po’ di riposo dopo la stancante tripletta. Lei e le sue salopette, hanno bisogno di una piccola pausa dai successi, quindi si accontentano di una neutrale zona grigia (che in tempi di guerra non fa mai male, anche se sappiamo tutti che il suo cuore è con Carmain e con il partito maggioritario).

Aspettiamo le prossime puntate per ulteriori sviluppi e, si spera, per ulteriori triplette a MasterChef 11.

17) Pietro – Voto 8

Con la forza dell’arancina e con l’inafferrabile duttilità di uno spadaccino, Pietro affronta a muso duro i giudici facendo valere le sue ragioni in merito al sesso dell’arancin* e conquistando un posto tra i migliori della Mistery.

In fondo lui è un uomo tutto d’un pezzo, un uomo con le radici ben piantate nel terreno (o nel mare della sua Sicilia?). In ogni caso, nonostante preferisca l’aria di mare, bisogna dire che anche quella di montagna non gli fa affatto male, non lasciandosi cogliere alla sprovvista quando si tratta di cambiare bandiera e passare all’improvviso dalla squadra blu alla squadra rossa. Mica scemo lui eh, che cambia più facce di Arya Stark che diventa Nessuno.

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