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Tiger King – Donald Trump non ha graziato Joe Exotic

Tiger King
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Tiger King non ce l’ha fatta: Joe Exotic, protagonista del fortunato documentario di Netflix in otto puntate (e non solo: Tiger King potrebbe diventare anche live action) e attualmente detenuto in carcere in Texas, non è stato graziato dall’ormai ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In compenso, alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Joe Biden c’erano tutti, ma proprio tutti: incluso Bernie Sanders in tenuta anti freddo, diventato subito un meme insieme a Kamala Harris e al suo completo viola che ha ricordato a molti una puntata dei Simpson (vi abbiamo parlato dei meme e dell’ennesima profezia dei Simpson qui).

Tradizione vuole che il presidente uscente, nei suoi ultimi giorni di mandato, si congedi dai suoi doveri pubblici compiendo azioni misericordiose come graziare condannati a morte o persone che aveva allontanato dai loro incarichi per i motivi più disparati. Donald Trump ha graziato centinaia di persone, incluso il suo ex collaboratore Steve Bannon, ma tra queste non c’è Tiger King, Joe Exotic. Joseph Allen Maldonado-Passage, questo il vero nome dell’allevatore di tigri, è stato condannato nel 2019 a 22 anni di reclusione dopo essere stato ritenuto colpevole di diciassette capi d’accusa per abuso di animali e due accuse di omicidio su commissione per il tentato omicidio della direttrice di Big Cat Rescue Carole Baskin.

Il team di legali che assiste Joe Exotic era così sicuro che il loro assistito avrebbe ottenuto la grazia da aver pianificato i festeggiamenti nei minimi dettagli. L’investigatore privato Eric Love ha dichiarato che erano già pronti un video di ringraziamento a Donald Trump e una limousine pronta ad attendere Tiger King all’uscita del carcere. Ecco la pianificazione nei minimi dettagli dei festeggiamenti per l’uscita dal carcere di Joe Exotic secondo Eric Love: festeggiamenti che, però, sono saltati.

Domani a quest’ora staremo festeggiando, abbiamo tutte le ragioni per credere che ce la faremo. Siamo talmente sicuri da aver piazzato una limousine a mezzo miglior di distanza dalla prigione. Siamo davvero in modalità azione, al momento. Abbiamo anche un team pronto per prendersi cura di Joe non appena sarà libero: make-up, indumenti, tutta un’unità pronta a entrare in azione. La prima cosa che vuole fare è tagliarsi i capelli. Sono due anni e mezzo che non si fa fare un taglio decente. È il primo ordine in agenda. Poi andremo a prenderci della pizza, delle bistecche, forse un McRib.

Secondo Eric Love la sicurezza dello staff di Joe Exotic e dello stesso Tiger King sulla sua scarcerazione era dovuta a una presunta simpatia di Donald Trump per lui o quantomeno una vicinanza alla sua causa. Sempre Love ha dichiarato che il presidente uscente stava dalla parte di Joe:

Trump sta dalla nostra parte, e coglierà quest’occasione per spostare i riflettori dal presidente-eletto Joe Biden. Ieri sera ho girato un video di ringraziamento, è pronto per essere pubblicato.

Ma l’evento tanto atteso non si è verificato e la notizia è stata una vera doccia fredda per Joe Exotic. Bistecche, hamburger e taglio di capelli dovranno attendere: alla notizia del non avvenuto perdono presidenziale, Eric Love si è limitato a twittare:

Stiamo ancora aspettando la grazia. Ho fatto 219 interviste oggi, sto tenendo il meglio per l’ultima.

Naturalmente il web si è scatenato, pubblicando decine di tweet sarcastici di risposta. La richiesta di grazia di Joe Exotic, si basa su 257 pagine inviata a settembre, nella quale evidenzia alcuni problemi fisici. Inoltre dichiara di oltre all’essere stato oggetto di violenze e abusi in prigione, di essere stato picchiato e legato ad una sedia, tanto che le sue mani sono rimaste danneggiate. Vedremo se Joe Biden si mostrerà più ricettivo alle richieste di grazia di Tiger King.

Scritto da Giulia Vanda Zennaro

In un mondo popolato da Khaleesi, osa essere una Cersei Lannister.

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