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The Stand: Stephen King parla della differenza tra il suo virus “Capitan Trips” e il Coronavirus

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Il 17 dicembre debutterà negli Stati Uniti The Stand, serie tv basata sul best seller noto in Italia con il titolo L’ombra dello scorpione, scritto da Stephen King.

Lo scrittore, durante un’intervista per Entertainment Weekly, ha paragonato l’attuale pandemia mondiale con quella creata da lui stesso in The Stand.


La storia è infatti ambientata in un mondo in cui un virus creato in laboratorio dal governo statunitense, il Capitan Trips, ha sterminato la popolazione mondiale; il virus ha un tasso d’infettività del 99,4% e nessuno sopravvive una volta che è stato infettato. Rimangono però pochissime persone che sono inspiegabilmente immuni e che riescono in qualche modo a sopravvivere.

No, non credo proprio che si somiglino. È il tipo di piaga in cui le persone non devono indossare maschere per il viso, perché o vieni contagiato oppure non vieni contagiato, e questo è tutto ciò che c’è da fare. Non è come il COVID-19 dove puoi davvero proteggerti.

Ma ci sono alcune notevoli somiglianze in termini di ciò che il governo è disposto a dire e se ciò costa o meno delle vite. Il panico del governo per impedire alle persone di capire quanto fosse grave – questo ha avuto delle ripercussioni su quello che sta succedendo ora.

King si è inoltre soffermato sui cambiamenti fatti in The Stand per renderlo attuale:

Ovviamente l’hanno aggiornato. Quindi ci sono i telefoni cellulari, per prima cosa, e la tecnologia è cambiata e hanno cambiato parte della storia. Ma i personaggi sono fantastici. Tutti sono davvero bravi. Alexander Skarsgård è un ottimo Randall Flagg, ha fatto un lavoro da maestro. È grande, mettiamola in questo modo.

The Stand

Skarsgård interpreta il cattivo per antonomasia dell’universo kinghiano, uno dei personaggi più belli e complessi che lo scrittore abbia mai creato.

Ed è stato proprio King ha cambiare il finale di The Stand scrivendo l’episodio conclusivo della serie. Lo scrittore ha avuto così l’opportunità, a distanza di 42 anni, di proseguire la storia originale mostrandoci cosa ne è stato dei tanto amati protagonisti de L’ombra dello scorpione.

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