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Shadow and Bone: la “fastidiosa” differenza con i libri che ha irritato Jessie Me Li

Shadow and Bone
Shadow and Bone

Shadow and Bone è la serie fantasy del momento su Netflix: i paragoni con Game of Thrones naturalmente si sono sprecati, anche se la serie, tratta dai romanzi di Leigh Bardugo, ha molte differenze col colosso fantasy HBO (qui trovate il nostro articolo sulla questione). Nonostante alcune differenze con i libri (tra cui la questione dei baci tra Alina e Mal: qui vi abbiamo spiegato la scelta di inserirne così pochi nella prima stagione), l’adattamento seriale dei romanzi, ambientati in una terra che ricorda la Russia zarista ha complessivamente soddisfatto i fan, e anche noi: qui trovate la nostra recensione della prima stagione di Shadow and Bone.

Le differenze tra libri e serie, come dicevamo, non sono così abissali: però una in particolare ha provocato un certo disgusto nell’interprete della protagonista Alina Starkov, Jessie Me Li.

In Shadow and Bone, le creature mitiche di Morozova e i loro amplificatori sono una parte importante della trama. Ma, sebbene nei libri siano più che altro un ornamento, nella serie si è scelto di mostrarli come delle vere e proprie protesi: una scelta che non ha suscitato entusiasmo in Jessie Me Li.

“Nei libri, gli amplificatori sono più come dei gioielli, e il collare di Alina è una collana fatta con le corna del cervo. Ma quando arrivai a Budapest e iniziai a guardare i vari concept art, mi dissero Ok, siamo pensando di incorporare l’amplificatore nella pelle”.

L’inserimento delle protesi sotto la pelle ha causato all’attrice un fastidioso prurito, oltre a una incontrollabile repulsione:

“Credo che vederlo per la prima volta nella show è stato un momento di grande impatto, perché mostra quanto sia invasivo, è il simbolo del tradimento, piuttosto che un semplice gioiello. Ma quella protesi… Non riuscivo a smettere di toccarla. Era così fastidiosa, pizzicava davvero tanto! Continuavo a toccarla accidentalmente nel tentativo di alleviare il pizzicore. Non vi potete fidare di me quando ci sono le protesi di mezzo. Ce n’erano di due tipi. Quella in cui le corna erano ben visibili, e poi quella che sul finale va a inserirsi completamente nella pelle, quindi non si vede. Anche se non riuscivate a vederla, dovevo portarne una”.

Nella serie, l’evocatrice del sole Alina Starkov è sotto pressione da parte del Drarkling che vuole sfruttare e controllare i suoi poteri per distruggere l’Ombra. Ma non è ancora abbastanza potente da distruggere completamente l’ombra da sola: ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per aumentare i suoi poteri.

A tal fine, il generale Kirigan, alias Darkling, mette i suoi uomini alla ricerca di tre particolari amplificatori, accessori creati con ossa, denti, piume e artigli di animali speciali che aumentano il potere di una Grisha. Il Grisha sceglie l’amplificatore ma anche l’amplificatore sceglie il Grisha; solo la Grisha che uccide l’animale può sfruttare il suo potere. Anche gli amplificatori normali sono relativamente rari e solo i Grisha estremamente abili li hanno.

Tuttavia, i tre amplificatori che il Darkling cerca in Shadow and Bone sono così leggendari da essere considerati un mito. Sono stati creati secoli fa da Ilya Morozova, una delle prime Grisha e una delle più potenti che abbiano mai camminato sulla Terra. Pare si sia addirittura spinta a usare le ossa delle proprie dita per creare tre amplificatori che si dice diano a un Grisha un potere oltre ogni limite. Da soli, ciascuno degli amplificatori di Morozova sarebbe già l’amplificatore più potente mai conosciuto. Insieme, tutti e tre renderebbero una Grisha praticamente inarrestabile.

Le mitiche creature sono il cervo dalle elaborate corna, un drago marino e l’uccello di fuoco: ognuna di queste creature è protagonista di un libro della saga di Shadow and Bone.

Scritto da Giulia Vanda Zennaro

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