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Grey’s Anatomy, lo sfogo di Katherin Heigl: «Lavorare così ti porta alla malattia fisica e mentale»

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Grey’s Anatomy è arrivata al suo sedicesimo anno di vita e alla sua diciassettesima stagione, ma sembra proprio che ormai gli attori non ne possano davvero più. Persino Ellen Pompeo recentemente ha dichiarato di sentirsi come in una prigione (ne abbiamo parlato in questo articolo) ma è decisamente quella che ci è andata più leggera, tra i vari attori, nelle dichiarazioni contro la serie che è una delle più longeve nella storia della televisione. Le recenti dichiarazioni di Justin Chambers (ne abbiamo parlato qui) in cui ha sparato a zero sulla serie che lo ha reso famoso e che ha lasciato giusto un anno fa non hanno fatto altro che buttare benzina sul fuoco, ma quello che ha detto Katherin Heigl va addirittura oltre.

L’attrice che ha interpretato la dottoressa Izzie Stevens per molti anni – un ruolo che le è valso addirittura un Emmy Award – ci è andata pesantissima con le dichiarazioni rispetto agli orari di lavoro nella serie – e più in generale nel mondo delle serie tv – a testimonianza di come sul set di Grey’s Anatomy ormai l’aria sia da anni praticamente irrespirabile. Una lunga confessione quella rilasciata da Katherin Heigl, che vi riportiamo qui sotto:

Alcuni di voi ricorderanno più di dieci anni fa che fui molto esplicita sull’assurdità degli orari di lavoro a cui le troupe e gli attori erano costretti dalla produzione. Sono stata molto esposta e per molti anni successivi mi hanno preso a calci in culo per aver parlato. Stiamo facendo intrattenimento. Non stiamo risolvendo la fame nel mondo o curando il cancro. Stiamo raccontando storie. Quando la produzione raggiunge (sic) le 14 ore e oltre, stanno chiedendo ai nostri team di tornare a casa stanchi. Il numero di persone che si sono addormentate al volante è impressionante. Il numero di incidenti che accadono sul set a causa della stanchezza è scioccante. La malattia sia mentale che fisica è oltre misura. Non c’è niente di affascinante o sexy nel lavorare oltre il punto di esaurimento. Quando ho parlato per la prima volta, stavo parlando a nome mio e della mia troupe in Grey’s. Oggi le cose sono un po’ diverse per me. Sono nella fortunata posizione di poter dire di no. Rifiutare un lavoro se richiede più di quanto (sic) posso sopportare. Sono abbastanza cresciuta per fregarmene se faccio inc*zzare le persone creando confini che proteggono la mia salute, sanità mentale e lavoro”, ha scritto. Quindi questo post non è per me. È per le troupe. È per la mia seconda famiglia. È tempo che condizioni di lavoro ragionevoli ed eque, salari e orari diventino la norma. Punto. A tutte le troupe di tutti i set in questo nostro grande mondo. Vi supporto.

Le dichiarazioni degli attori rispetto agli orari di lavoro impossibili in Grey’s Anatomy sono ormai all’ordine del giorno: probabilmente è ora di fare qualcosa. Ma non è l’unico grande problema affrontato sul set della serie di Shonda Rhimes in questi anni: le recenti dichiarazioni su quanto Patrick Dempsey terrorizzasse il set ne sono diretta testimonianza.