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Black Mirror diventa realtà con Microsoft: parlare con i defunti in chatbot ora è possibile

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Black Mirror, la serie tv made in Uk (qui le serie tv inglesi che dovreste assolutamente vedere) che ha ampliato televisivamente il significato della parola distopia (perchè siamo cosi ossessionati dalle serie tv distopiche?), continua ad avvicinarsi sempre di più a quella realtà che vorrebbe estremizzare, rendendo l’anti-utopia veritiera come non mai. Se già in passato abbiamo letto notizie analoghe legate ad esempio al Social Credit Score, punteggio sociale, che nella città di Pechino pare potrebbe realmente attuarsi come ennesimo tentativo del governo cinese per monitorare i suoi cittadini, proprio come nella prima puntata della terza stagione, Nosedive, questa volta è il punto di Be Right Back.

Primo episodio della seconda stagione di Black Mirror, quando la serie tv non era ancora passata sotto la produzione Netflix, Be Right Back, Torna da me, è la tragica storia di Martha e Ash, separati inesorabilmente da un incidente stradale che determina la morte del ragazzo. Disperata al punto da non trovare più alcun senso nella sua esistenza, Martha, consigliata da un’amica si abbonerà a un servizio online che permette alle persone di rimanere in contatto con i propri defunti, come? Avvalendosi di ogni messaggio, profilo social, nota audio e singolo like del defunto, il programma riuscirà a ricostruire una versione più realistica possibile di Ash. Assumendo le sue fattezze, affinando la sua voce fino a renderla identica e inconfondibile, e facendo proprio ogni ricordo postato sui social network e ogni informazione aggiuntiva che Martha vorrà dare, l’impresa di riportare in vita il suo amato fidanzato sembra essersi realizzata.

Una follia? Una triste utopia? In qualsiasi modo la vogliate chiamare sappiate solo che Microsoft ha appena ottenuto un brevetto per rendere tutto questo reale!

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É tutto vero! Come riporta The Indipendent, Microsoft ha da poco ottenuto un brevetto che permette di creare dei chatbot in tutto simili ai cari che abbiamo perso.

Forse ricorderete il regalo di compleanno che Kanye West diede a sua moglie Kim Kardashian per i suoi 40 anni. Il rapper infatti, fece qualcosa di molto simile regalandole 3 minuti in compagnia di un ologramma di suo padre Robert Kardashian, ricreato e fatto rivivere nei modi e nel tono della voce grazie alle informazioni audio e video di cui i familiari disponevano.

Il progetto di Microsoft, in questo senso, è molto simile al regalo di Kim, come infatti possiamo leggere dal brevetto stesso:

Basato su immagini, dati vocali, post sui social media, messaggi elettronici e altre informazioni personali. La persona specifica [che rappresenta il chat bot] può corrispondere a un’entità passata o presente (o una sua versione), come un amico, un parente, un conoscente, una celebrità, un personaggio di fantasia , una figura storica, un’entità casuale ecc. La persona specifica può anche corrispondere a se stessi (ad esempio, l’utente che crea / addestra il chat bot).

Con il chatbot di Microsoft infatti, non solo diverrebbe possibile dialogare con i nostri cari, seppur in una realtà virtuale, ma avremmo inoltre la possibilità di interfacciarci anche con i grandi del passato o con versioni a noi contemporanee di personaggi storici o amate celebrità con cui avremmo da sempre voluto prenderci un caffè.

Black Mirorr

Allo stesso modo sarà anche possibile creare da zero un interlocutore immaginario con carattere e sfumature che potremmo selezionare noi stessi.

Se pensate che la realtà sia sempre più vicina al distopico universo di Black Mirror, aspettate di sentire la parte più sinistra: proprio come in Be Right Back, infatti, non si tratterà solo di chatbot e niente più, poiché se il brevetto dovesse andare in porto potremmo addirittura interfacciarci con veri e propri cloni in 2d o 3d, che ”potrebbero essere generati usando immagini, informazioni di profondità e/o dati video associati alla specifica persona”.

La realtà, come in questo caso, sfiora Black Mirror al punto da fare di una puntata la nostra stessa vita, e se pensavate che il 2020 fosse lo special a cui inconsapevolmente abbiamo fatto da comparse, chissà cosa ancora potremmo aspettarci dalla prossima stagione di Black Mirror.

Written by Claudia Balmamori

Ho finito Netflix.

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