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Nick, Jess, Schmidt e Winston: 4 bambini dell’asilo con oltre 30 anni a testa

New Girl

Quando ci approcciamo a una serie tv come New Girl ciò che salta subito in mente sono gli anni ’90, e questo accade per un motivo ben preciso. Lo avevamo detto anche qui: questa comedy è la degna erede di clamorosa Friends. Entrambi gli show mettono in prima linea un valore meraviglioso: l’amicizia, con un gruppo coeso e forte che riesce a sostenersi in tutte le situazioni drammatiche e non, rendendo tutto più leggero, più sopportabile.

Guardando New Girl ci butteremo dentro alla storia di quattro coinquilini che scoprono di essere qualcosa di più: non solo amici, ma una vera e propria famiglia. Insieme scopriranno cosa significhi vivere all’interno di un nucleo in cui poter sentirsi protetti. Insieme – poi seguiti da Jess – hanno scelto la stessa casa: il luogo dove ogni pezzetto della loro esistenza riesce a combaciare con l’altro. Sanno che dentro quelle mura, a volte un po’ ammuffite, troveranno la fortuna di fare colazione e andare a dormire con le persone che avrebbero scelto se gli si fosse stata posta la domanda: con chi vorresti vivere?

Mossi dalla spensieratezza di chi può essere se stesso senza mai sentirsi giudicato, riescono a dare vita alla follia che alberga dentro di loro e lo fanno comportandosi come dei bambini al parco giochi: questo è in assoluto il lato migliore della storia di New Girl.

New Girl

Folli, scatenati, inverosimilmente amici. Nonostante la metà di loro si conoscesse già, tutto prende una sfumatura diversa di fronte all’aggiunta di Jess. In un certo senso quest’ultima riesce a rendere i ragazzi più vulnerabili, più umani di fronte alle responsabilità della vita da cui spesso hanno cercato di fuggire. Il rapporto che si crea con la ragazza, in questo modo, diventa un vero e proprio dare e ricevere.

Perché se è vero che Nick e gli altri vengono aiutati da Jess di fronte ai problemi e alle responsabilità della vita, è anche vero che quest’ultima scopre grazie a loro una leggerezza che – distrutta dalla sua relazione appena terminata – stava perdendo. Insieme riescono così a creare un gruppo felice che dà vita a momenti pazzi e privi di contegno, ma chiariamoci: è proprio così che li vogliamo. Questi quattro ragazzi riescono a trovare la luce della leggerezza, il bagliore della spensieratezza che riesce a riportarli in un parco giochi a giocare come se fossero ancora bambini, come se la vita potesse fargli male solo con una caduta e un ginocchio sbucciato.

Probabilmente uno dei punti più alti l’hanno raggiunto quando tutti insieme si sono avventurati in crociera.

New Girl

Erano dentro quella struttura immensa in mezzo al mare e quello che viene fuori da quell’esperienza è una disagiata avventura. Si, disagiata, ma bellissima.

Non sono bravi a non combinar casini o a far le cose normalmente e così rimangono chiusi dentro una stanza dando inizio a un delirio che diventerà la loro storia preferita. Scritte in faccia, festa improvvisata e via: loro sono pronti comunque a godersi ciò che hanno perché di base – esattamente come i bambini – non è importante il luogo, ma chi hanno accanto. Trent’anni a testa e nessuna volontà di smettere di essere così come sono almeno all’interno del nucleo che si sono creati. La metafora dei bambini su di loro riesce a calzare a pennello: sembrano come quei piccoli che – sotto promesse (o minaccia) della madre – devono fare i bravi durante le cene formali di famiglia, ma che di fronte al cuginetto preferito rompono le convenzioni e vanno a giocare in giardino lasciando il posto a tavola vuoto.

In questo caso al posto della madre troviamo Cece e Coach. Entrambi fanno parte della follia del gruppo, ma hanno un atteggiamento più adulto col quale provano a placare, spesso, i loro amici. Nello specifico Cece ha quasi il compito di riequilibrare Jess, una bimba che come tale si lascia sopraffare da istinti che solo la sua amica riesce a domare facendole prendere in considerazione l’idea di agire più razionalmente. Grazie a lei spesso la piccola Day riuscirà a placarsi e ad affrontare le situazioni ponendosi in maniera più adulta.

Nelle situazioni folli a cui sembra non esistere rimedio, sarà compito di Cece e della sua razionalità trovare la soluzione. Anche il suo modo di gestire i rapporti è completamente diverso a quello di Jess: per tutta la serie si concentra sempre e solo su una persona non lasciandosi mai andare al gioco chiodo schiaccia chiodo riuscendo così a ponderare bene con che persone iniziare un rapporto serio. Jess, invece, spesso darà vita a legami effimeri nati senza una chiara spiegazione e questa è una evidente differenza tra le due visibile fin dal primo momento.

Stessa cosa possiamo dirla di Coach nei confronti dei tre ragazzi. Si, certo, anche lui si fa trascinare dalla goliardia dei suoi amici ma lo farà in modo più pacato sfoggiando sempre un occhio di riguardo verso le responsabilità: le degne nemiche di Nick, Schmidt e Winston. Anche il suo coraggio nel trasferirsi per amore in un’altra città sarà un gesto completamente opposto rispetto al carattere del trittico: in quell’esatto momento nessuno dei tre avrebbe avuto il fegato di lasciare la propria vita per immergersi di qualcosa totalmente diverso, ma Coach s. E questo è un chiaro segno di maturità che si oppone drasticamente all’infantilismo del resto dei personaggi.

Quando è necessario, sono pronti a fare i bravi: scelgono il vestito giusto abbinandolo a un comportamento socialmente accettabile e si immergono nel mondo fuori dal loft, consapevoli che quello è il posto in cui torneranno per giocare ad Americano Vero.

Questo iconico gioco (a proposito, clicca qui se vuoi scoprirne le regole!) è stato uno dei protagonisti indiscussi di New Girl e della loro amicizia. Tutto inizia nella ventesima puntata della prima stagione, e si conclude con l’ultima del finale di serie: sette stagioni di Americano Vero, sette stagioni di amici trentenni che salgono sulle sedie e cercano di non camminare sul pavimento.

new girl

Insieme sono riusciti perfino ad andare alla festa di Prince e lasciateci dire quanto questa avventura sia stata in assoluto una delle più incredibili che insieme siano mai riusciti a vivere. Il punto è che probabilmente New Girl riesce a piacere così particolarmente perché l’amicizia che racconta, nonostante la follia estrema, è assolutamente reale. Narra la storia del disagio di fronte all’arrivo del futuro, di canzoni stonate cantate in macchina o di cornetti caldi la mattina. Mette in prima linea il loro legame e non gliene importa nulla di creare dei triangoli all’interno del gruppo: vige l’amicizia e per questo motivo non ci saranno mai storie che in qualche modo possano ledere in maniera profonda il gruppo.

Da sempre – a partire da Dawson’s Creek fino ad arrivare a How I Met Your Mother – i gruppi di amici contengono all’interno questi triangoli irrisolvibili che caratterizzano la storia. Nonostante questo dettaglio rilevante, la coesione degli show rimane indissolubile: apprezziamo e comprendiamo la forza di questi amici che scelgono di andare oltre e rimanere comunque insieme, ma amiamo anche il fatto che New Girl scelga di fare a meno di tutto questo.

Sarebbe stato sicuramente un punto in più da aggiungere allo show: un triangolo fa sempre piacere al telespettatore e genera diverse dinamiche, eppure i creatori di questa serie ne fanno a meno. Sapete perché?

Perché i fantastici quattro sono dei bambini, e i bambini possono rubarsi una merendina o giocare a suon di dispetti ma non si faranno mai del male a vicenda. Conoscono il limite molto più di noi adulti e sanno giocare senza ferire i sentimenti degli altri, e per questo motivo – a tutti gli effetti – Nick, Jess, Schmidt e Winston sono dei fanciulli rilegati ancora nel cortile delle elementari durante la ricreazione. Hanno smesso di far lezione, sono nella loro meritata pausa e hanno il diritto di correre liberi come piace a loro.

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Scritto da Annalisa Gabriele

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