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Soundtrack: familiari melodie e atmosfere alla La La Land

Netflix non smette neanche per un secondo di rendere sempre più ampio e vario il suo catalogo di serie tv.

Uno degli ultimi prodotti realizzati dalla piattaforma è proprio Soundtrack, la cui prima stagione composta da dieci episodi è disponibile sul sito per chiunque desideri staccare la spina dopo una lunga giornata di lavoro con qualcosa di fresco e poco impegnativo.

Diretta da Joshua Safran e interpretata tra gli altri da Madeleine Stowe, (leggete qui a proposito se volete saperne di più sul possibile revival di Revenge!) e Jenna Dewan, la serie racconta la vita di cinque personaggi. Quella dei protagonisti Sam e Nellie ma anche di Joanna e delle loro famiglie. Le vicende sono spartite in archi temporali diversi, in cui i nostri protagonisti intrecciano legami che li condizionano nel tempo. Una storia per certi versi già sentita in effetti.

Qual è la particolarità di Soundtrack allora?

Che a un certo punto i nostri protagonisti si mettono a cantare e ballare, alla La La Land, brani famosi come se niente fosse!

Da Elastic Heart di Sia a Believer degli Imagine Dragons, queste tracce famosissime vengono usate dai protagonisti per descrivere allo spettatore ciò che provano durante gli episodi, i quali spesso raccontano le loro disavventure amorose.

Perché così come racconta Sam all’inizio della stagione, ogni singola canzone che abbiamo sentito in vita nostra, dalla prima ninna nanna ascoltata da bambini alla marcia che non sentiremo suonare al nostro funerale, parla d’amore.

Persino le canzoni che parlano d’odio, secondo il protagonista, alla fine parlano d’amore. Perché se non hai prima amato, difficilmente potrai odiare qualcosa o qualcuno davvero.

Che si tratti di amore per i soldi, di amore per il sesso, amore per il proprio Paese o per un animale, sempre di amore si parla.

Ed ecco dunque che in Soundtrack, mentre vanno in scena i drammi quotidiani dei nostri eroi, partono all’improvviso Love is a Losing Game di Amy Winehouse o Psycho Killer dei Talking Heads e diventa impossibile non ritrovare un po’ le atmosfere patinate losangeline di La La Land nelle coreografie improvvisate degli attori.

Così come i protagonisti della famosa pellicola di Damien Chazelle, anche i quelli di Soundtrack sognano un futuro da artisti.

Ogni episodio, intitolato semplicemente Traccia (seguito dal numero della puntata), esattamente come se si trattasse di un disco, ci introduce a un nuovo personaggio e alle sue passioni. Nel caso dell’adorabile Nellie, interpretata dalla bellissima Callie Hernandez, il sogno è quello di una graphic novel mentre quello del suo ragazzo Sam è di fare il musicista. Non di piano classico, come suggerirebbero i suoi studi alla Berkeley, ma di chitarra.

Poi ci viene mostrato il passato dell’assistente sociale Joanna, interpretata da Jenna Dewan già vista in Step Up con l’ex marito Channing Tatum. Che, proprio come la Mia Dolan di La La Land, si presenta a provini su provini ritirando dei no uno dietro l’altro. Finché accantona i suoi sogni per cercare di aiutare gli altri, incrociando inevitabilmente la strada di Sam.

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Ma c’è anche Margot, Madeleine Stowe, e la sua carriera da attrice navigata e il suo amore un po’ assillante per la figlia Nellie. Come dicevamo Soundtrack si snoda su più livelli temporali, raccontandoci anche la giovinezza di Margot e il suo approccio con la recitazione e il successo che ne è conseguito.

Ecco dunque che Netflix ci regala un altro prodotto fresco e accattivante che difficilmente ci permetterà di tenere i piedi fermi durante la visione degli episodi o di non empatizzare con i drammi dei suoi personaggi.

Esperienza già vissuta con Glee, anche se della creatura di Ryan Murphy (che sta preparando una grossa sorpresa per noi) Soundtrack non ha la stessa frizzante leggerezza o la stessa vena trash che tanto piace al papà di American Horror Story.

Dal momento che questa nuova creazione di Netflix si prefissa l’obiettivo di parlare di tematiche un po’ più serie e con toni più malinconici.

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