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L’ultima stagione di Mr. Robot ci ha ribaltato il cervello, rimettendolo in ordine

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Mr Robot è sempre stato un prodotto più unico che raro, caratterizzato sempre da una grande libertà creativa e originalità. Sam Esmail non ha mai avuto paura di oltrepassare i limiti, esplorare nuove idee e prendere rischi per portare alla luce la sua visione personale caratterizzata da riprese non convenzionali, brani musicali interessanti e scelte tanto azzardate quanto azzeccate. Basti pensare all’episodio della seconda stagione che ha l’aspetto di una sitcom anni ’80 o a quello della quarta e ultima stagione che si svolge quasi interamente senza dialoghi, lasciando che l’azione e le immagini parlino da sole.

Quando si ha uno show del genere, con una storia e dei personaggi veramente ben scritti e complessi, arrivare all’ultima stagione non può fare altro che generare entusiasmo e timore allo stesso tempo. Infatti, quando ci si innamora particolarmente di una storia, una delle cose che ogni spettatore desidera di più non è solo un finale soddisfacente ma ancora di più una coerenza narrativa fra l’inizio, il climax e l’epilogo.

Quando ho iniziato l’ultimo capitolo di Mr Robot non sapevo se avrei avuto questa soddisfazione ma non posso dire altro se non quanto quest’ultima stagione sia stata fenomenale e sorprendente.

La quarta stagione di Mr Robot riprende le redini da dove era finita la terza.

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Elliot è riuscito ad annullare le operazioni di hacking che avevano portato alla rivoluzione dell’hack 5/9 ma non senza subire grandi perdite. Non solo la Dark Army, prevedendo il sabotaggio di Elliot, fa esplodere 71 depositi della E Corp in un attacco terroristico senza precedenti, ma Angela viene uccisa brutalmente poiché considerata una minaccia. Segnato nel profondo dagli avvenimenti, Elliot è più che mai intenzionato a distruggere Whiterose e la Dark Army, mettendo così in ginocchio l’1% dell’1% una volta per tutte.

Sin dall’inizio di Mr Robot, il nostro protagonista ha sempre voluto salvare il mondo cambiando una società che non è mai stata clemente né nei suoi confronti né nei confronti della gente comune. Tuttavia in quest’ultima stagione, osservando gli avvenimenti e le decisioni prese da Elliot, non si può non notare quanta ambiguità ci sia in questo personaggio.

Il nostro protagonista vuole essere un eroe, salvare il mondo, ma chi è veramente? Uno psicopatico disposto a manovrare e ricattare le persone a suo piacimento per i propri scopi? Cosa lo differenzia dai suoi nemici se anche lui stesso è disposto a rovinare la vita degli altri per portare a termine la propria missione? Le capacità da hacker, l’enorme intelligenza e l’assoluta resilienza sono alcuni dei tratti che da sempre hanno caratterizzato e rafforzato il personaggio di Elliot ma allo stesso tempo si rivelano anche strumenti potenzialmente pericolosi se non utilizzati nel modo giusto.

Dal momento che la storia ci viene raccontata attraverso il punto di vista di Elliot, narratore estremamente inaffidabile, molto spesso gli spettatori si sono ritrovati in preda alla stessa confusione e incertezza del protagonista di fronte agli avvenimenti.

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Episodio dopo episodio, abbiamo accompagnato il protagonista di Mr Robot nel suo percorso scoprendo nuove informazioni, vivendo cambiamenti e soffrendo insieme a lui in seguito alle terribili rivelazioni legate al suo passato. Con la quarta stagione, Sam Esmail ci sorprende ancora una volta dandoci non uno ma ben due plot twist di enorme importanza che, pur ribaltando completamente la nostra percezione della storia e di Elliot, vanno a dare ancora più significato e senso a tutto ciò che abbiamo visto finora. Il settimo episodio della quarta stagione è diviso in cinque atti che portano a una delle rivelazioni più dolorose e sconvolgenti dell’intera serie: i ricordi che Elliot ha di suo padre, considerato da sempre come il suo migliore amico, non sono assolutamente reali ma creati dalla propria mente per potersi proteggere da una realtà terribile, ovvero quella di un uomo che ha sempre abusato sessualmente di lui.

Tutti i bei ricordi che il protagonista ha di suo padre sono in realtà quelli legati a Mr Robot, la personalità che ha sempre cercato di proteggerlo dal male e dal dolore. Questa scoperta, accompagnata da una delle interpretazioni migliori di Rami Malek (qui l’articolo con il suo dolcissimo messaggio ai fan della serie), non solo ci spezza il cuore ma dà ancora più significato anche a una delle scene del primissimo episodio di Mr Robot, ovvero quella in cui Elliot incastra Ron, proprietario di un sito di materiale pedopornografico.

Spezzato da questa rivelazione e ormai completamente danneggiato e oppresso dai traumi del passato, il nostro protagonista si ritrova quasi incapace di andare avanti. D’altronde, chi avrebbe da subito la forza di superare un trauma del genere? Elliot è sul punto di mollare, di lasciarsi andare completamente al dolore ma, come ogni eroe che si rispetti, non può rinunciare alla sua missione. Grazie all’aiuto di Price e soprattutto di Darlene, i conti bancari dei membri del Deus Group vengono hackerati, ridistribuendo così la loro ricchezza a tutta la popolazione. Dopo 4 lunghe stagioni, l’obiettivo della fsociety è stato raggiunto ma Sam Esmail decide di non fermarsi qui e ci porta verso un finale mozzafiato diviso in tre atti che ci scompiglia completamente il cervello per poi portarci a un’assoluta chiarezza.

Elliot e Whiterose si incontrano al di sotto del Washington Township Plant e, dopo un confronto durante il quale i due discutono sulla natura delle persone e sulla corruzione di questo mondo, la principale antagonista di Mr Robot, sicura che la sua macchina possa garantirle una seconda occasione, si suicida di fronte agli occhi di Elliot il quale dovrà risolvere un gioco al computer per poter fermare l’esplosione dell’impianto. Dopo aver capito che la soluzione finale sta nel rimanere con il proprio amico piuttosto che abbandonarlo, Elliot aspetta il proprio destino insieme a Mr Robot, il suo unico compagno durante quella che sembra essere la fine. Ma, ovviamente, non è così.

Gli ultimi tre episodi di Mr Robot sono dei capolavori.

Non tutte le serie tv sono in grado di concludere la propria storia con un twist che non solo funzioni ma che sia anche coerente con tutto ciò che si è visto fino a quel momento. Il finale è perfetto proprio perché Sam Esmail, nella sua genialità, ha creato sin da subito una storia in cui tutto fosse collegato (qui troverete la nostra recensione dettagliata del finale). Grazie alla visione di un unico creatore, i vari tasselli di Mr Robot vanno a incastrarsi perfettamente, regalandoci un’esperienza completa e assolutamente soddisfacente. Elliot si risveglia in una giornata meravigliosa e in quella che sembra essere una realtà alternativa: il nostro protagonista è il CEO della All Safe, Angela non solo è viva ma è anche la sua promessa sposa, suo padre non è il mostro che ha abusato di lui ma un individuo amorevole e una brava persona. Durante l’episodio lo spettatore comincia quasi a credere che la macchina di Whiterose abbia funzionato, regalando a Elliot un momento di pace e la felicità che ha sempre voluto. Ma, come spesso succede in Mr Robot, la realtà dei fatti è ben diversa e ci ritroviamo di fronte a ben due Elliot.

Dopo aver seguito la giornata perfetta dell’alter ego dell’universo alternativo, ci ritroviamo di nuovo insieme al “nostro” Elliot. Confuso e spaesato, il protagonista inizia a indagare, scoprendo un mondo completamente diverso dal suo, nel quale l’unica cosa che sembra mancare è Darlene, figura che invece è sempre stata fondamentale durante il suo percorso. Sopraffatto da tutte queste informazioni, Elliot si precipita a casa e hackera il computer del suo alter ego trovando numerosi disegni che lo rappresentano sia da solo che insieme a tutti i vari personaggi che abbiamo potuto conoscere durante le 4 stagioni di Mr Robot. Attraverso un confronto quasi surreale scopriamo che la figura incappucciata dei disegni è il frutto dell’immaginazione dell’alter ego del nostro protagonista: un hacker vigilante con una vita eccitante e frenetica che ha il compito di salvare il mondo e cambiare la società.

Un ritratto esatto della vita dell’Elliot che conosciamo.

Ovviamente confusi, frustrati e desiderosi di capire che cosa stia succedendo, i due Elliot si confrontano ma, durante un contatto fisico tra loro, si scatena un terremoto che causa una grave ferita all’alter ego dell’universo alternativo. Nonostante l’iniziale intenzione di aiutarlo, il nostro Elliot riceve improvvisamente la chiamata di Angela. Risentire la sua voce, sentirla parlare del loro matrimonio e la prospettiva di una vita migliore e felice lo portano a prendere una decisione terrificante ma non così inaspettata, ovvero uccidere il proprio alter ego per poterne prendere il posto. Così come avevamo già visto con la storyline di Olivia e la Cyprus National Bank, ancora una volta ci rendiamo conto di quanto Elliot sia disposto a spingersi ai limiti pur di raggiungere i propri obiettivi, ancor di più se si tratta della propria felicità.

A questo punto, Elliot non desidera altro se non presentarsi al proprio matrimonio ma, proprio quando pensiamo che finalmente stia per ottenere la pace che meriterebbe, Mr Robot lo riporta alla realtà, facendo aprire gli occhi non solo a lui ma anche a noi spettatori. La macchina di Whiterose non ha mai funzionato e il mondo alternativo in cui si trovano è in realtà una prigione mentale creata per il vero Elliot Alderson dal Mastermind, ovvero il protagonista che conosciamo e che non è mai stato altro se non un’altra delle personalità del vero Elliot. Il twist finale che Sam Esmail ci regala è sconvolgente e per quanto sia inevitabile non provare la confusione e il turbamento del nostro Elliot, allo stesso tempo è anche inevitabile non provare un senso di euforia e meraviglia di fronte a una svolta del genere.

L’Elliot che conosciamo non è mai stato il vero Elliot Alderson, ma la rivelazione non va né a rovinare la storia né la coerenza della serie.

Mr Robot

Così come Mr Robot era stato creato per poter proteggere Alderson dagli abusi del padre, allo stesso modo il Mastermind, un hacker vigilante, è stato creato per poter migliorare il mondo e renderlo un posto più sicuro e adatto per il vero Elliot che non avrebbe mai avuto la forza e il coraggio di affrontare le situazioni che il nostro protagonista ha dovuto gestire nel corso della storia. Durante la serie ne ha affrontate di tutti i colori, combattendo contro i propri nemici e la propria depressione, mostrando coraggio, tenacia, ambiguità, violenza. Il nostro Elliot non è mai stato perfetto ma è proprio per questo che gli vogliamo bene. Non sempre ha fatto la scelta giusta ma, alla fine della corsa, nonostante abbia il diritto di vivere finalmente in un mondo migliore, prende la decisione più ardua ma allo stesso tempo più giusta, ovvero lasciare che il vero Elliot Alderson torni alla vita. E il collegamento più forte che quest’ultimo ha con la realtà è Darlene, sorella e confidente che sin dall’inizio della storia è sempre stata il suo punto di riferimento principale. Infatti, nonostante l’incidente della finestra e l’inizio dei suoi disturbi psicologici, è proprio la figura di Darlene che continua a essere estremamente reale per Elliot, perché a differenza di altre persone nella sua vita lo ha sempre amato in maniera incondizionata. Per questo motivo non la ritroviamo nella prigione creata dal Mastermind. Tale unico collegamento con la realtà sarebbe stato in grado di far realizzare al vero Elliot di trovarsi in un mondo fittizio e non in quello reale.

Il momento in cui dobbiamo salutare il nostro Elliot è agrodolce ma perfetto.

Nel corso di 4 stagioni abbiamo avuto la possibilità di accompagnare uno dei personaggi migliori del mondo seriale, un personaggio complicato ma non per questo meno amabile. Un protagonista che, grazie anche alla potenza del proprio interprete, lascia un segno indelebile, permettendoci di immedesimarci in lui anche nelle situazioni più lontane dalla nostra quotidianità.

Elliot Alderson

Passo dopo passo siamo diventati parte integrante della storia, ritrovandoci inevitabilmente catturati dalle stesse emozioni dei personaggi e trasportati dal corso degli eventi.

Il Mastermind, Mr Robot, la Madre, il Piccolo Elliot e tutti noi faremo sempre parte di Elliot Alderson perché siamo coloro che sono sempre rimasti accanto a lui per tutta la durata di questo perfetto viaggio che, nel bene o nel male, non può non aver lasciato il segno e cambiato almeno una parte di noi.

Leggi anche: La spiegazione del finale di Mr Robot

Written by Ambra Verzucoli

Sono una ragazza dai mille amori e dai mille interessi, amante della bella musica e del buon cibo, del profumo dei libri e del rumore degli scatti fotografici. Sempre curiosa e in cerca di ispirazione, adoro viaggiare, perdermi nei boschi, incontrare nuove culture e capire chi è diverso da me. Appassionata da sempre di serie TV e cinema, non potrei mai fare a meno della mia dose giornaliera di personaggi eccentrici e universi strabilianti.

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